Liste d’attesa nella sanità, le regioni migliori e peggiori per visite ed esami

Migliorano le liste d’attesa nella sanità: 1,6 milioni di visite ed esami in più nei tempi, ma restano forti divari tra Regioni

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Le liste d’attesa nella sanità italiana mostrano segnali di miglioramento, anche se restano differenze rilevanti tra le Regioni e criticità per alcune prestazioni. È quanto emerge dal bollettino di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, sull’andamento dei tempi di attesa per visite mediche ed esami diagnostici. Nel primo semestre del 2026, le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate hanno erogato nei tempi di garanzia 1,6 milioni di prestazioni in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il dato indica un aumento della capacità del Servizio sanitario di rispondere alle richieste dei cittadini, anche grazie al monitoraggio introdotto con la nuova piattaforma nazionale sulle liste d’attesa. Invece nei primi sei mesi dell’anno, 2 milioni e 811mila italiani hanno comunque dovuto attendere oltre i tempi previsti per una visita o un esame.

Prime visite ed esami diagnostici, cosa è migliorato

Secondo Agenas, migliorano sia le prime visite sia gli accertamenti diagnostici. Nel primo semestre del 2026, il 78,5% delle prime visite è stato erogato nei tempi di garanzia, contro il 76,4% dello stesso periodo del 2025. Per gli esami diagnostici il dato è ancora più alto: l’84,6% è stato effettuato nei tempi previsti, rispetto all’82,8% dell’anno precedente. Anche le prenotazioni complessive sono aumentate. Si passa da 13,3 milioni nel primo semestre 2025 a 14,9 milioni nel primo semestre 2026. Le visite effettuate nei fine settimana sono state 357mila, cioè 27mila in più rispetto all’anno precedente.

Le Regioni con i risultati migliori e peggiori nelle prime visite

Per le prime visite, il risultato migliore è quello della Basilicata, dove il 98,9% delle prestazioni è stato effettuato nei tempi di garanzia. Sopra il 90% si collocano anche Marche con il 94,5%, Lazio e Veneto con il 91,5%. Seguono Molise, Calabria, Campania, Liguria, Lombardia e Sicilia. Più indietro risultano invece alcune aree dove le percentuali restano più basse, come Puglia e Provincia autonoma di Trento.

Nel confronto con il 2025, i progressi più marcati si registrano in Liguria, con un aumento del 19,7%, e in Lombardia, con un miglioramento del 9,5%. Gli arretramenti più evidenti riguardano invece la Provincia autonoma di Trento, con -8,4%, e la Sicilia, con -7,5%.

Anche per gli esami diagnostici il quadro è differenziato. Quattro regioni garantiscono il rispetto dei tempi in oltre il 90% dei casi: Veneto con il 97,1%, Campania con il 96%, Basilicata con il 94,6% e Marche con il 92,4%. Sopra l’80% si collocano anche Lazio, Toscana, Molise, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Calabria, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Tra le Regioni con percentuali più basse figurano Sardegna, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Sicilia, Valle d’Aosta, Abruzzo, Puglia e Umbria. Nel confronto annuale, l’Umbria migliora del 7,8% e la Lombardia del 7,7%. L’Abruzzo registra invece una flessione del 10,8%.

Visite urgenti e brevi, tempi più rapidi

I miglioramenti più significativi riguardano le prestazioni con priorità più alta. Nel primo semestre del 2026, l’81% delle visite urgenti è stato effettuato entro tre giorni, contro il 77,7% del 2025. Per le visite classificate come brevi, da erogare entro 10 giorni, la quota sale all’80,2%, rispetto al 77,3% dell’anno precedente.

Progressi si registrano anche per gli accertamenti diagnostici urgenti, garantiti entro tre giorni nel 76,4% dei casi, contro il 73,2% del 2025. Gli esami in classe B passano invece dal 75,9% al 77,6%. Restano però casi in cui i tempi si allungano molto. Per alcune prestazioni programmate, che dovrebbero essere erogate entro 120 giorni, l’attesa può superare i 300 giorni.

Le prestazioni che migliorano di più

Tra le visite, quelle oncologiche registrano la quota più alta di rispetto dei tempi: 95,2%, con un aumento di un punto rispetto al 2025. Migliorano anche la visita gastroenterologica, che passa dal 70,8% al 74,7%, la visita pneumologica, dal 77,7% all’80,9%, e la visita fisiatrica, dal 78,5% all’82,7%. Tra gli esami diagnostici spicca la colonscopia, che migliora di quasi 10 punti: dal 60,8% del 2025 al 69,8% del 2026. In crescita anche gastroscopia, mammografia, ecografia della mammella e risonanza magnetica dell’addome. In flessione, invece, la risonanza magnetica del tronco encefalico, che passa dall’83,9% all’81,9%.

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