Pensate ad una chiave che entra nella toppa di casa. Se nella serratura c’è già un’altra chiave, ovviamente inserire quella nuova non è possibile. Qualcosa di simile avviene per la nicotina. Esistono recettori specifici dedicati a questa sostanza, che danno ragione della sua attività sul sistema nervoso centrale e sull’intero organismo, con effetti che portano anche alla dipendenza.
Ed allora? Allora, per chi decide di dire addio alle sigarette, ecco un’opportunità in più sul fronte farmacologico per lenire i rischi di dover richiedere sigarette in più. Perché la citisina, farmaco che può essere impiegato a questo scopo, agisce proprio così. Si comporta esattamente come un agonista (seppur parziale e in misura molto minore rispetto alla vareniciclina, altro medicinale indicato in casi specifici per aiutare a dimenticare le sigarette) nei confronti del recettore della nicotina. E bloccandolo limita il “desiderio” automatico della sostanza.
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Cosa succede, e a chi serve
Il meccanismo così semplicemente spiegato alla base della scelta delle autorità regolatorie di rendere rimborsabile il medicinale che contiene la citisina. L’indicazione è per la cessazione dal fumo. Non si tratta ovviamente di una novità assoluta, perché questo trattamento era già utilizzato, ma cambiano le dinamiche e le possibilità d’accesso alla cura, che consente di meglio controllare l’astinenza, non agendo ovviamente sul fronte psicologico (per quello ci vuole la scelta del soggetto e per questo il medicinale va utilizzato nell’ambito di un percorso definito dagli esperti dei Centri anti-fumo).
L’utilità del trattamento è maggiore quando una persona ha da poco spento l’ultima sigaretta, visto che proprio inizialmente si rischia di più la “ricaduta” nel vizio (peraltro poi occorre mantenere i risultati nel tempo). Il tutto, va detto, deve essere inquadrato in un approccio che preveda l’impiego delle diverse armi, dal counselling al supporto psicologico, oltre appunto ai farmaci.
Come agisce e come si organizza la posologia
Per chi si avvia a smettere con le sigarette, insomma, c’è un’arma in più nel percorso multidisciplinare di approccio. L’obiettivo del trattamento è limitare i sintomi legati all’astinenza, dall’ansia fino alle difficoltà a riposare passando per l’irritabilità. In genere non ci sono effetti indesiderati particolarmente intensi, pur se occorre una particolare attenzione nei soggetti che magari soffrono di diverse patologie e quindi vanno inquadrati dal medico curante.
Il trattamento prevede normalmente una durata di 25 giorni, con progressivo calare della frequenza dell’assunzione. All’inizio (nei primi tre giorni) si prevede una posologia di una compressa ogni due ore (fino a un massimo di sei compresse al giorno), poi si scende ad un massimo di cinque compresse al giorno fino al dodicesimo giorno. In seguito si cala ulteriormente, scendendo al massimo tre compresse al giorno entro il diciassettesimo giorno della terapia e per giungere negli ultimi cinque giorni a una o due compresse al giorno.
Il farmaco non sostituisce la volontà
Bisogna scegliere di smettere. Questo è fondamentale quando si decide di dire stop alle sigarette. In questo senso, pensare alla propria salute è fondamentale e la molla in cerca del benessere è uno dei meccanismi che più facilmente spingono ad abbandonare il vizio. C’è una cosa che spesso i non fumatori non comprendono fino in fondo: per riuscire a smettere ci vuole una fortissima volontà perché oltre alla fatica si possono manifestare anche lievi disturbi.
Quanto più elevato è il numero di sigarette, in genere, tanto maggiore è la difficoltà alla disassuefazione. La sospensione del tabacco, pur se in maniera diversa da persona a persona, può comunque dare alcuni problemi: soprattutto nelle prime settimane si diventa più irritabili, ansiosi, si hanno difficoltà di concentrazione e possono comparire mal di testa, aumento dell’appetito (cui fa seguito un aumento di peso), disturbi intestinali ed una leggera insonnia. Per questo l’aiuto farmacologico può aiutare nel percorso di disassuefazione. Perché l’abbandono del fumo sia efficace nel tempo bisogna cominciare con il piede giusto. L’ideale in questo senso è attivarsi quando gli impegni di studio e di lavoro sono meno stressanti.
Altra regola: meglio smettere una volta per tutte piuttosto che ridurre pian piano il numero di sigarette. Non appena c’è un pochino di tensione in più, si ricomincia come se nulla fosse accaduto. Ricordate poi di rinforzare la vostra volontà: il fumo fa male, costa e rende in qualche modo schiavi.