Aumento stipendi sanità, arriva l’ok per medici e altri dirigenti con il nuovo Ccnl

Il Consiglio dei Ministri ha autorizzato il via libera definitivo al nuovo contratto per dirigenti medici e sanitari: quali sono gli aumenti

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

Dopo mesi di attesa e trattative, il Consiglio dei Ministri ha deliberato di autorizzare il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, a esprimere il parere favorevole sul Ccnl che riguarda direttamente il personale dirigenziale dell’area Sanità.  Non si tratta solo di un aumento in busta paga, ma di un intervento più ampio che tocca retribuzioni, indennità, organizzazione del lavoro, tutele e carriera.

Le novità introdotte riguardano  in particolare medici, veterinari, dirigenti sanitari e professionisti della sanità pubblica.

Ccnl Sanità, via libera del Governo agli aumenti

L’ipotesi di Ccnl del personale dirigenziale dell’area Sanità è stata sottoscritta il 18 novembre 2025 dall’Aran e dalle organizzazioni sindacali di categoria.

A dicembre è arrivato anche il parere favorevole del Comitato di settore Regioni-Sanità. Con l’ok del Consiglio dei Ministri, arrivato il 5 febbraio 2026, il contratto entra ora nella fase finale, consentendo l’applicazione concreta degli aumenti e delle nuove regole previste.

Il contratto si applica a tutti i dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie, come definiti dall’articolo 7, comma 5, del Ccnq del 22 febbraio 2024.

Rientrano sia i lavoratori a tempo indeterminato sia quelli a tempo determinato, purché dipendenti di aziende ed enti del comparto sanità. Sono inclusi anche enti spesso meno visibili ma strategici, come gli Istituti zooprofilattici sperimentali (Izs) e le Agenzie regionali per la Protezione ambientale (Arpa).

In totale, la platea dei destinatari è di oltre 137mila unità di personale, secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2021.

Gli aumenti di stipendio: quanto cresce la busta paga

Il cuore del contratto è rappresentato dagli incrementi retributivi. A regime, a partire dal 1° gennaio 2024, il Ccnl riconosce aumenti pari al 5,76% del monte salari complessivo utile ai fini contrattuali.

Una percentuale che, pur non compensando interamente la perdita del potere d’acquisto accumulata negli anni di alta inflazione, rappresenta comunque un passo in avanti significativo.

Nel concreto, l’incremento dello stipendio tabellare è pari mediamente a 230 euro mensili per 13 mensilità. Si tratta quindi di circa 3.000 euro lordi annui, che si sommano ad altri aumenti legati alle voci accessorie della retribuzione.

Cosa cambia per i dirigenti sanitari

Oltre allo stipendio base, il contratto interviene su diverse componenti fondamentali della retribuzione dei dirigenti sanitari, categoria in cui rientrano, ad esempio, tutti i medici e i veterinari assunti dalle aziende sanitarie.

Per questa categoria specifica, sono previsti aumenti dei valori della retribuzione di posizione, dell’indennità di specificità medico-veterinaria e sanitaria e dell’indennità per incarico di direzione complessa.

Viene inoltre prevista la ricostituzione del rapporto di lavoro, una misura pensata per agevolare il rientro dei dirigenti che abbiano interrotto il servizio.

È prevista l’introduzione dell’indennità di polizia giudiziaria per i dirigenti addetti ai controlli ufficiali e alle altre attività ispettive. Questa viene riconosciuta a chi svolge effettivamente funzioni di controllo ed è in possesso della qualifica di agente o ufficiale di polizia giudiziaria.

Finora il ricorso alle prestazioni aggiuntive era spesso poco programmato, la spesa poteva crescere in modo disomogeneo tra aziende sanitarie e, in alcuni casi, si è creato un uso eccessivo e continuativo, con effetti negativi su costi, organizzazione e carichi di lavoro. Il contratto introduce quindi un tetto di spesa annuale, che ogni azienda sanitaria dovrà gestire e non superare.

Le novità su carriera e periodo di prova

Il Ccnl riscrive poi le regole sul periodo di prova, definendo in modo più puntuale durata, modalità e finalità per ogni figura e percorso (superando alcune ambiguità dei contratti precedenti).

Inoltre, questo viene considerato come esperienza al fine di conferimento di incarichi, riconoscendo così competenze e anzianità spesso escluse dai conteggi formali.

Infine, un capitolo particolarmente attuale riguarda la sicurezza sul lavoro. Il Ccnl prevede il patrocinio legale in caso di aggressioni subite dal personale dirigente ad opera di terzi.

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