Vannacci nel centrodestra divide il Governo: sì da FdI, dubbi per Lega e Forza Italia

Un sondaggio YouTrend fotografa le divisioni sull'ingresso di Futuro Nazionale: apertura in FdI, forti resistenze tra Lega e FI

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Il possibile ingresso di Roberto Vannacci e del suo partito, Futuro Nazionale, nella coalizione di centrodestra apre una nuova frattura tra gli alleati di governo.

A fotografare gli orientamenti degli elettori è un sondaggio YouTrend presentato da Ludovica Ciriello durante la trasmissione L’Aria che tira. I numeri mostrano una disponibilità molto diversa a seconda dell’area politica di riferimento: l’ipotesi di un’alleanza convince soprattutto gli elettori di Fratelli d’Italia, mentre trova maggiore resistenza tra i sostenitori di Lega e Forza Italia.

Cosa dice il sondaggio

Alla domanda se Vannacci debba far parte del centrodestra, gli elettori rispondono sì con le seguenti percentuali:

Secondo la rilevazione, il 61% degli elettori di Futuro Nazionale vorrebbe che il partito dell’ex generale entrasse nel centrodestra, un dato che conferma la collocazione politica che i sostenitori di Vannacci immaginano per il nuovo soggetto. L’apertura è consistente anche tra gli elettori di Fratelli d’Italia, con la maggioranza che si dichiara favorevole alla presenza di Futuro Nazionale nella coalizione.

I timori di Lega e Forza Italia

La situazione cambia nettamente quando si prendono in esame gli elettori di Lega e Forza Italia, dove emerge una distanza politica e culturale tutt’altro che secondaria.

Il sondaggista Renato Mannheimer analizza le diverse posizioni degli elettori di Lega e Forza Italia rispetto all’ipotesi di un ingresso di Vannacci nella coalizione:

Gli elettori rimasti alla Lega sono arrabbiatissimi. Forza Italia è per sua natura un partito più moderato, che già ha avuto in passato posizioni diverse dagli altri partiti della maggioranza. Loro proprio non lo vogliono vedere Vannacci. Ed è questo il pericolo ad allearsi per la Meloni: potrebbe guadagnare voti da Vannacci e forse perdere altri voti.

Forza Italia, invece, esprimerebbe una contrarietà legata soprattutto alla propria collocazione politica. Il partito ha spesso mantenuto posizioni differenti rispetto alle componenti più radicali della coalizione e, secondo Mannheimer, sarebbe quindi meno disponibile ad accogliere una figura divisiva come Vannacci.

Il dilemma di Giorgia Meloni

Per Giorgia Meloni, un possibile accordo con Futuro Nazionale pone un dilemma politico tutt’altro che semplice. L’ingresso di Vannacci potrebbe consentire al centrodestra di ricomporre e intercettare un consenso già esistente nell’area della destra. Dall’altra, l’operazione rischierebbe di provocare nuove tensioni con Lega e Forza Italia e di allontanare gli elettori più moderati.

Le precedenti rilevazioni hanno già evidenziato la crescita del partito di Vannacci. Nell’ultima Supermedia YouTrend, pubblicata il 30 luglio, Futuro Nazionale raggiunge il 7,2%, avvicinandosi a Forza Italia, ferma all’8%. Già nei primi mesi di vita politica del nuovo partito, YouTrend aveva indicato un impatto soprattutto nell’area di centrodestra, con perdite più marcate per Fratelli d’Italia e Lega.

Una coalizione ancora da definire

Mannheimer ha sottolineato la presenza di una quota importante di sostenitori che non si definisce semplicemente di centrodestra, ma di “destra destra”. È proprio questa componente a rappresentare il principale punto di contatto con il movimento di Vannacci.

La decisione finale spetterà alla leadership del centrodestra, ma il sondaggio mostra che non esiste una posizione comune tra gli alleati. Futuro Nazionale chiede spazio e i suoi elettori guardano alla coalizione come a una possibile casa politica. Fratelli d’Italia sembra avere una parte consistente della propria base favorevole all’intesa, mentre Lega e Forza Italia manifestano maggiore prudenza, se non una vera e propria opposizione.

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