Ue, approvata Clausola di salvaguardia nazionale: cosa può cambiare nella Manovra 2027

L'ok di Bruxelles sblocca margini di spesa per la legge di Bilancio: maggiore flessibilità su difesa ed energia, comunque entro lo 0,3% del Pil del biennio 2027-28.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Bruxelles ha accordato una valutazione positiva per l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. Una buona notizia perché permette al Governo di compiere una serie di spese in deficit con un margine di flessibilità più ampio.

Il via libera della Commissione è un sospiro di sollievo perché consente di non calcolare all’interno della Manovra le spese che rientrano nelle voci Difesa e Sicurezza energetica.

Che cos’è la clausola di salvaguardia nazionale e come funziona

La clausola di salvaguardia nazionale è un meccanismo introdotto nel 2025. La sua versione generica è stata introdotta durante la pandemia, per scongiurare la recessione economica. La versione di cui potrebbe beneficiare l’Italia si rivolge, invece, ai singoli Stati che ne fanno richiesta.

Lo strumento permette agli Stati membri di deviare temporaneamente dalla traiettoria di spesa in presenza di circostanze eccezionali e fuori dal controllo diretto del Governo.

Nel caso italiano, l’allentamento dei vincoli si basa sugli impegni per l’adeguamento delle capacità militari al contesto geopolitico, sugli investimenti per la transizione verde e la sicurezza degli approvvigionamenti energetici.

Qual è l’impatto sui conti pubblici dell’Italia

Il margine di flessibilità concesso da Bruxelles corrisponde a circa lo 0,3% del Pil all’anno per il biennio che va dal 2027 al 2028. Nel complesso, l’operazione potrebbe aggiungere alla manovra fino a circa 29 miliardi di euro. Le voci di spesa che beneficeranno di tale spazio fiscale aggiuntivo sono:

Quali sono i prossimi passaggi formali

L’ok espresso dalla Commissione Europea rappresenta un sì fondamentale ma non l’atto confermativo dell’accordo alla clausola. Il dossier passa ora dalla Commissione al Consiglio dell’Unione Europea, in cui siederanno i ministri dell’Economia e delle Finanze dei Ventisette, che avrà fino a un mese di tempo per valutare e confermare la raccomandazione.

Quando il Consiglio avrà approvato la clausola, seguiranno gli effetti giuridici ed economici, anche sul Piano di Bilancio di medio termine.

Quali saranno i possibili vantaggi per l’Italia

La decisione di Bruxelles consente al Governo di coprire gli investimenti per energia e difesa con la flessibilità concordata. In questo modo c’è la possibilità che l’Esecutivo eviti di dover reperire la totalità di queste coperture tramite tagli netti ad altre voci di spesa corrente o attraverso nuovi prelievi fiscali.

La sfida principale per l’Italia risiederà ora nell’impiegare questo spazio di manovra esclusivamente per investimenti ad alto impatto per la crescita, garantendo al contempo che la spesa corrente rimanga ancorata ai parametri stabiliti nel piano di rientro.

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