Occupazioni abusive, cosa cambia con il nuovo Ddl: sgomberi rapidi anche per le seconde case

Il nuovo Ddl amplia gli sgomberi rapidi per gli immobili occupati abusivamente. Tutte le novità, le regole e le sanzioni previste

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Il nuovo disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri, che integra il decreto Sicurezza in vigore da febbraio, introduce una modifica sostanziale sul fronte delle occupazioni abusive. La procedura accelerata di sgombero, finora riservata a un’ipotesi specifica, viene estesa a tutti i casi di occupazione arbitraria di immobili.

Cosa cambia rispetto a oggi

Fino a questo momento, lo strumento che consente alle forze dell’ordine di liberare rapidamente un immobile occupato e di reintegrare il legittimo proprietario nel possesso poteva essere attivato soltanto quando l’abitazione fosse l’unica casa effettivamente utilizzata dal denunciante. Si trattava di una tutela pensata per chi veniva privato della propria unica residenza. Tutte le altre situazioni restavano invece escluse dalla corsia preferenziale e dovevano seguire i tempi più lunghi delle procedure civili ordinarie. Restavano escluse, quindi, le seconde case, gli immobili sfitti, gli appartamenti ereditati o destinati alla locazione.

Con il nuovo Ddl, questo limite viene superato. La procedura accelerata diventa applicabile a qualsiasi ipotesi di occupazione arbitraria, indipendentemente dal fatto che l’edificio sia o meno la prima casa del proprietario. Si amplia così la platea dei potenziali beneficiari della norma, che comprende anche chi possiede immobili sfitti o destinati a un uso diverso da quello abitativo principale.

Perché il governo interviene

La misura risponde a una richiesta specifica avanzata negli ultimi mesi da associazioni di proprietari e da chi si è trovato l’edificio occupato potendo fare poco o nulla, proprio perché l’immobile non era una “prima casa“.

Il governo punta così a colmare quella che viene descritta come una lacuna normativa, uniformando le tutele a disposizione di chi subisce un’occupazione abusiva, a prescindere dalla destinazione del bene.

Come funziona la procedura accelerata

Il punto più rilevante riguarda l’estensione della procedura accelerata di rilascio dell’abitazione occupata. Lo strumento permette alle forze di polizia di intervenire in tempi più stretti rispetto a quelli di un ordinario procedimento giudiziario. In questo modo, si procede alla liberazione dell’immobile e alla reintegrazione del proprietario nel possesso senza dover attendere l’esito di un procedimento civile completo. Si tratta di una procedura pensata per i casi di occupazione arbitraria conclamata, in cui l’occupazione avviene senza alcun titolo legittimo.

Cosa si rischia in caso di occupazione abusiva

Le principali norme penali che puniscono l’occupazione abusiva in Italia sono:

Sul piano pratico, il procedimento penale può portare:

Le altre misure del pacchetto sicurezza

L’intervento sulle occupazioni abusive si affianca ad altre misure introdotte dal nuovo Ddl, tra cui l’estensione del Daspo urbano ai minori, nuovi strumenti contro le baby gang e i gruppi di maranza nelle stazioni e sui mezzi pubblici, e un potenziamento delle misure di prevenzione nei confronti dei soggetti ritenuti socialmente pericolosi.

Le nuove disposizioni si aggiungono al quadro normativo già esistente, senza sostituirlo, ma rafforzando nel complesso gli strumenti a disposizione delle autorità.

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