Il Governo ha rinviato il blocco dei diesel Euro 5, entrerà in vigore nel 2027

Il Consiglio dei ministri ha rimandato per decreto il blocco dei diesel Euro 5 in città nelle regioni più inquinate, che entrerà in vigore nel 2027

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Durante il Consiglio dei ministri di ieri 24 settembre il Governo ha approvato un decreto che rimanda l’entrata in vigore del blocco dei diesel Euro 5 in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto. Un milione di auto circa potranno continuare a circolare anche nei centri abitati più popolosi, a meno che non esistano divieti locali.

Il blocco entrerà in vigore dall’ottobre del 2027, a meno che non venga ulteriormente rimandato. Non si tratta di una norma “green”, pensata per combattere il cambiamento climatico, ma di una legge per tutelare la salute dei cittadini dall’aria inquinata della Pianura Padana.

Il Governo ha rinviato il blocco dei diesel Euro 5

Anche se nel testo del decreto con cui il Governo ha rimandato il blocco dei diesel Euro 5 sono citate tutte le regioni che sarebbero coinvolte, in realtà la legge cambia le cose soltanto per la Lombardia. Le altre regioni avevano infatti già rimandato il blocco, attuando varie misure compensative, come rimandare l’accensione dei riscaldamenti.

Cosa avrebbe previsto il blocco

Il “blocco” dei diesel Euro 5 non è un vero blocco. Si tratta di una limitazione all’utilizzo delle vecchie auto a diesel solo:

La legge che prevede il blocco è stata approvata dal Consiglio dei ministri nel 2023, quindi dal Governo Meloni stesso.

Che auto sono i diesel Euro 5

La classificazione Euro è stata introdotta negli anni ’90 per capire quanto un’auto inquina. Per le auto a diesel, Euro 5 significa che sono state immatricolate tra il 2011 e il 2015, con determinati standard sulle emissioni di particelle pericolose per la salute, che ora sono ritenute insufficienti.

Perché l’Italia dovrebbe fermare le vecchie auto Diesel in città

L’Unione europea ha avviato diverse procedure di infrazione contro l’Italia per quanto è inquinata l’aria di alcune aree del Paese, in particolare la Pianura Padana. Nonostante quanto dichiarato dal ministro dei Trasporti Salvini, non c’è però alcun obbligo imposto dall’Ue a bloccare proprio i diesel Euro 5.

Questa norma è stata scelta proprio dal Governo Meloni, come modo per far diminuire l’inquinamento dell’aria del bacino padano.

Il problema dell’inquinamento in Pianura Padana

La Pianura Padana è una delle aree più inquinate d’Europa, sia per ragioni geografiche, è una conca quasi del tutto circondata da montagne e l’aria vi ristagna dentro, sia perché lì sono concentrate molte delle attività produttive e umane più inquinanti del Paese.

Secondo l’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) ogni anno in quest’area muoiono 40 mila persone a causa dell’inquinamento dell’aria. I fattori che contribuiscono maggiormente sono:

I mesi invernali sono quelli più critici per l’inquinamento, ma non potendo impedire ai cittadini di scaldare la propria abitazione e non potendo fermare le aziende agricole, l’unico altro modo per impattare sull’inquinamento è agire sul traffico.

Il parco auto italiano è molto vecchio, ma l’auto è necessaria

Non aiuta il fatto che il parco auto italiano sia tra i più vecchi d’Europa, quasi 13 anni di media, e che il nostro Paese abbia uno dei tassi di motorizzazione più alti del continente.

Il problema sollevato da chi si oppone al blocco degli Euro 5 è però reale. Molte famiglie, specialmente con possibilità economiche più limitate, utilizzano auto vecchie per spostamenti fondamentali, come andare al lavoro o portare i figli a scuola.

Se nelle grandi città i mezzi pubblici possono sopperire alla mancanza di un’auto, in provincia, dove la densità abitativa è minore ma spesso i Comuni superano i 30 mila abitanti (sono 216 nelle quattro regioni coinvolte), l’auto rimane imprescindibile.

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