L’Inpgi chiude il 2025 con risultati economici particolarmente positivi. L’ente previdenziale dei giornalisti autonomi, freelance e collaboratori coordinati e continuativi ha registrato un avanzo di esercizio pari a 233,5 milioni di euro, accompagnato però da un forte aumento della spesa pensionistica, salita a 18,9 milioni di euro rispetto ai 9,8 milioni dell’anno precedente. Un dato che potrebbe apparire contraddittorio, ma che trova spiegazione soprattutto nel crescente utilizzo delle ricongiunzioni contributive previste dalla legge 45 del 1990, uno strumento che consente ai professionisti di riunire i contributi versati in diverse gestioni previdenziali per ottenere una pensione unica.
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Il nuovo ruolo dell’Inpgi, ricongiunzioni in crescita
Per comprendere l’evoluzione dei conti dell’ente è necessario partire dalla riforma che ha interessato il sistema previdenziale dei giornalisti. Dal 1° luglio 2022 la gestione previdenziale dei giornalisti dipendenti, conosciuta come Inpgi 1, è stata trasferita all’Inps in base alla legge 234 del 2021. L’Inpgi ha così mantenuto esclusivamente la gestione dei giornalisti autonomi e freelance, assumendo una nuova configurazione organizzativa. In questo contesto, le ricongiunzioni contributive hanno acquisito un peso sempre maggiore. Si tratta della possibilità concessa ai professionisti di trasferire i contributi accumulati presso altre casse previdenziali o presso l’Inps all’interno di un’unica gestione, che sarà poi responsabile dell’erogazione della pensione.
Nel corso del 2025 sono stati 155 i giornalisti che hanno scelto di ricongiungere i propri contributi all’Inpgi, quasi il doppio rispetto agli 80 registrati nel 2024. L’effetto sui conti è stato immediato. Le ricongiunzioni hanno infatti generato contributi per 186,7 milioni di euro, contro i 71,7 milioni dell’anno precedente. L’incremento supera quindi i 115 milioni di euro in un solo anno, una cifra particolarmente rilevante per un ente delle dimensioni dell’Inpgi.
Perché aumentano anche le pensioni
Il bilancio evidenzia anche una crescita significativa delle prestazioni pensionistiche erogate dall’ente. La spesa per le pensioni è passata da 9,8 milioni di euro nel 2024 a 18,9 milioni nel 2025, registrando un incremento vicino al 93%. Secondo l’analisi contenuta nel bilancio, anche questo aumento sarebbe collegato al maggiore ricorso alla legge 45/1990. Chi trasferisce i contributi presso l’Inpgi contribuisce infatti ad accrescere sia le entrate immediate sia gli impegni pensionistici futuri dell’ente.
L’afflusso di nuove risorse ha consentito all’Inpgi di rafforzare la propria attività di investimento. Dal bilancio emerge che il 55% delle risorse generate è stato destinato agli impieghi finanziari. L’ente ha investito circa 40,9 milioni di euro in attività immobilizzate, tra immobiliare, infrastrutture e private equity, e ulteriori 89,1 milioni di euro in strumenti finanziari dell’attivo circolante come azioni e obbligazioni.
Il rendimento del patrimonio
La gestione patrimoniale dell’Inpgi ha chiuso il 2025 con un rendimento del 4,38%. La composizione del portafoglio evidenzia una strategia prudente e diversificata. La quota più rilevante è rappresentata dagli investimenti obbligazionari, che costituiscono il 43,54% del patrimonio complessivo. Segue la componente azionaria con il 25,27%, mentre il 12,79% è investito in strumenti alternativi come infrastrutture, private equity e private debt.