I conti correnti sono ancora in rialzo. Le banche starebbero infatti aumentando i costi delle operazioni allo sportello, mentre i conti online restano i più convenienti, soprattutto per la categoria dei giovani. Da gennaio ad agosto 2026 prosegue la tendenza al rialzo per famiglie e pensionati.
Secondo l’indagine di Altroconsumo, le banche stanno cercando di disincentivare l’uso della filiale fisica tramite ritocchi tariffari e l’applicazione di oneri accessori per le operazioni eseguite tramite operatore umano. Almeno questo è quanto evidenziato nell’indagine condotta su 10 istituti di credito, che ha fatto registrare un rialzo per le commissioni su specifiche operazioni. Restano invece stabili i canoni base di tenuta del conto corrente.
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Costi dei conti correnti in rialzo
Altroconsumo sta tenendo sotto osservazione i costi dei conti correnti. Da gennaio ad agosto 2026 la situazione viene descritta come “poco favorevole”, perché continua la tendenza all’aumento dei costi per chi utilizza lo sportello e non ha accesso a sconti e promozioni legate all’età o al patrimonio.
Secondo l’indagine condotta, i conti online restano i più economici, soprattutto per i giovani.
Si parla quindi di una strategia chiara:
spingere i clienti verso il digitale e l’automazione dei servizi, penalizzandoli quando vanno allo sportello.
Ma è davvero così? L’analisi condotta da Altroconsumo si basa sull’indicatore dei costi complessivi (ICC), che stima quanto costa un conto corrente in un anno tenendo conto del profilo del cliente e del tipo di operatività. Il risultato sui conti tradizionali fisici è una continua e leggera tendenza al rialzo, con un aumento del costo medio dallo 0,35% per le famiglie allo 0,49% per i pensionati.
Si arriva così a considerare l’azione delle banche come un tentativo di disincentivare l’uso della filiale fisica tramite ritocchi alle tariffe e l’applicazione di oneri accessori per le operazioni eseguite tramite operatore umano.
Quali operazioni costano di più
Da gennaio ad agosto, 2 dei 10 istituti di credito analizzati hanno fatto registrare un rialzo dell’indicatore dei costi complessivi (ICC). L’aumento ha riguardato alcune commissioni su specifiche operazioni, mentre i canoni base di tenuta del conto sono rimasti fortunatamente stabili.
Nello specifico:
- UniCredit ha aumentato il costo dei bonifici SEPA disposti online o tramite gli sportelli ATM Self-Service delle filiali da 1,20 euro a 1,30 euro per operazione;
- BPER ha introdotto a luglio una commissione di 0,25 euro per operazione per tutti gli addebiti diretti SEPA, quindi le domiciliazioni delle bollette, gli abbonamenti, ecc.
Insomma, il contatto umano in banca costa sempre di più. Secondo l’analisi lo confermano i costi elevati indicati da luglio nei fogli informativi del conto Genius di UniCredit, per esempio, che per le operazioni in filiale con un operatore arriva a far pagare fino a:
- profilo Giovani +87,90 euro (l’ICC reale sale a 116,10 euro annui);
- profilo Famiglie +121,65 euro (l’ICC reale sale a 212,25 euro annui);
- profilo Pensionati +120,40 euro (l’ICC reale sale a 200,40 euro annui).
Chi continua a risparmiare
Al momento la soluzione più economica resta quella dei conti online, anche se c’è un rincaro per famiglie e pensionati. Al contrario, questo tipo di conto resta ancora molto favorevole per i giovani, dove l’indicatore dei costi complessivi scende del 6%.
Da gennaio ad agosto 2026, alcune banche come Isybank e ING hanno introdotto promozioni e sconti per gli under 35, mentre altre come Fineco hanno attuato un rincaro delle singole operazioni che ha fatto invece salire l’ICC di tutti i profili.
In quest’ultimo caso, il conto non prevede più un solo canone fisso, ma c’è una cifra da pagare pari a 2,95 euro per ogni versamento di contanti o assegni agli ATM UniCredit, prima gratuito. Questo aumento si traduce per famiglie e pensionati in un incremento che passa da 29,95 a 39,95 euro annui, mentre i prelievi inferiori a 99 euro passano da 0,80 a 1 euro.
Quindi anche il canone zero viene compensato dall’aumento dei costi legati all’operatività, che per i giovani rappresenta un incremento pari al 49%, mentre per famiglie e pensionati riscontra un aumento rispettivamente del 90% e del 64%.
Isybank e ING invece puntano sugli under 35. Isybank azzera il canone mensile, facendo risparmiare 118,80 euro e passando da 150,70 euro a 31,90 euro, tenendo conto che il rimborso da parte della banca dell’imposta di bollo non rientra nel calcolo dell’ICC (se ne fa carico la banca).
Mentre ING taglia il canone di 30 euro rendendo permanente l’azzeramento del canone inizialmente previsto solo fino a febbraio 2026. La riduzione in questo caso è di ben 30 euro sul Conto Corrente Arancio Più.