La Banca centrale europea ha scelto di mantenere invariati i tassi di interesse nella riunione di politica monetaria del 23 luglio. Il consiglio direttivo ha rispettato le previsioni degli analisti, che però vedono come molto probabile un nuovo aumento dei tassi nella prossima riunione, che si terrà il 10 settembre.
I mutui a tasso variabile, quindi, rimangono per il momento più convenienti rispetto a quelli a tasso fisso. Se le decisioni della Bce dovessero rispettare le previsioni degli analisti, però, gli interessi di fisso e variabile potrebbero avvicinarsi molto già da settembre.
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La Bce ha lasciato i tassi invariati
Al termine della riunione di politica monetaria del 23 luglio la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha comunicato che il Consiglio direttivo ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse sull’euro:
- il tasso di riferimento, quello sui depositi, è rimasto al 2,25%;
- il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali è rimasto al 2,40%;
- Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali si è mantenuto al 2,65%.
La decisione arriva dopo l’aumento deciso a giugno, il primo dal 2023, per contrastare l’inflazione causata dalla guerra in Medio Oriente. Una scelta che era apparsa affrettata dopo il cessate il fuoco tra Iran e Usa, ma che ora, con la guerra nuovamente in fase critica e il petrolio oltre i 100 dollari al barile, sembra essere stata invece premonitrice.
Le previsioni per la decisione di settembre
Proprio la situazione in Medio Oriente sta spingendo gli analisti a prevedere un ulteriore rialzo, probabilmente ancora di 25 punti base, a settembre, quando la Bce si riunirà nuovamente per una nuova decisione di politica monetaria.
Si tratta però di una scelta complessa. Diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, ma anche la Francia, prevedono già crescite del Pil molto basse. Un aumento dei tassi di interesse potrebbe rallentare ulteriormente le loro economie e portarle verso la stagnazione.
Gli effetti sui mutui
MutuiOnline ha analizzato la decisione della Bce e il suo effetto sui mutui in Italia. Per ora, la stabilità dei tassi dovrebbe mantenere l’attuale situazione, con i mutui variabili più convenienti di quelli fissi. La prossima decisione della Bce potrebbe però cambiare sensibilmente l’equilibrio, portando a un sostanziale pareggio.
Cosa succederà con un altro aumento dei tassi
Secondo l’Osservatorio di MutuiOnline, la media dei tassi variabili è passata dal 2,58% al 2,80% nell’ultimo mese, anche a causa della precedente decisione della Bce di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base. Al momento, però, il tasso fisso rimane lontano, con una media del 3,33%.
Con questa differenza, oggi si risparmiano circa 32 euro al mese di interessi, per un totale sulla durata del mutuo medio di circa 7.600 euro di interessi risparmiati con il variabile rispetto al fisso. Se a settembre la Bce dovesse effettivamente aumentare i tassi, però, il Tan medio dei mutui variabili arriverebbe al 3,05%, riducendo il risparmio a 17 euro al mese, o circa 4.000 euro per tutta la durata del mutuo.
Gli italiani preferiscono i mutui a tasso fisso
Nonostante la convenienza dei mutui a tasso variabile, gli italiani continuano a preferire il tasso fisso nella quasi totalità dei casi. I dati dell’Osservatorio di MutuiOnline mostrano che a luglio il mutuo fisso è stato scelto nel 94% dei nuovi finanziamenti, in aumento rispetto a giugno, quando si era assestato attorno al 91,4%.