Chi sta valutando un mutuo ad agosto 2026 si trova davanti a un paradosso: il tasso variabile è tornato a essere più conveniente del tasso fisso, ma proprio mentre aumenta il suo appeal ricomincia a salire l’Euribor, l’indice utilizzato come riferimento dalla maggior parte dei mutui variabili.
Oggi il miglior mutuo variabile sul mercato presenta un Taeg del 2,40%, contro il 3,10% del miglior mutuo a tasso fisso.
Indice
Scarto fra variabile e fisso
La differenza fra il variabile e il fisso evidenziati mostra uno scarto di circa 70 punti base che, su un mutuo tipo, può tradursi in oltre 30 euro di rata mensile in meno. Tirate le somme, a chiusura del mutuo, si parla di un piccolo capitale. Tuttavia il vantaggio potrebbe ridursi se il trend dell’Euribor dovesse proseguire. I numeri sopra citati arrivano dalle osservazioni di Mutui.it.
Cos’è l’Euribor
L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate), lo ricordiamo, è il tasso medio al quale le banche dell’area euro si prestano denaro tra loro sul mercato interbancario.
È pubblicato quotidianamente dall’European Money Markets Institute (Emmi) e rappresenta uno dei principali parametri utilizzati per calcolare gli interessi dei mutui a tasso variabile. Nella maggior parte dei finanziamenti il tasso applicato alla rata è dato dalla somma tra l’Euribor (generalmente a 1, 3 o 6 mesi) e lo spread applicato dalla banca.
Negli ultimi giorni l’Euribor ha ripreso a salire. Come riportato dall’Osservatorio di MutuiOnline, aggiornato al 4 agosto 2026, le cose stanno così:
- Euribor 1 mese – 2,243%;
- Euribor 3 mesi – 2,498%;
- Euribor 6 mesi – 2,724%;
- Euribor 12 mesi – 2,927%.
In particolare l’Euribor a tre mesi è passato dal 2,461% al 2,498% in un solo aggiornamento.
Chiarito che l’Euribor è il parametro che determina l’evoluzione delle rate dei mutui variabili, se le attese dei mercati dovessero concretizzarsi e l’Euribor arrivasse intorno al 2,79% entro la fine dell’anno, la rata di un mutuo variabile standard potrebbe aumentare di circa 50 euro al mese rispetto ai livelli attuali. Ma questo, però, non significa che tutte le rate aumenteranno immediatamente: dipende dalla periodicità con cui il contratto aggiorna il tasso (1, 3 o 6 mesi) e dall’andamento futuro dell’indice.
Perché l’Euribor sta salendo
Alla riunione del 23 luglio la Banca centrale europea ha lasciato invariati i tassi di interesse dopo il rialzo deciso a giugno.
Nonostante la pausa, i mercati continuano però a scontare la possibilità di nuovi aumenti già dopo l’estate, anche alla luce dell’inflazione legata alle tensioni energetiche. I rialzi innescati dalla crisi dello Stretto di Hormuz, come è noto, continuano a mordere il portafoglio degli italiani. Le aspettative sui futuri interventi della Bce influenzano direttamente anche l’andamento dell’Euribor.
Mutuo a tasso fisso o mutuo a tasso variabile?
Quelli che seguono non sono consigli, ma osservazioni ricavate dalla situazione corrente. Oggi il mutuo a tasso variabile offre condizioni iniziali più convenienti, ma espone il mutuatario al rischio di futuri aumenti della rata.
Il mutuo a tasso fisso, invece, parte da livelli mediamente più elevati, ma garantisce una rata invariata per tutta la durata del finanziamento. Non a caso, secondo l’Osservatorio di Segugio.it, nel secondo trimestre del 2026 circa il 92% delle richieste di mutuo è stato a tasso fisso, segno che la maggior parte delle famiglie continua a privilegiare la certezza dell’importo della rata rispetto al possibile risparmio iniziale del variabile.