Cessione del quinto, tassi soglia aggiornati e cosa fare dopo il rifiuto

Quali sono le soglie Taeg per la cessione del quinto della pensione aggiornate per il primo trimestre 2026 e cosa succede in caso di rifiuto

Pubblicato:

Mirko Ledda

Editor e fact checker

Scrive sul web dal 2005, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

Nei primi mesi del 2026 entrano in vigore i nuovi tassi di riferimento per la cessione del quinto delle pensioni, aggiornati dall’Inps sulla base del decreto n. 57950/2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze dei Tegm rilevati da Banca d’Italia, validi dal 1° gennaio al 31 marzo 2026.

L’adeguamento riguarda i prestiti rimborsati tramite trattenuta diretta sull’assegno pensionistico. È una forma di credito molto diffusa perché prevede rate fisse e pagamento automatizzato, ma che deve rispettare rigide soglie anti-usura.

Tegm e soglie di usura del 1° trimestre 2026

I tassi effettivi globali medi (Tegm), parametro base del mercato del credito, sono fissati a:

I tassi soglia Taeg, cioè il limite massimo oltre il quale un prestito è considerato usurario e non può essere notificato a Inps in convenzione, sono:

Le soglie convenzionali applicate ai pensionati

Per la cessione del quinto in convenzione, l’Inps applica limiti più specifici, che variano in base all’età del pensionato a fine piano di rimborso e, ovviamente, all’importo del prestito.

Vediamo la tabella ufficiale delle soglie massime Taeg accettate dall’Istituto.

Classe di età Fino a 15.000 euro Oltre 15.000 euro
Fino a 59 anni 9,95% 7,73%
60 – 64 anni 10,75% 8,53%
65 – 69 anni 11,55% 9,33%
70 – 74 anni 12,25% 10,03%
75 – 79 anni 13,05% 10,83%
Oltre 79 anni 21,1625% 15,8250%

Come funziona la cessione del quinto

La cessione del quinto è una formula pensata per i lavoratori e i pensionati per rimborsare un prestito attraverso rate a importo fisso, trattenute automaticamente dall’assegno mensile dal datore di lavoro o dall’Inps.

Quote Quinto è il sistema informatico che l’Istituto usa per gestire e validare i prestiti rimborsati tramite cessione del quinto della pensione.

Quando una banca o un intermediario finanziario concede un finanziamento a un pensionato e chiede all’Inps di applicare la trattenuta mensile, non invia solo l’importo della rata. Deve notificare l’intero piano di ammortamento, con il Taeg applicato (che include interessi, assicurazione obbligatoria, commissioni e costi accessori).

Il compito di Quote Quinto non è valutare se il pensionato può pagare, ma verificare se il contratto rispetta i limiti di tasso imposti dalla convenzione Inps e dalla normativa anti-usura.

È un controllo automatico e bloccante. Significa che se i parametri non tornano, la pratica non viene nemmeno protocollata per la trattenuta. Il flusso si interrompe a monte, prima che arrivi al cedolino o alle lavorazioni contabili.

Perché la cessione del quinto viene rifiutata

Il rifiuto può scattare per tre casi.

Tasso fuori soglia convenzionale

Ogni trimestre l’Inps stabilisce i tassi massimi accettabili in base a:

Se il Taeg comunicato dall’istituto supera il limite della fascia corrispondente, il sistema lo considera non conforme e blocca la notifica.

Un pensionato che oggi ha 63 anni ma estinguerà il prestito a 71, non viene validato sulla fascia 60-64, ma su quella 70-74, perché è l’età che avrà alla fine del piano. Se la banca applica un Taeg pensato per una fascia più bassa, i conti non tornano e Quote Quinto respinge la domanda.

Tasso oltre la soglia di usura

Se il Taeg supera i tassi soglia di usura fissati dal decreto del Mef, il rifiuto non è solo convenzionale, ma legale. Quel contratto non può proprio essere eseguito con la formula della cessione del quinto.

Per chi chiude il piano oltre i 79 anni, le soglie accettate coincidono con quelle di usura, quindi non c’è alcun margine convenzionale aggiuntivo.

Assenza o non validità della convenzione

Il controllo Quote Quinto vale solo per gli istituti in regime di convenzionamento con l’Inps, che non può ricevere la pratica e applicare la trattenuta del quinto se:

L’assicurazione non è opzionale

L’assicurazione sul rischio vita e impiego è obbligatoria per legge nei contratti di cessione del quinto della pensione. Molti pensionati pensano che il tasso sia solo formato da interesse e commissioni, ma nel Taeg rientra anche il premio assicurativo.

A volte è proprio quel costo, se non correttamente distribuito nel piano, a far sforare la soglia, portando al rifiuto della notifica. Quote Quinto non lo scorpora, infatti, ma legge il totale.

Cosa fare se la pratica viene rifiutata

Il pensionato si accorge solo quando la banca comunica che il piano non è stato accettato o non risulta notificato all’ente.

In quasi tutti i casi l’unico modo per far ripartire la pratica è chiedere all’istituto un ricalcolo del Taeg per rientrare nella fascia corretta.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963