Venezia, isola di Crevan in vendita da 5 milioni di euro: così la Laguna diventa per pochi

Dopo Santa Cristina, un'altra perla insulare finisce sul mercato dei super ricchi. Ma dietro il prezzo record si nasconde la privatizzazione del patrimonio di una città a rischio svendita.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Il mercato immobiliare delle isole si arricchisce di un nuovo pezzo da collezionisti. Nella Laguna di Venezia è finita in vendita Crevan: 5.700 metri quadrati di natura nella parte Nord, impreziositi da un fortino di epoca napoleonica trasformato in residenza privata. La trattativa gestita da Lionard Luxury Real Estate è riservata, ma le stime di settore indicano una base d’asta attorno ai 5,5 milioni di euro.

Una cifra imponente per un bene privato, che risulta però bassina se si considerano i prezzi di mercato di Venezia.

Quanto costano le isole private a Venezia

A differenziare i valori commerciali degli isolotti della Laguna concorrono la superficie calpestabile, la vicinanza a centri come Burano e Torcello e la presenza di infrastrutture autosufficienti. Nel caso di Crevan, la struttura principale misura 215 metri quadrati e affonda le sue radici nella storia militare dell’ex Repubblica marinara. La base edilizia è costituita da un fortino napoleonico del 1806, poi ampliato dagli austriaci. Dotata di acqua corrente, elettricità, climatizzazione, due punti di sbarco e un canale interno, l’isola offre la possibilità urbanistica di accorpare i volumi accessori dell’ex alloggio del custode per ampliare gli spazi abitativi.

Il valore di 5,5 milioni appare contenuto se paragonato ad altre recenti operazioni da copertina della Laguna, come quella dell’Isola di Santa Cristina. La storica proprietà, appartenuta alla famiglia Swarovski e dotata di resort di super-lusso, villa patronale, chiesa sconsacrata e allevamento ittico biologico, è arrivata infatti a quotazioni stellari fino a 25 milioni di euro.

Dal lusso alla svendita: il patrimonio pubblico diventa resort

Se Crevan nasce storicamente come proprietà già privata, la sua comparsa sul mercato riapre la dolorosa ferita della privatizzazione coatta dei beni lagunari. Negli ultimi decenni, ampie porzioni di patrimonio pubblico, ex strutture sanitarie e complessi religiosi secolari sono stati sistematicamente sottratti alla cittadinanza e consegnati al capitale privato per essere convertiti in strutture ricettive a cinque e più stelle.

È la storia di San Clemente, dove un imponente complesso conventuale e ospedaliero è stato trasformato in un hotel di alta gamma, simile a quella di Sacca Sessola, l’ex ospedale pneumologico divenuto il JW Marriott Venice Resort.

La resistenza dei veneziani contro le speculazioni

L’avanzata delle speculazioni a uso e consumo del turismo per super ricchi ha finito per innescare una vera e propria reazione di rigetto da parte della comunità locale. La battaglia simbolo è quella di Poveglia. Nel 2014 il Demanio provò a svendere l’isola al miglior offerente con una concessione novantanovenne, i cittadini si organizzarono nell’associazione Poveglia per tutti. Una mobilitazione dal basso durata oltre un decennio che ha costretto le istituzioni a cedere, riaffidando parte del territorio alla gestione collettiva per la creazione di un parco urbano lagunare pubblico e orientato alla tutela della biodiversità.

La partita per la sopravvivenza di Venezia, però, resta drammatically aperta. Sempre nell’estate 2026, la protesta si è riaccesa con forza a Ca’ Roman, all’estremità di Pellestrina. Qui un progetto immobiliare da 40 milioni di euro punta a edificare 77 unità turistiche all’interno dell’ex colonia marina, a ridosso dell’oasi naturalistica della Lipu. Oltre 40.000 cittadini e numerose associazioni ambientaliste hanno firmato per fermare l’ennesimo cantiere che rischia di devastare un ecosistema fragilissimo.

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