La crisi climatica minaccia le spiagge italiane, la mappa delle coste a rischio

Eventi estremi ed erosione minacciano le coste italiane, il report. Legambiente chiede un piano d'azione nazionale

Pubblicato:

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Il cambiamento climatico sta trasformando le spiagge in Italia, mettendo a rischio non solo l’ambiente ma anche il turismo e l’economia locale. Le coste italiane sono infatti tra i territori più esposti agli eventi meteorologici estremi. Secondo il rapporto di Legambiente, realizzato insieme all’Osservatorio Città Clima, quasi una località costiera italiana su due è stata colpita almeno una volta da eventi climatici estremi negli ultimi sedici anni.

Intanto, mentre la crisi ambientale non sembra rientrare, il patrimonio naturale del Paese diventa ancora più vulnerabile anche a causa dell’assenza di una strategia nazionale dedicata alla gestione e il contrasto del problema. Secondo i dati di Ispara, negli ultimi cinquant’anni l’Italia ha perso oltre 40 milioni di metri quadrati di litorale.

I comuni costieri colpiti dagli eventi meteo estremi

Dai dati pubblicati, tra il 2010 e il 2026 sono 308 i comuni costieri italiani interessati da eventi meteorologici estremi, pari al 48% delle 643 località costiere censite. Nello stesso periodo, complessivamente, sono stati registrati 1.073 eventi estremi, equivalenti al 38,6% dei 2.778 eventi climatici censiti a livello nazionale nello stesso periodo.

C’è stata, di fatto, una crescita costante anno dopo anno:

L’aumento non riguarda quindi soltanto il numero degli episodi, ma anche la loro diffusione geografica.

Gli eventi più frequenti

Anche se le ondate di calore caratterizzano le estati italiane, il report evidenzia come i fenomeni più frequenti lungo le coste siano:

Accanto a questi eventi, negli ultimi cinque anni – dal 2022 al 2026 – si è osservata anche un’accelerazione di:

La mappa delle coste più colpite

Dal punto di vista geografico, gli eventi estremi hanno colpito soprattutto le regioni meridionali. Nel dettaglio:

Tra le città costiere, il primato negativo spetta a Genova, con 50 eventi estremi registrati. Seguono:

Anche il Lazio compare nella graduatoria con Ostia, undicesima posizione, colpita da 12 eventi estremi, mentre l’Emilia-Romagna è rappresentata da Cesenatico, al quattordicesimo posto.

La distribuzione geografica dimostra che nessuna fascia costiera italiana può ormai considerarsi al riparo dagli effetti del cambiamento climatico. Tuttavia, è soprattutto il Sud Italia a pagare oggi il prezzo più elevato della crisi climatica, riportando danni diretti alle infrastrutture costiere, agli stabilimenti balneari, ai porti turistici e agli ecosistemi marini.

Legambiente chiede un piano nazionale per le coste

Di fronte a questo scenario, Legambiente ha prima denunciato la mancanza di una strategia nazionale specifica dedicata all’adattamento delle aree costiere ai cambiamenti climatici, per poi chiedere l’attuazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, affiancato a un programma specifico per le coste italiane.

Tra le principali richieste figurano:

Secondo Legambiente, solo una pianificazione coordinata potrà ridurre la vulnerabilità delle coste italiane nei prossimi decenni.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963