Dopo gli aumenti dei costi energetici e del carburante, a preoccupare i vettori del comparto aereo sono ora le conseguenze che il rialzo del prezzo del jet fuel potrebbe avere sulle tariffe applicate ai voli dalle compagnie. Gli effetti, finora contenuti grazie ai contratti di fornitura stipulati a prezzi fissi, rischiano infatti di diventare più evidenti nei prossimi mesi, quando le scorte acquistate a condizioni più favorevoli inizieranno a esaurirsi.
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Perché i voli potrebbero costare di più dal 2027
A lanciare l’allarme su un possibile rincaro dei voli è Assoutenti, dopo le preoccupazioni espresse da Assaeroporti e gli aumenti tariffari già annunciati da alcune compagnie per il prossimo anno, ha richiamato l’attenzione sulle possibili ripercussioni per i viaggiatori. Secondo l’associazione dei consumatori, il problema non riguarda soltanto il costo del carburante, ma anche il peso della tassazione e delle diverse componenti che concorrono a determinare il prezzo finale di un biglietto.
Il jet fuel è una delle principali voci di costo per le compagnie aeree e le variazioni del suo prezzo possono incidere in misura significativa sulla sostenibilità economica dei collegamenti. Fino ad ora, molte compagnie hanno potuto continuare a mantenere diverse tratte grazie agli accordi stipulati in precedenza, che hanno permesso loro di avere una fornitura a prezzo bloccato, senza trasferire immediatamente tutti gli aumenti sui passeggeri.
Come spiegato da Assoutenti, però, questa protezione non è permanente e quando i contratti scadranno o le condizioni precedenti verranno meno, le compagnie devono rifornirsi ai prezzi correnti di mercato. Se questi rimangono elevati, il costo necessario per operare i voli aumenta e diventa più difficile assorbire integralmente la differenza senza intervenire sui ricavi. Tanto che già le prime low cost stanno annunciando la sospensione delle attività in diversi aeroporti.
Per le tratte che invece vengono mantenute attive, il rischio è che nel corso dei prossimi mesi una parte maggiore dei rincari del carburante venga trasferita sui consumatori, rendendo più costosi i viaggi nel 2027.
Quanto pesano sul costo del biglietto tasse e balzelli
Accanto al costo del carburante, Assoutenti individua poi nella tassazione e negli oneri aeroportuali un altro elemento determinante per il prezzo finale dei voli. Nel comunicato del 7 ottobre, l’associazione sostiene infatti che tasse, imposte e altri balzelli possano arrivare a incidere fino al 70% sul costo complessivo di un biglietto. Pertanto, intervenire su queste voci potrebbe contribuire a contenere il prezzo finale dei voli proprio nel momento in cui le compagnie si preparano a sostenere spese più elevate per il carburante.
La richiesta è quindi quella di ridurre il carico fiscale e gli altri oneri che gravano sui biglietti, così da attenuare almeno in parte la pressione sui viaggiatori.
Una simile misura, tuttavia, richiederebbe decisioni da parte delle istituzioni competenti e una valutazione delle entrate pubbliche e dei costi dei servizi finanziati attraverso tali prelievi. Inoltre, c’è da dire che la riduzione di una tassa non garantisce automaticamente un ribasso equivalente del prezzo finale. L’effetto dipenderebbe anche dalle modalità di applicazione della misura e dalle politiche tariffarie delle stesse compagnie aeree.
Di quanto rischiano di aumentare i prezzi
Secondo il presidente di Assaeroporti, Carlo Borgomeo, l’incidenza del costo del jet fuel è già arrivata a pesare sulle compagnie aeree circa il 31% sui costi operativi totali, mettendo a rischio la sostenibilità delle rotte e spingendo verso inevitabili rincari tariffari. In base alle proiezioni elaborate dagli analisti dei trasporti del centro studi Tra – Transport research, la combinazione tra il rincaro del cherosene per aviazione e il costante impatto delle componenti fiscali potrebbe portare a un aumento medio delle tariffe compreso tra il 15% e il 20% nel corso del 2027.
Sulle tratte a minore frequenza o su quelle più esposte alle fluttuazioni di mercato, Codacons e Federconsumatori ipotizzano rincari ancora più marcati, che in casi estremi potrebbero persino far raddoppiare il costo dei biglietti base.
In attesa di capire se e in quale misura i possibili rincari si concretizzeranno, i viaggiatori possono adottare alcune strategie per limitare la spesa. La più importante consiste nel monitorare le tariffe con anticipo, soprattutto quando il viaggio è previsto in periodi di forte domanda, come Natale, Capodanno, Pasqua e i mesi estivi.