Tra i principali aeroporti europei per traffico passeggeri ci sono due scali italiani

Con 230 milioni di passeggeri nel 2025 l'Italia è il terzo mercato aereo Ue, davanti a Francia e Germania: i dati del FactBook 2026 Iccsai

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Nonostante il rallentamento della crescita del traffico passeggeri causato dalle tensioni geopolitiche internazionali e dall’aumento dei costi energetici, l’Italia conquista il terzo posto tra i mercati europei più importanti del trasporto aereo, con ben due aeroporti nella classifica dei principali scali del continente per numero di viaggiatori.

Italia terzo mercato europeo per passeggeri

Secondo i dati del FactBook 2026, l’osservatorio sul trasporto aereo realizzato dal Centro ICCSAI (transport and sustainable mobility) dell’Università di Bergamo, nel 2025 gli aeroporti italiani hanno movimentato complessivamente 230 milioni di passeggeri, registrando una crescita del 5%, superiore alla media europea. Questo risultato consente al Paese di mantenere il terzo posto nella graduatoria continentale, dietro soltanto a Regno Unito e Spagna.

L’Italia supera così mercati storicamente forti come quelli di Francia e Germania, che non hanno ancora recuperato completamente i volumi di traffico registrati prima della pandemia.

Anche nei primi mesi del 2026 il trend rimane positivo. Il traffico cresce del 4,6%, pur mostrando un leggero rallentamento rispetto al +5,8% registrato nell’ultimo trimestre del 2025. Si tratta comunque di una performance superiore alla media europea e che conferma la forte domanda di mobilità aerea verso il nostro Paese.

A trainare questa crescita sono il turismo internazionale, il rafforzamento delle connessioni intercontinentali, la presenza sempre più capillare delle compagnie low cost e la capacità degli aeroporti italiani di attrarre nuove rotte.

Fiumicino e Malpensa tra i grandi aeroporti europei

Come emerso dall’analisi di mercato, tra i principali scali europei per traffico passeggeri ci sono due aeroporti italiani:

Gli aeroporti regionali spingono la crescita

Accanto ai grandi hub nazionali, emerge con forza anche il contributo degli aeroporti regionali. L’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio, per esempio, mantiene la terza posizione tra gli aeroporti italiani e continua a essere uno dei principali punti di riferimento per i voli low cost europei.

Particolarmente brillanti risultano inoltre le performance di diversi aeroporti del Sud e del Centro Italia:

Il  traffico aereo non è più concentrato nei grandi hub, ma sta diventando sempre più distribuito sul territorio, favorendo la crescita turistica di destinazioni meno congestionate e contribuendo allo sviluppo economico locale.

Anche Milano Linate registra un’accelerazione significativa nel primo trimestre del 2026, con una crescita del 12,9%, favorita dalla redistribuzione degli slot precedentemente detenuti da ITA Airways.

Sempre più compagnie americane scelgono l’Italia

Uno degli aspetti più interessanti, analizzando i dati, riguarda il crescente interesse delle compagnie intercontinentali per il mercato italiano. La domanda di collegamenti tra Italia e Nord America continua infatti ad aumentare, spingendo numerosi vettori statunitensi ad ampliare la propria presenza.

I nuovi collegamenti non riguardano soltanto le grandi città come Roma e Milano, ma coinvolgono anche destinazioni turistiche di forte richiamo. Un esempio significativo è Olbia, che nel 2026 viene collegata direttamente dagli Stati Uniti grazie all’arrivo di Delta Air Lines.

Le compagnie low cost dominano il mercato italiano

Se il lungo raggio cresce, il vero motore del mercato nazionale continua però a essere rappresentato dalle compagnie low cost. Negli ultimi vent’anni l’Italia ha registrato uno sviluppo delle compagnie a basso costo superiore rispetto alla media europea. Oggi questi vettori rappresentano il 60,1% dell’intero mercato nazionale, contro una media continentale del 46,5%.

Anche sul traffico domestico la quota delle low cost raggiunge il 57,1%, un dato che evidenzia come gran parte degli spostamenti interni avvenga ormai attraverso compagnie specializzate in tariffe competitive.

Tra i protagonisti spicca Ryanair, che si conferma il primo vettore in Italia per numero di passeggeri e domina in 15 dei 20 principali aeroporti italiani. In molti casi supera addirittura il 50% dei posti disponibili.

Importanti anche i ruoli di easyJet a Malpensa, Vueling a Firenze e Volotea a Olbia, mentre continua l’espansione di Wizz Air nel mercato italiano.

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