Vino italiano, la crisi che non si vede: 5 big verso il cambio di proprietà, chi rischia di più

La finanza entra nei vigneti: 1,45 miliardi di fatturato in movimento tra fondi in uscita, debiti bancari e nuove alleanze industriali.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Il vino italiano si trova davanti a una fase di trasformazione che non passa necessariamente dagli scaffali dei supermercati o dai dati sulle esportazioni, ma dai consigli di amministrazione, dai fondi di investimento e dalle trattative per l’ingresso di nuovi soci.

Dietro un settore che continua a rappresentare una delle eccellenze del made in Italy si sta infatti muovendo una partita finanziaria importante. Almeno 5 aziende primarie del settore nell’arco dei prossimi 6-12 mesi potrebbero modificare la propria struttura proprietaria e i vertici.

Cosa sta succedendo nel mondo del vino in Italia

Nel settore vinicolo, negli ultimi anni, accanto alle storiche aziende familiari e alle cooperative sono cresciuti in Italia i gruppi più grandi, spesso costruiti attraverso acquisizioni e investimenti. In alcuni casi sono entrati anche fondi finanziari, che hanno messo a disposizione capitali per permettere alle aziende di crescere, acquistare altri marchi o rafforzarsi sui mercati esteri.

Questi investimenti, però, non sono destinati a durare per sempre. Dopo alcuni anni il fondo deve generalmente decidere se vendere la propria quota, trovare un nuovo investitore oppure lasciare spazio a un nuovo socio. Ed è proprio questa una delle ragioni per cui nei prossimi mesi potrebbero esserci diversi cambiamenti nella proprietà delle aziende vinicole italiane.

Quanto vale il giro d’affari

Secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore, circa 1,45 miliardi di euro di fatturato del vino italiano sono oggi coinvolti in possibili cambi di proprietà o di gestione.

In alcuni casi il cambio di proprietà nasce dalla necessità di trovare un nuovo socio dopo la conclusione del periodo di investimento di un fondo, mentre in altri è legato a difficoltà economiche e finanziarie che rendono necessario trovare un partner in grado di garantire nuove risorse.

Zonin 1821, una delle situazioni più delicate

Il caso più complesso tra quelli attualmente sul tavolo è probabilmente quello di Zonin 1821, azienda che nel 2025 ha registrato circa 188 milioni di euro di fatturato e che si trova all’interno di una procedura di composizione negoziata presso il Tribunale di Venezia.

Lo scorso luglio una cordata di imprenditori ha presentato un’offerta per rilevare alcuni importanti beni della società. A questa proposta si è aggiunta quella arrivata in precedenza da una cooperativa siciliana interessata alla cantina del Gruppo Feudo Principi di Butera, in provincia di Caltanissetta.

Stando alla documentazione depositata in Tribunale, l’azienda ha chiesto a Banca Intesa di rinegoziare le condizioni di restituzione dei 110 milioni di euro di debito, ma l’istituto di credito si è rifiutato.

La procedura di composizione negoziata della crisi d’impresa sta intanto raccogliendo manifestazioni di interesse (con scadenza attualmente fissata al 30 settembre). Secondo le indiscrezioni riportate, potrebbe però esserci una proroga fino al 31 dicembre. Nel frattempo Mediobanca starebbe lavorando alla formazione di un nuovo gruppo di operatori interessati a presentare un’offerta.

Argea ricerca un nuovo socio

La situazione è diversa per Argea, il principale gruppo privato italiano del vino per fatturato. Nel 2025 l’azienda ha raggiunto circa 462 milioni di euro di ricavi ed è controllata dal fondo Clessidra.

In questo caso non siamo davanti a un’azienda da salvare. Il problema è piuttosto legato alla conclusione del periodo di investimento del fondo. Argea è nata e cresciuta anche attraverso importanti acquisizioni. Tra queste c’è quella di Botter, uno dei principali produttori di Prosecco. Successivamente al gruppo sono state aggiunte anche Mondodelvino e la realtà abruzzese Zaccagnini, contribuendo alla nascita di un operatore di grandi dimensioni.

Ora si avvicina però una scadenza importante, la società è alla ricerca di un partner che possa rilevare il 30% del capitale, con una valutazione dell’operazione intorno ai 150 milioni di euro.

Fantini Wines, un altro cambio legato ai fondi

Un’altra azienda al centro delle possibili operazioni è Fantini Wines, che realizza poco meno di 90 milioni di euro di fatturato e vede tra i suoi azionisti il fondatore Valentino Sciotti e il fondo Platinum. Anche in questo caso il punto centrale è la scadenza dell’investimento. La partecipazione del fondo arriverà alla sua scadenza naturale nel 2027 e Platinum si sta preparando a uscire dalla società.

Fantini Wines, come Argea, ha registrato risultati positivi nel 2025. Per questo motivo potrebbe essere interessante per nuovi investitori.

Quali aziende rischiano maggiormente

Guardando alle operazioni in corso, le imprese più a rischio sono quelle che hanno molti debiti e difficoltà a ottenere nuove risorse dalle banche. Quando la situazione finanziaria diventa più pesante, può essere necessario cercare un nuovo socio oppure vendere una parte dell’attività (è il tipo di situazione che si osserva nel caso Zonin 1821).

Anche il mondo delle cooperative sta attraversando una fase di riorganizzazione in questo senso. Un caso emblematico è quello di La Versa, storica cantina cooperativa dell’Oltrepò Pavese che si trovava in una situazione di difficoltà e che è stata rilevata da Mack & Schühle Italia. Un’altra operazione dello stesso tipo ha riguardato Moncaro, cantina marchigiana verso la quale è intervenuto il gruppo romagnolo Cevico. Le difficoltà finanziarie, in entrambi i casi, hanno portato all’arrivo di un nuovo proprietario.

Per le aziende che hanno bisogno di crescere, invece, entrare in un gruppo più grande può rappresentare un modo per ottenere nuove risorse, rafforzare la propria presenza commerciale e competere in un mercato sempre più internazionale.

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