Fondo Sovranità Alimentare: 150 milioni di credito e terra gratis per 10 anni ai giovani

Il Ddl ColtivaItalia stanzia oltre 1 miliardo per l'agroalimentare: fondi alla filiera, credito agevolato e terreni gratis per i più giovani

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Con il via libera della Commissione Agricoltura della Camera al disegno di legge “ColtivaItalia”, il governo mette sul tavolo oltre 1 miliardo di euro di investimenti destinati a rafforzare la produzione agroalimentare nazionale, favorire il ricambio generazionale e aumentare l’autosufficienza produttiva del Paese. Tra le misure più attese spicca il nuovo Fondo Sovranità Alimentare per sostenere le produzioni, ma anche un pacchetto di interventi da 150 milioni destinato a facilitare l’accesso al credito per giovani e donne imprenditrici agricole. A queste risorse si aggiunge una misura particolarmente innovativa: la concessione gratuita di terreni agricoli per dieci anni ai giovani agricoltori.

Come funziona il Fondo Sovranità Alimentare

Per la Sovranità Alimentare sono stati stanziati complessivamente 900 milioni di euro, suddivisi in tre grandi capitoli di intervento:

Grazie a questo pacchetto di interventi, di fatto, il giovane agricoltore potrà:

Al via al recupero delle Terre

Per favorire le attività del Fondo, il ministero ha annunciato anche un nuovo programma di recupero delle terre abbandonate o non coltivate. I Comuni, in particolare, avranno il compito di censire questi terreni e potranno concederli in affitto o concessione per favorirne il ritorno alla produzione.

La misura punta a contrastare la frammentazione fondiaria, incrementare la superficie agricola utilizzata e favorire il rilancio economico delle aree interne, spesso interessate da fenomeni di spopolamento.

Il Fondo come leva per l’economia italiana

Il Fondo Sovranità Alimentare non rappresenta soltanto un intervento di sostegno agli agricoltori, ma una vera politica industriale per la filiera agroalimentare. Incrementare la produzione nazionale di cereali e colture significa rafforzare l’intero sistema economico, ridurre la dipendenza dall’estero e garantire maggiore stabilità alle imprese di trasformazione e ai consumatori.

L’integrazione con le misure dedicate al credito agevolato, all’accesso alla terra, alla ricerca e alla semplificazione amministrativa rende il piano uno strumento articolato per favorire la competitività dell’agricoltura italiana. Se gli investimenti produrranno gli effetti attesi, il Fondo Sovranità Alimentare potrà diventare uno dei principali motori della crescita dell’economia nazionale, favorendo l’insediamento di nuove imprese, l’aumento della produzione interna e una maggiore resilienza del sistema agroalimentare italiano di fronte alle sfide dei prossimi anni.

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