Ddl Coltivaitalia, oltre un miliardo di euro per l’agricoltura: tutti gli aiuti in arrivo per giovani e imprese

Ddl Coltivitalia: oltre 1 miliardo di euro confermati dal Masaf per filiere, giovani, olivicoltura e sovranità alimentare in agricoltura.

Pubblicato:

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Con il ddl ColtivaItalia, il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha messo sul tavolo oltre un miliardo di euro per l’agricoltura italiana. Le risorse verranno utilizzate per stanziare un pacchetto di interventi che punta a rafforzare la filiera, sostenere le imprese, favorire il ricambio generazionale e aumentare la capacità produttiva nazionale.

La Camera ha approvato il provvedimento in prima lettura il 6 agosto 2026. Ora l’iter proseguirà al Senato alla ripresa dei lavori parlamentari, con l’obiettivo di arrivare all’approvazione definitiva e all’arrivo dei primi aiuti a partire dai primi mesi del 2027.

Nuovi fondi per la sovranità alimentare con il ddl Coltivaitalia

Una delle componenti centrali del ddl è rappresentata dalla strategia per la sovranità alimentare, alla quale vengono destinate risorse per circa 970 milioni di euro. I soldi verranno utilizzati per promuovere interventi finalizzati a:

Viene rifinanziato anche il Fondo per la sovranità alimentare, con 70 milioni di euro destinati alle filiere che presentano maggiori criticità, tra cui:

300 milioni per le filiere strategiche

Delle risorse stanziate, ben 300 milioni di euro saranno destinati al:

La logica economica è quella di intervenire non soltanto sulla singola azienda, ma a tutte le filiere del comparto considerate strategiche per l’economia nazionale.

Aiuti per gli allevatori

Altri 300 milioni di euro sono stati destinati a rafforzare l’allevamento nazionale, con particolare attenzione alla produzione di carne bovina e alla linea vacca-vitello. Anche in questo caso l’obiettivo è ridurre la dipendenza dalle importazioni e aumentare la capacità produttiva nazionale. Durante l’esame parlamentare gli interventi sono stati inoltre estesi alle strutture allevatoriali, ampliando così il perimetro dei possibili investimenti.

Al via il Piano olivicolo nazionale

Il ddl, con 300 milioni di euro, ha finanziato anche il nuovo Piano olivicolo nazionale 2026-2030. Le risorse serviranno a:

Una voce di spesa a parte è stata dedicata agli interventi diretti a contrastare l’emergenza Xylella, per i quali sono stati stanziati 3 milioni di euro. Inoltre, è stato  istituito un Commissario straordinario nazionale, che resterà in carica fino al 31 dicembre 2028 e sarà affiancato da una struttura composta da cinque unità e tre sub-commissari.  La nuova struttura avrà il compito di coordinare le autorità locali, la ricerca scientifica e gli interventi urgenti contro la diffusione della fitopatia.

Risorse per il turismo dell’olio e del vino

A questi fondi si aggiungono 9,2 milioni di euro per oleoturismo ed enoturismo, con una novità importante per le aziende agricole.

L’ospitalità viene infatti riconosciuta tra le attività che le imprese possono offrire nell’ambito del turismo del vino e dell’olio nelle aree rurali.  Per questo motivo, il disegno di legge introduce una tutela specifica per gli uliveti destinati a produzioni Dop e Igp, nel dettaglio, viene vietato l’espianto per realizzare impianti fotovoltaici o eolici, salvo la possibilità di reimpianto nello stesso sito o in aree vicine, così da permettere alle aziende di diversificare le proprie fonti di reddito, trasformando la produzione agricola in un’esperienza turistica e commerciale più ampia.

Un nuovo credito di imposta per le imprese del grano

Il provvedimento interviene poi destinando 10 milioni di euro ai contratti di filiera per contrastare la volatilità del mercato del frumento.  Il meccanismo prevede di riconoscere un credito d’imposta compreso tra il 20% e il 40% in funzione della durata degli accordi, che può essere compresa tra tre e cinque anni. In cambio il prezzo viene stabilito per l’intera durata del contratto, così l’impatto delle oscillazioni di mercato viene ridotto.

Contributi per giovani e donne

Tra le misure più interessanti, c’è quella dedicata al ricambio generazionale in agricoltura. Il ddl stanzia 150 milioni di euro per favorire l’accesso al credito da parte di giovani e donne che intendono avviare o sviluppare un’attività agricola.

La dotazione sarà utilizzata:

Al sostegno finanziario si aggiunge quello legato all’accesso alla terra. L’Ismea infatti metterà a disposizione 8.417 ettari di terreni attraverso il programma “Terre ai giovani“. I terreni saranno concessi in comodato d’uso gratuito per 10 anni ai giovani di età compresa tra 18 e 41 anni. Al termine del periodo sarà possibile procedere all’acquisto del terreno pagando il 50% del valore iniziale.

Inoltre, i Comuni potranno censire le terre abbandonate e silenti e inserirle in una vera e propria banca comunale delle terre, rendendole disponibili per nuovi utilizzi produttivi.

Nuove assunzioni

Il pacchetto comprende inoltre 14,5 milioni di euro per ricerca, innovazione e sviluppo, che saranno utilizzati per assumere 50 nuove unità di personale dedicate alla ricerca e saranno finanziate attività presso le aziende agricole sperimentali del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) e degli istituti agrari.

Moratoria e interventi per le imprese in difficoltà

Un altro intervento è destinato alle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che nel corso del 2025 sono state colpite da epizoozie o fitopatie. Per queste aziende viene prevista una moratoria di 12 mesi sulla quota capitale dei mutui e dei finanziamenti in scadenza nel 2026.

Per accedere sarà sufficiente un’autocertificazione che dimostri:

A questo intervento si affianca quello di contrasto della peste suina, per il quale il governo ha stanziato 1 milione di euro. Le risorse serviranno a finanziare interventi di biosicurezza e sorveglianza, comprese recinzioni e strutture temporanee per limitare gli spostamenti dei cinghiali, considerati il principale vettore della malattia.

Sono inoltre previsti aiuti per le imprese della filiera suinicola impegnate nel congelamento e nello stoccaggio delle carni provenienti dalle aree sottoposte a restrizioni.

Controlli sul pesce e autenticità degli alimenti

Infine, il provvedimento ha previsto:

La banca dati servirà a verificare caratteristiche come l’origine geografica, la varietà e la composizione dei prodotti agroalimentari.

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