Il riso asiatico minaccia quello italiano, scatta l’allerta prezzi: cosa rischia il made in Italy

Tra siccità, costi in aumento e import asiatico in crescita del 19%, i prezzi riconosciuti ai risicoltori sono scesi in alcuni casi del 50%

4 min di lettura

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Per il riso italiano il 2026 è una delle campagne più difficili degli ultimi anni. Mentre siccità, caldo, grandinate e fenomeni meteorologici estremi mettono sotto pressione le rese delle risaie, la concorrenza internazionale aumenta e il risultato è una combinazione che rischia di comprimere ulteriormente i margini delle aziende agricole.

Una vera e propria minaccia è rappresentata per esempio dal riso proveniente dall’Asia che arriva sul mercato europeo a prezzi particolarmente competitivi, difficili da eguagliare per i produttori italiani, che invece vedono aumentare sempre di più i costi necessari per portare avanti le proprie attività.

Di quanto sono aumentate le importazioni di riso straniero in Italia

L’allarme è stato rilanciato da Coldiretti in occasione di Risò, il Festival internazionale del riso di Vercelli, dove il futuro della risicoltura italiana è stato al centro del confronto. Secondo Coldiretti, nella campagna commerciale 2025-2026:

E proprio questa dinamica, secondo l’organizzazione agricola, ha contribuito al crollo dei prezzi riconosciuti ai produttori italiani, arrivati a perdere oltre il 50% in alcuni casi.

Prezzi del riso italiano

Analizzando l’andamento dei mercati:

Per le aziende risicole la questione è particolarmente delicata perché il prezzo di vendita rappresenta il principale elemento attraverso il quale devono essere recuperati i costi sostenuti durante l’intero ciclo produttivo. Se quindi questo crolla, e contemporaneamente aumentano i costi, la marginalità dell’impresa si riduce.

Perché il riso asiatico pesa sul mercato europeo

Oggi, con l’aumento generale dei prezzi, gli agricoltori italiani devono sostenere costi e rispettare standard produttivi particolarmente elevati, confrontandosi con produzioni provenienti da Paesi caratterizzati da condizioni differenti.

In particolare l’India, che ha ripreso a vendere all’estero dopo le restrizioni introdotte per contenere i prezzi interni, ha conquistato una quota molto significativa delle esportazioni mondiali di riso, contribuendo alla diminuzione dei prezzi sui mercati internazionali.  E quando le quotazioni internazionali diminuiscono, diventa più difficile mantenere prezzi remunerativi per una produzione caratterizzata da costi e standard europei. Per questo motivo la concorrenza asiatica è diventata un problema per l’Italia.

Il rischio per il made in Italy

Una contrazione strutturale della risicoltura significherebbe non soltanto perdere aziende e occupazione, ma modificare progressivamente un territorio costruito nel tempo proprio attorno alla coltivazione del riso, caratteristica di ampie aree del Nord Italia. Il rischio è quindi quello di entrare in un circolo vizioso, dove prezzi bassi e margini ridotti portano a minori investimenti e a una riduzione delle superfici coltivate, con conseguente maggiore dipendenza dalle importazioni.

A tal proposito, già un primo segnale è arrivato dalle semine. Secondo le stime dell’Ente nazionale risi, quest’anno sono stati seminati circa 2.335 chilometri quadrati, in calo rispetto al 2025. La nuova campagna arriva inoltre dopo mesi caratterizzati da caldo intenso e disponibilità idrica insufficiente.

Le prime stime richiamate da Coldiretti indicano una possibile perdita media fino al 25% della produzione nazionale, con situazioni molto più pesanti nelle aree maggiormente colpite e in particolare nelle zone non irrigue della Baraggia vercellese, dove le perdite potrebbero arrivare al 70-80%.

Quali interventi vengono richiesti

Per affrontare questa situazione Coldiretti ha proposto una serie di interventi. Tra questi figurano:

Le risaie italiane devono fare i conti con una realtà complessa, dove produrre costa sempre di più, mentre il mercato riconosce sempre meno valore a diverse delle principali varietà nazionali. Ed è questo squilibrio che, secondo gli esperti, bisogna correggere per evitare di raggiungere un punto senza ritorno.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963