Ferie con i colleghi: 5 regole per non rovinare il rapporto

Dalle spese agli spazi personali, fino ai piccoli litigi: alcune precauzioni per vivere le ferie con i colleghi senza rovinare vacanza e rapporti

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Claudio Garau

Editor esperto in materie giuridiche

Laureato in Giurisprudenza, con esperienza legale, ora redattore web per giornali online. Ha una passione per la scrittura e la tecnologia, con un focus particolare sull'informazione giuridica.

Oggi trascorrere le ferie con i colleghi non è affatto raro. Un viaggio organizzato insieme, qualche giorno al mare o una vacanza condivisa possono essere un’occasione per conoscersi meglio e arricchire un rapporto che, fino a quel momento, era rimasto confinato all’interno dell’ufficio.

Ma stare insieme per diversi giorni, lontano dalle abitudini e dai ritmi del lavoro, può anche mettere alla prova relazioni che sembravano solide. Orari diversi, spese da dividere, scelte sull’alloggio, organizzazione delle giornate e semplici differenze caratteriali potrebbero diventare motivo di discussione. Fino a trascinare in ufficio una piccola tensione nata in vacanza.

Per questo, se decidi di partire con uno o più colleghi, è utile stabilire subito alcune semplici regole di convivenza. Ecco cinque accortezze pratiche per evitare che incomprensioni e aspettative diverse finiscano per rovinare non solo la tua vacanza, ma anche il rapporto professionale.

Chiarisci prima della partenza soldi, organizzazione e aspettative

Molti litigi durante le vacanze e ferie con i colleghi nascono da questioni apparentemente banali: chi paga cosa, dove dormire, quanto spendere, come spostarsi e quali attività fare. Prima di partire è meglio parlare apertamente di tutti gli aspetti pratici. Se una persona vuole trascorrere una settimana in un hotel di lusso mentre un’altra ha previsto un budget molto più contenuto, il problema non dovrebbe emergere quando la prenotazione è ormai fatta.

Ma lo stesso vale anche per le spese comuni. Dovreste stabilire in anticipo come dividerle, scansando così possibili discussioni sotto l’ombrellone o nel bel mezzo di un sentiero di montagna. Per esempio, si potrebbe decidere di utilizzare una sorta di cassa comune per benzina, cibo e altri costi condivisi, lasciando invece a ciascuno le proprie spese personali.

Anche sulle aspettative conviene essere chiari fin da subito. Se qualcuno tra i tuoi colleghi immagina una vacanza fatta soprattutto di mare e relax, mentre un altro vuole visitare ogni giorno una città diversa, trovare un compromesso prima di partire sarà basilare. I rischi di equivoco vanno spenti sul nascere.

Non pretendere di fare tutto insieme

Condividere una vacanza non significa necessariamente trascorrere ogni minuto insieme. L’amicizia tra colleghi è bella e rafforza il team working, ma concedersi qualche spazio personale resta un buon escamotage per evitare tensioni improvvise.

Dopo diversi giorni di convivenza anche una persona con cui si ha un ottimo rapporto può diventare difficile da sopportare, se non esistono momenti di autonomia. Nelle ferie e vacanze con i colleghi (anche in qualche conveniente località estera) mai sottovalutare differenze caratteriali e necessità di spazio e tempi individuali. Non c’è nulla di strano, quindi, nel decidere di passare una mattina da soli, fare una passeggiata oppure restare in camera a riposare mentre gli altri escono.

Un esempio? Se tre colleghi vogliono andare al mare alle 8 e tu preferisci dormire fino a tardi, non è necessario trasformare la differenza in un problema. Non ha senso discutere anche perché la soluzione c’è: gli altri possono partire e tu potrai raggiungerli più tardi. Condivisione sì ma senza stress.

Evita di trasformare la vacanza in una continuazione dell’ufficio

Parola d’ordine è smettere di parlare di lavoro. Essere in ferie con i colleghi non significa dover continuare a commentare riunioni, clienti, scadenze e problemi dell’azienda. Anche se ci sono questioni aperte, sarebbe assai preferibile lasciare l’ufficio fuori dalla vacanza. Continuare a discutere di una decisione del responsabile o lamentarsi ogni sera di un altro collega non risolverebbe alcun problema. Anzi, rischierebbe di impedire la vera disconnessione tanto da ricreare proprio quelle dinamiche dalle quali ci si voleva allontanare.

Anche eventuali ruggini o dissapori professionali non dovrebbero essere trasferiti automaticamente sulla sfera personale. Se, per esempio, durante il lavoro c’è stato uno screzio per una consegna o per la gestione di un progetto, la vacanza non è necessariamente il momento giusto per riaprire proprio quella discussione.

Il viaggio dovrebbe essere solo un’occasione per rilassarsi. E basta. Magari scoprendo che il collega con cui si lavora ogni giorno ha interessi completamente diversi da quelli che si immaginavano.

Rispetta abitudini, spazi e limiti degli altri

La convivenza mette inevitabilmente a confronto caratteri e usi diversi se non opposti. C’è chi si alza presto e chi dorme fino a mezzogiorno, chi ama organizzare ogni giornata e chi preferisce decidere all’ultimo momento, chi vuole uscire ogni sera e chi dopo cena preferisce rimanere tranquillo (e magari evitare mete affollate). Non è necessario che tutti si adattino sempre alle abitudini di una sola persona. Regola aurea è elasticità: è molto più conveniente alternare e trovare soluzioni che tengano conto delle esigenze di tutti.

Lo stesso vale per gli spazi personali. Lasciare in ordine gli ambienti comuni, rispettare il bisogno di privacy e non invadere continuamente il perimetro degli altri sono piccole attenzioni che possono fare molta differenza nelle ferie con i colleghi.

Anche davanti a un comportamento fastidioso è preferibile parlarne subito e con pacatezza, invece di accumulare irritazione. Un semplice “Questa sera avrei bisogno di riposare, possiamo abbassare un po’ la musica?” è molto meglio di una lamentela dopo giorni di nervosismo.

Non portare al lavoro i piccoli conflitti della vacanza

Anche con le migliori intenzioni una discussione può capitare. D’altronde si nasce colleghi e si diventa, talvolta, amici. Una scelta sbagliata, un ritardo, una spesa contestata o una giornata organizzata male possono creare qualche scintilla. Ma è essenziale evitare che un episodio circoscritto diventi un problema permanente.

Se nasce un contrasto è preferibile affrontarlo direttamente, senza coinvolgere gli altri colleghi e soprattutto senza trasformare una questione “a due” in un problema professionale e/o collettivo. Una volta chiarito il motivo della discussione, non ha molto senso continuare a rinfacciarlo. Il rischio più grande, infatti, è tornare in ufficio con un nuovo “conto in sospeso”. Quanto accade in vacanza, di bello o di brutto, deve o dovrebbe restare in vacanza.

E attenzione anche ai social network. Pubblicare fotografie o video del viaggio appena fatto con i colleghi in ferie, ma senza considerare la sensibilità degli altri, potrebbe creare situazioni spiacevoli se non addirittura imbarazzanti. Prima di condividere immagini che ritraggono gli altri, soprattutto in momenti privati o poco formali, perciò è sempre meglio avere il loro consenso.

Le vacanze con i colleghi hanno una grande potenzialità: il rafforzamento del rapporto professionale, della fiducia e dell’affiatamento del gruppo di lavoro. Un modo per conoscersi meglio, per lavorare — e collaborare — meglio al rientro, con beneficio di tutti. In fondo la regola più importante è anche la più intuitiva: una buona vacanza, nelle ferie con i colleghi, non è quella in cui tutti fanno sempre le stesse cose, ma quella in cui ciascuno riesce a stare bene senza impedire agli altri di fare altrettanto.

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