Cos’è il whisteblowing e qual è la procedura per le segnalazioni di irregolarità sul lavoro

Quando si può fare una segnalazione e quali sono i diritti previsti dalla legge per il whistleblower che denuncia irregolarità sul lavoro

Pubblicato:

Alessandra Di Bartolomeo

Giornalista di economia

Giornalista esperta di risparmio, ha maturato una vasta esperienza nella divulgazione di questioni economiche.

Il whisteblowing è uno degli strumenti più importanti nella lotta contro la corruzione e le irregolarità sul lavoro. Negli ultimi anni, anche in Italia, la normativa si è rafforzata per garantire maggiore tutela a chi decide di segnalare comportamenti illeciti.

Capire come funziona, chi può inviare una segnalazione e in quali casi è possibile farlo è fondamentale non solo per i lavoratori ma anche per chi vuole conoscere meglio i propri diritti. Ecco dunque cosa sapere per orientarsi al meglio.

Cos’è il whisteblowing e come funzionano le segnalazioni

Il whistleblowing è un un sistema introdotto nel 2012 e aggiornato nel 2023 che permette ai lavoratori di segnalare problemi o illeciti sul lavoro.

La segnalazione può essere effettuata:

Può quindi effettuare una segnalazione qualsiasi persona abbia un rapporto di lavoro diritto/indiretto con l’ente o l’azienda in cui si è verificata l’irregolarità.

La tutela vale anche per chi non lavora più in quel luogo ma solo se le informazioni sono state acquisite durante il periodo lavorativo.

Cosa bisogna indicare nella segnalazione

È importante inserire informazioni dettagliate e chiare quando si effettua una segnalazione. In particolare, è utile indicare, se possibile, quando e dove è successo il fatto, cosa è accaduto e chi è coinvolto, fornendo anche elementi utili per identificare le persone interessate.

Inoltre, è consigliato anche allegare eventuali documenti o prove che possano confermare quanto segnalato e indicare i nominativi di persone che potrebbero confermare o chiarire meglio la situazione.

La segnalazione deve poi includere alcuni elementi fondamentali come:

Serve poi una descrizione chiara dei fatti, insieme a informazioni, se disponibili, su tempi, luoghi e modalità dell’accaduto. Infine, si possono aggiungere ulteriori dettagli per comprendere meglio la segnalazione.

Che cosa si può segnalare: i casi ammissibili

Con il sistema di whistleblowing si possono segnalare tutte le situazioni, i comportamenti o i fatti illeciti che avvengono nell’ambito lavorativo, sia pubblico che privato. Come indicato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, rientrano tra i principali casi segnalabili:

Inoltre, possono essere segnalate violazioni di norme nazionali o europee, come ad esempio:

Non rientrano invece nel sistema di segnalazione i semplici sospetti non supportati da elementi concreti, le lamentele personali o problemi legati ai rapporti di lavoro con colleghi o superiori.

Quali sono i canali di segnalazione

Le segnalazioni di wisteblowing possono possono effettuate attraverso diversi canali previsti dalla legge come:

C’è poi il canale esterno, che è quello gestito dall’Anac, quindi indipendente rispetto all’organizzazione, che può essere utilizzato:

Per quanto riguarda la divulgazione pubblica, la segnalazione può avvenire solo nei seguenti casi:

Che tutele ha il whistleblower che segnala

La persona che effettua la segnalazione, il whistleblower, è protetta dalla legge. La prima protezione riguarda la riservatezza dell’identità: il nome del segnalante non viene infatti divulgato e non possono essere diffusi nemmeno elementi o dettagli che possano far risalire alla sua identità, neanche in modo indiretto.

Anche i documenti allegati alla segnalazione sono trattati con la massima attenzione. Qualora fosse necessario, poi, i dati sensibili vengono oscurati proprio per evitare qualsiasi rischio di riconoscimento.

Inoltre, nel caso in cui venga avviato un procedimento disciplinare, l’identità di chi segnala resta comunque protetta. Può infatti essere svelata solo in un caso specifico ovvero quando è indispensabile per permettere la difesa della persona accusata. Anche in questo caso, però, è necessario il consenso esplicito del segnalante. Senza di esso, la segnalazione non può essere utilizzata.

La segnalazione non è poi accessibile mediante le normali procedure di accesso agli atti o di accesso civico. Significa che terze persone non possono richiederla liberamente.

La legge vieta infine qualsiasi forma di punizione o svantaggio nei confronti del segnalante. Quest’ultimo quindi non può essere:

Se dovesse verificarsi una delle situazioni elencate, spetta al datore di lavoro dimostrare che non si tratta di una ritorsione legata alla segnalazione.

Le tutele possono inoltre estendersi anche alle persone collegate a chi segnala come colleghi o collaboratori, nel caso siano coinvolti indirettamente.

Tali protezioni non sono però valide nel caso in cui venga accertato che la segnalazione è falsa e fatta in malafede. In presenza di dolo o colpa grave, chi segnala può infatti perdere le tutele e andare incontro a responsabilità.

Quando chi segnala non viene punito

Il segnalante non viene punito anche quando comunica informazioni riservate, come ad esempio contenuti protetti da diritti o dati personali se ci sono alcune condizioni come:

In questi casi, anche se vengono condivisi dati sensibili o informazioni che potrebbero incidere sulla reputazione di una persona, chi effettua la segnalazione resta comunque tutelato dalla legge.

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