Armonizzare lavoro, famiglia e assistenza ai propri cari è una delle principali difficoltà per molte persone. Per rispondere a questa esigenza, la Regione autonoma Valle d’Aosta ha introdotto una nuova misura di sostegno economico: il voucher di conciliazione vita-lavoro finanziato attraverso il Programma regionale Fse+ 2021-2027.
L’obiettivo è aiutare chi ha già un’occupazione e chi la sta cercando e, al contempo, deve accudire figli minori, persone con disabilità o anziani, consentendo loro di acquistare prestazioni qualificate di supporto.
Indice
Che cos’è il voucher di conciliazione e le finalità istituzionali
Non una novità assoluta in Italia, il voucher di conciliazione è un titolo di spesa che permette di pagare determinati servizi di cura e assistenza. Quindi non è un contributo economico libero da usare per qualsiasi esigenza, ma una somma destinata esclusivamente all’acquisto di servizi forniti da soggetti autorizzati e inseriti in una Rete di conciliazione regionale.
In pratica il beneficiario riceve un credito utilizzabile presso gli operatori aderenti alla rete, per sostenere i costi legati alla cura di familiari con particolari necessità.
Lo strumento consente alla Regione Valle d’Aosta di perseguire tre finalità principali:
- la conciliazione tra tempi di lavoro e tempi familiari;
- il mantenimento dell’occupazione e l’ingresso nel mercato del lavoro;
- la maggior accessibilità e organizzazione dei servizi presenti sul territorio.
In breve, grazie al voucher è possibile alleviare responsabilità e oneri familiari, allontanando il rischio di burnout.
Come funziona il voucher, la Rete di conciliazione e chi può richiederlo
Per garantire qualità e sicurezza delle prestazioni, la Valle d’Aosta ha creato una struttura territoriale composta da soggetti che offrono prestazioni di assistenza, cura e supporto. Come accennato, il voucher può essere utilizzato solo presso gli operatori iscritti alla Rete di conciliazione.
Il meccanismo è simile a quello dei buoni pasto: una volta riconosciuto il voucher, il suo valore viene associato alla tessera sanitaria del beneficiario e sottratto al momento di utilizzo del servizio. Occorrerà infatti presentare la tessera all’operatore aderente alla Rete, che di seguito effettuerà la lettura della carta scalando l’importo in automatico. Se il costo del servizio supererà il valore del voucher, il cittadino dovrà pagare soltanto la parte eccedente.
Possono accedere all’agevolazione i lavoratori dipendenti del settore pubblico o privato, gli autonomi come pure i disoccupati o inoccupati inseriti in percorsi di politica attiva del lavoro. Del pari sono beneficiari anche i lavoratori che percepiscono ammortizzatori sociali mentre mantengono il rapporto lavorativo, se coinvolti in percorsi di formazione o riqualificazione professionale promossi dai Centri per l’Impiego.
Il requisito centrale è avere una responsabilità intesa come carico di cura, cioè una persona familiare o comunque assistita che necessita di servizi dedicati.
Quali persone rientrano nei carichi di cura
Il voucher di conciliazione vita-lavoro può essere richiesto per tre principali categorie. Anzitutto i figli minori da 6 mesi fino a 14 anni, ma si sale fino a 17 anni se il minore ha una disabilità. Ci sono poi le persone adulte con disabilità, comprese tra i 18 e i 69 anni, riconosciute tali ai sensi della legge 104 e non inserite in strutture residenziali.
Infine è possibile richiedere questo titolo di spesa per la presenza di persone anziane, che abbiano almeno 70 anni di età e non siano ospitate in strutture residenziali.
Quali servizi possono essere pagati con il voucher
Il contributo può essere utilizzato per un’ampia varietà di servizi. Per quanto riguarda i ragazzi, anzitutto il voucher può essere adoperato per centri estivi e soggiorni vacanza (servizi educativi, sportivi, ricreativi e di socializzazione), come pure per servizi di babysitting (assistenza, sorveglianza, accudimento), presso la loro casa o in altri luoghi. L’obiettivo è offrire alle famiglie una soluzione flessibile per gestire gli impegni lavorativi.
Per quanto riguarda, invece, le persone con disabilità sono finanziabili servizi di accompagnamento, sostegno relazionale, attività ricreative, assistenza e sollievo per il familiare che presta cura.
In merito al supporto per persone anziane, il voucher copre servizi come l’accompagnamento per visite o commissioni, la compagnia, supporto nelle attività quotidiane e socializzazione.
Quanto vale il voucher e come viene calcolato l’importo
La misura è programmata per il periodo 2026-2029 e il suo importo può variare da un minimo di 200 euro a un massimo di 1.200 euro per ogni carico di cura. Questo vuol dire che una persona con più familiari assistiti può ottenere più voucher.
Ad esempio chi si occupa contemporaneamente di un figlio di 15 anni, di un figlio con una disabilità documentata e di un familiare di 72 anni, potrà richiedere un importo complessivo dato dalla somma dei singoli voucher riconosciuti.
Il valore dipenderà dall’Isee del richiedente e dalla presenza o meno di una persona con disabilità. Questo è lo schema generale:
- Isee fino a 25.000 euro: 800 euro per un carico di cura e 1.200 euro in presenza di persona con disabilità;
- Isee da 25.000,01 a 40.000 euro: 600 euro e 900 euro con persona con disabilità;
- Isee superiore a 40.000,01 euro: 200 euro e 300 euro con persona con disabilità.
Se il richiedente non indicherà l’Isee (da ottenersi tramite Dsu), la domanda sarà automaticamente collocata nella fascia economica più alta.
Come presentare la domanda, graduatoria e assegnazione risorse
Le richieste di voucher conciliazione vita-lavoro possono essere inviate fino alle ore 16 del 30 ottobre prossimo, esclusivamente tramite il portale Servizi Online Lavoro (Sol) della Regione Valle d’Aosta.
Per accedere serve un’identità digitale, ossia Spid, Cie o Cns, e ogni interessato dovrà compilare la domanda online, inserendo i dati personali, l’Isee in corso di validità, i dati delle persone assistite e l’eventuale allegazione della certificazione di disabilità per legge 104.
È inoltre possibile indicare il servizio e l’ente scelto, anche se tale indicazione non vincola il beneficiario nell’utilizzo effettivo del voucher.
La misura funziona con una procedura “a sportello”. In sostanza, le domande sono valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione, mentre i voucher vengono assegnati fino a esaurimento delle risorse disponibili. Ci sarà tempo di usarli fino a fine anno.
Un sostegno concreto per chi deve conciliare lavoro e famiglia, ma non il solo in Italia
Il voucher di conciliazione vita-lavoro rappresenta uno strumento pensato per ridurre uno dei principali ostacoli alla partecipazione lavorativa: il peso delle responsabilità familiari. Non è una novità assoluta nel panorama nazionale. Negli ultimi anni, infatti, varie Regioni italiane hanno introdotto misure non diverse, spesso finanziate attraverso il Fondo sociale europeo, con l’obiettivo comune di sostenere lavoratrici, lavoratori e famiglie nella gestione dei carichi di cura.
Non esiste un unico modello nazionale valido per tutte le Regioni: ogni territorio può introdurre proprie misure, con requisiti, importi e modalità di accesso differenti (si pensi ad esempio al caso della Toscana). Per questo motivo è consigliabile monitorare i siti istituzionali regionali e i portali dei bandi finanziati con risorse Fse+, poiché le opportunità vengono spesso pubblicate con avvisi con scadenze precise.