Il caro carburanti sta iniziando ad avere il suo peso anche nell’organizzazione del lavoro. Per molti lavoratori, infatti, andare ogni giorno in ufficio significa sostenere costi sempre maggiori, così lo smart working diventa uno strumento di flessibilità per ridurre le spese di trasporto.
Per la prima volta dopo la pandemia, il lavoro da remoto torna ad essere uno strumento per far fronte ad un’emergenza che, seppur diversa, sta spingendo molte aziende a rivedere le proprie decisioni e politiche interne.
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Le aziende che stanno tornando allo smart working contro il caro carburanti
Una delle prime aziende a riconoscere lo smart working come benefit anti-inflazione ai propri dipendenti è Fiere di Parma, che ha scelto di raddoppiare le giornate di lavoro da remoto per i propri circa 90 dipendenti. Da ottobre ogni lavoratore può infatti scegliere una seconda giornata settimanale per lavorare da casa, in aggiunti a quella già prevista.
Non si tratta di un’obbligo, né di una decisione permanente e strutturale, ma l’iniziativa è stata presentata dall’amministratore delegato, Antonio Cellie, come un intervento mirato a ridurre le spese quotidiane sostenute dai lavoratori per raggiungere il luogo di lavoro.
Anche altre aziende stanno iniziando a proporre lo smart working come benefit. Specie nel settore It, nella consulenza e in molte attività digitali sono ormai diffuse formule che prevedono una presenza limitata in ufficio. In questi casi il risparmio sul carburante rappresenta un effetto indiretto per il dipendente, anche quando non costituisce la motivazione ufficiale della policy aziendale. Molte imprese preferiscono parlare di flessibilità, welfare, conciliazione vita-lavoro, sostenibilità e organizzazione.
Tuttavia, a sostegno della tesi del risparmio, anche l’Agenzia internazionale dell’Energia ha individuato nel lavoro da remoto uno degli strumenti attraverso cui è possibile ridurre i consumi di carburante legati agli spostamenti casa-lavoro.
E nel settore pubblico? Cosa sta succedendo nelle Pa
Non a caso, il fenomeno del caro carburanti ha alimentato negli ultimi anni diverse richieste da parte dei rappresentanti sindacali dei dipendenti pubblici.
Per esempio:
- i sindacati hanno discusso con il Comune di Bologna della possibilità di ampliare le giornate di lavoro agile anche alla luce dell’aumento dei costi degli spostamenti;
- richieste analoghe sono state avanzate dalla Cisl Fp Emilia centrale nei confronti di diversi Comuni della provincia di Reggio Emilia, con l’obiettivo di aprire tavoli di confronto sull’ampliamento dello smart working come possibile risposta all’inflazione e all’aumento delle spese di trasporto;
- a Verona e Sondrio le rappresentanze territoriali della Fp Cgil hanno sollecitato le amministrazioni a valutare un incremento delle giornate da remoto, con particolare attenzione anche ai lavoratori che abitano nelle zone più periferiche o montane e che devono affrontare quotidianamente percorrenze più lunghe.
Il tema è arrivato anche a livello nazionale al ministero della Pubblica Amministrazione. FP Cgil e Uilpa hanno chiesto di favorire un maggiore ricorso al lavoro agile nella Pa anche come strumento di contenimento dei costi energetici e di trasporto.
Quanto si può risparmiare con un giorno in più da casa
Ritornando al caso di Fiere di Parma, poiché l’aumento delle giornate da remoto è stato presentato come risposta all’aumento dei prezzi di benzina e diesel, il beneficio che i dipendenti ne trarranno è stato quantificato, sia dal punto di vista economico che ambientale. Nel dettaglio, secondo la simulazione effettuata dall’azienda:
- per un lavoratore che percorre più di 30 chilometri al giorno complessivi tra casa e luogo di lavoro, una giornata aggiuntiva di smart working permette di evitare in media circa 47,5 chilometri di spostamento tra andata e ritorno;
- considerando 12 giornate aggiuntive di lavoro da remoto nell’arco di tre mesi, si arriverebbe quindi a circa 570 chilometri di tragitto evitati.
Questo comporta:
- un risparmio di circa 35 litri di carburante, pari a circa 76 euro;
- una riduzione delle emissioni di circa 90 chilogrammi di CO₂.
Il vantaggio aumenta naturalmente per chi percorre distanze maggiori. Ovvero:
- per un dipendente che si trova nella fascia più alta di percorrenza, con circa 60 chilometri complessivi al giorno tra andata e ritorno, il risparmio legato alla sola giornata aggiuntiva di smart working può arrivare, nel trimestre ottobre-dicembre, a circa 96 euro di carburante, con circa 112 chilogrammi di CO₂ evitata;
- se invece si considerano entrambe le giornate settimanali di smart working, quindi quella già prevista più la nuova giornata, la simulazione sale a circa 1.140 chilometri di spostamenti evitati, 70 litri di carburante risparmiati e circa 150 euro di risparmio nel trimestre per chi percorre più di 30 chilometri al giorno.
Per chi viaggia di più, il beneficio può arrivare a circa 200 euro di solo carburante nello stesso periodo.