Nella classifica delle migliori Pmi dove lavorare in Europa ci sono quest’anno ben 5 italiane. L’analisi, realizzata da Great place to work (società che aiuta le organizzazioni a migliorare le proprie performance), ha premiato ben 100 piccole e medie imprese europee, che si sono distinte nel 2026 per i migliori ambienti di lavoro.
Sulla base delle esperienze raccontate direttamente dai collaboratori, nessuna delle realtà imprenditoriali del nostro Paese è però rientrata nella top 10 (e nemmeno nella top 20), ma hanno trovato spazio nelle prime 63 posizioni.
Indice
Quali sono le migliori aziende dove lavorare in Europa
A guidare la classifica Best small & medium workplaces in Europe 2026 è il settore tech. Infatti:
- al primo posto troviamo isolutions Ag, azienda del settore information technology presente in Spagna e Svizzera;
- al secondo posto Willhaben internet service GmbH & Co KG, realtà austriaca anch’essa attiva nell’information technology;
- al terzo posto la belga Axxes, operativa nel comparto tecnologico.
A seguire si posizionano poi:
- Castra Group AB, in Svezia (information technology);
- St. Gereon Seniorendienste gGmbH, in Germania (servizi per la terza età);
- Unique, in Belgio (risorse umane);
- Tanium, in Francia, Polonia e Regno Unito (information technology);
- Marsenses Hotels & Homes, in Spagna (hotellerie);
- Centiro, in Svezia (information technology);
- Cofinpro, in Germania (information technology).
Come possiamo vedere, su 100 posizioni in totale, nella top 10 trovano spazio soprattutto le imprese tecnologiche, a conferma di quanto il digitale stia sempre più diffondendosi nelle nostre vite e di come questo stia avendo un effetto su cultura aziendale e organizzazione del lavoro, almeno secondo i parametri utilizzati da questo report.
Le cinque aziende italiane tra le migliori europee
L’Italia, in questa classifica, è rappresentata da cinque imprese, un numero superiore rispetto alle tre presenti nell’edizione precedente. In particolare:
- la posizione più alta è occupata da GalileoLife, che si colloca al 25° posto. L’azienda opera nel settore della salute e del benessere e supporta i farmacisti italiani nel ripensare il ruolo della farmacia, con l’obiettivo di renderla un punto di accesso ai servizi legati a salute e benessere;
- al 50° posto troviamo Jet Hr, realtà attiva nell’ambito delle soluzioni tecnologiche applicate alla gestione delle risorse umane;
- segue, al 52° posto, Aton Group, tech company certificata B Corp che lavora sulla trasformazione digitale delle aziende, con particolare attenzione alle vendite omnichannel, alla tracciabilità e alla supply chain;
- al 55° posto si posiziona Reverse, società specializzata nell’head hunting e nella ricerca e selezione di profili middle e top manager;
- chiude la presenza italiana Vianova, al 63° posto, operatore di rete fissa e mobile rivolto principalmente alle imprese.
I Paesi più premiati
Osservando la distribuzione geografica delle 100 aziende selezionate, il Regno Unito è il Paese con il maggior numero di organizzazioni presenti nel ranking, 13 aziende in totale. Seguono;
- la Norvegia con 10;
- il Belgio con 9;
- la Germania con 8.
A quota 7 si trovano:
- Irlanda;
- Grecia;
- Cipro.
La Svezia conta invece sei organizzazioni, mentre l’Italia con le sue cinque aziende si colloca allo stesso livello di Danimarca e Paesi Bassi. Seguono:
- Spagna, Polonia e Turchia con quattro aziende ciascuna;
- Portogallo e Lussemburgo con tre;
- Svizzera, Austria, Francia e Finlandia con due.
A chiudere la distribuzione c’è infine l’Islanda, presente con una sola organizzazione.
Come vengono scelte le migliori aziende
Per essere considerate e concorrere a titolo di migliori posti dove lavorare, le organizzazioni devono:
- essere “Great place to work certified“, un riconoscimento ufficiale assegnato alle organizzazioni che dimostrano di offrire un ambiente lavorativo di eccellenza, basato su elevate dinamiche di fiducia, benessere e inclusione;
- avere tra 50 e 499 dipendenti in Europa;
- comparire almeno in una delle classifiche nazionali Best workplaces europee, ovvero essere già state inserite nella lista dei migliori ambienti di lavoro del proprio Paese, requisito d’accesso indispensabile per competere su scala continentale.
Il sistema di indagine di Great place to work (il cosiddetto Trust index) raccoglie in forma riservata le opinioni dei lavoratori che sono chiamati, tra le altre cose, a esprimersi su:
- fiducia nei confronti del management;
- accessibilità dei leader;
- chiarezza della comunicazione;
- opportunità di crescita professionale;
- rispetto e riconoscimento del lavoro svolto;
- benessere aziendale.
Vengono inoltre considerati aspetti legati a fiducia e correttezza, alla possibilità di essere se stessi sul posto di lavoro, al senso di appartenenza, alla qualità delle relazioni con i colleghi e alla percezione di svolgere un’attività significativa.
La metodologia tiene conto, per le aziende presenti in più mercati, anche del confronto dell’esperienza lavorativa nei diversi Paesi europei. La posizione finale dipende dunque dai risultati del sondaggio e dal modo in cui ciascuna organizzazione si confronta con le altre.
In ogni caso, il parametro centrale è l’esperienza delle persone all’interno dell’azienda.