Premi in denaro fino a 3.200 euro e un piano di partecipazione azionaria garantita da almeno 2.200 euro per ciascun dipendente. Intesa Sanpaolo ha siglato il 30 aprile 2026 un doppio accordo con le principali organizzazioni sindacali del settore bancario: Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin.
L’intesa riguarda circa 70.000 lavoratrici e lavoratori del gruppo in Italia e mette sul piatto complessivamente 177 milioni di euro, secondo i calcoli della First Cisl.
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Il premio di risultato 2026
Il primo accordo riguarda il premio variabile di risultato 2026, che segna un aumento del 9% rispetto all’anno precedente. Il bonus base parte da 1.400 euro per le figure professionali di ingresso e arriva fino a 3.200 euro per i livelli più elevati, con importi differenziati in base al ruolo. Non si tratta, però, di cifre definitive. È prevista infatti la possibilità di un incremento fino al 30% nel caso in cui il gruppo raggiunga gli obiettivi di bilancio per il 2026. A questa componente si aggiunge il premio di eccellenza, legato alle performance individuali.
L’accordo prevede anche tutele per le fasce più deboli: ai redditi più bassi sono riconosciute integrazioni fino a 150 euro, mentre per i neoassunti è prevista una quota specifica. Chi sceglie la conversione in welfare, tra benefit aziendali, previdenza integrativa e servizi alla persona, riceverà un importo superiore di circa il 20% rispetto al valore in denaro.
Il Lecoip 2026-2029, cos’è
Insieme al premio di risultato è stato sottoscritto anche l’accordo di incentivazione di lungo termine “Lecoip 2026-2029”, uno strumento che consente ai dipendenti di diventare azionisti diretti della banca. A ogni lavoratore verrà assegnato un pacchetto di azioni equivalente a 2.200 euro. L’importo è garantito, ma può crescere nel tempo seguendo l’andamento del titolo in Borsa durante il quadriennio 2026-2029. Per le figure professionali più elevate, il valore delle azioni assegnate può arrivare fino a 6.000 euro.
Il Lecoip si inserisce nel nuovo Piano d’impresa 2026-2029, presentato dall’amministratore delegato Carlo Messina a febbraio. L’obiettivo è rafforzare il senso di appartenenza dei lavoratori e coinvolgerli direttamente nel raggiungimento degli obiettivi economici, patrimoniali e di sostenibilità.
L’accordo ha raccolto giudizi positivi da tutte le sigle sindacali firmatarie, seppur con sfumature diverse. Paolo Citterio, coordinatore Fabi Gruppo Intesa Sanpaolo, esprime “soddisfazione per i due accordi” e e sottolinea la novità dell’opzione welfare potenziata, aggiungendo che si è lavorato anche sugli:
indicatori alla base dei budget delle filiali per renderli più aderenti al reale apporto professionale dei colleghi.
L’accordo dopo il bilancio 2025
I due accordi sono arrivati a poche ore dall’assemblea degli azionisti che ha approvato il bilancio 2025 e la distribuzione di 6,5 miliardi di euro in dividendi. L’importo unitario è di 37,6 centesimi per azione, con un rendimento intorno al 7,5%. Il saldo sarà pagato a maggio.
E l’8 maggio pubblicherà i conti del primo trimestre, che secondo gli operatori dovrebbe portare circa 2,5 miliardi di utile, in linea con le attese per l’annata. L’Ad Carlo Messina ha affermato in una nota:
Nel 2025 la nostra banca ha raggiunto una redditività tra le più elevate nel panorama europeo. La crescita delle commissioni e dell’attività assicurativa ha raggiunto livelli record, confermando la solidità del modello di busines.