Il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto decreto Primo Maggio, che contiene una serie di misure sul lavoro. Tra queste, anche il rinnovo di molti bonus per l’assunzione a tempo indeterminato di varie categorie di lavoratori, già presenti ma in scadenza o appena scaduti.
Si tratta di incentivi per le aziende, che quindi non hanno un impatto diretto sul salario dei lavoratori. L’intenzione di questi bonus non è aumentare gli stipendi, quanto far crescere le assunzioni a tempo indeterminato, che concedono alle famiglie maggiore stabilità.
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Il bonus donne del decreto Primo Maggio
Come evidenziato anche dal comunicato stampa ufficiale della Presidenza del Consiglio dei ministri, il primo tra i bonus a essere stato approvato è quello per l’assunzione a tempo indeterminato delle donne.
Nel nostro Paese continua a esserci un problema di sottoccupazione delle donne, che costituiscono un terzo degli inattivi, quindi delle persone che non hanno un lavoro e non lo cercano. La differenza tra il tasso di occupazione italiano, circa il 62% e la media europea, circa il 75%, è da ricondursi in buona parte proprio a questo fenomeno.
Per contrastarlo, il Governo ha rinnovato una decontribuzione già presente in norme passate. Per 24 mesi dall’assunzione a tempo indeterminato di una lavoratrice svantaggiata, l’azienda otterrà uno sconto sui contributi da versare fino al 100% della propria parte. Questa misura ha un massimale di 650 euro al mese, che si alza a 800 se l’azienda ha sede nella Zes unica per il Mezzogiorno.
Il bonus giovani rinnovato
Nel decreto Primo Maggio è contenuto anche un bonus assunzione per i giovani, anch’esso un rinnovo da misure precedenti. Il funzionamento della norma è lo stesso del bonus donne, ma per accedervi bisogna rispettare parametri diversi:
- avere meno di 35 anni;
- non essere assunto in un ruolo dirigenziale.
La decontribuzione massima per il bonus giovani è di 500 euro al mese, che salgono a 650 nella Zes. In questo caso non è necessario che le assunzioni siano a tempo indeterminato.
Come funziona il b0nus stabilizzazione giovani
Questo non significa che il Governo non abbia pensato anche a un modo per aumentare il numero di contratti a tempo indeterminato tra i giovani. Nel decreto Primo Maggio è incluso infatti anche un bonus stabilizzazione giovani, che prevede una decontribuzione di 500 euro al mese per 24 mesi nel caso in cui un’azienda cambi il contratto di un proprio dipendente da determinato a indeterminato.
Il bonus ha valore:
- per i contratti a termine stipulati tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026 e della durata massima di 12 mesi;
- per le stabilizzazioni effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026;
- per personale di età inferiore ai 35 anni mai occupato stabilmente in precedenza.
Le novità per i bonus legati alla Zes
Il decreto, come visto, presta particolare attenzione alle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno, incrementando il valore dei bonus per le aziende. Esiste anche una misura a sé dedicata alle aziende che operano in queste regioni.
Si tratta sempre di una decontribuzione per i datori di lavoro che occupano fino a 10 dipendenti. Può arrivare fino a 650 euro al mese ed è dedicato all’assunzione di soggetti con meno di 35 anni che sono disoccupati da almeno 24 mesi.