Saldi estivi: diritto di recesso, cambi e prova dei capi. Cosa sapere prima di acquistare

Tutte le regole per affrontare i saldi estivi per fare acquisti in serenità, evitando spiacevoli inconvenienti

Pubblicato:

Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

È iniziato il conto alla rovescia. Sabato 4 luglio inizieranno ufficialmente i saldi della stagione estiva. Prima di farsi prendere dall’entusiasmo di cambiare alcuni capi dentro il proprio armadio, bisogna adottare qualche buona pratica per evitare di fare acquisti di cui poi ci si pente.

Non basta occhieggiare il cartellino per leggere che percentuale di sconto viene applicato sul prezzo originale. Ci sono diversi comportamenti che possono essere adottati per evitare di comprare qualcosa solo perché sembra costare meno del solito.

Quando iniziano ufficialmente i saldi estivi

La data di inizio è fissata per sabato 4 luglio nella quasi totalità del territorio nazionale. Fanno eccezione le Province autonome di Trento e Bolzano, dove il calendario segue regole differenti. La durata dei saldi, però, varia da regione a regione: nella maggior parte dei casi gli sconti resteranno attivi per circa 60 giorni, mentre in altri territori il periodo potrà essere più breve o con una data di chiusura prestabilita.

Il prezzo deve essere trasparente

Una delle regole più importanti riguarda proprio il cartellino esposto sul prodotto. La normativa prevede che debbano essere indicati in modo molto chiaro:

Bisogna tener conto, inoltre, che il prezzo di riferimento non è scelto arbitrariamente. Deve infatti corrispondere al prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti l’inizio dei saldi, una misura introdotta per evitare rialzi artificiali prima dell’avvio degli sconti e garantire maggiore trasparenza ai consumatori.

I prodotti in saldo devono essere di fine stagione

Le vendite di fine stagione riguardano prodotti destinati a perdere valore commerciale con il passare dei mesi, come abbigliamento, calzature e accessori legati alla stagione estiva.

La merce in saldo deve essere distinguibile da quella venduta a prezzo pieno, evitando possibili confusioni tra articoli scontati e nuove collezioni. Si tratta di un aspetto fondamentale per permettere ai clienti di acquistare in modo consapevole e confrontare realmente le offerte disponibili.

Quando si può cambiare un capo acquistato

Durante il periodo dei saldi, cambiano alcune regole che valgono durante il resto dell’anno.

La prova dei capi non costituisce un obbligo di legge, ma è una discrezione del negoziante. E qualora venisse approvata, bisogna ricordarsi che in questo periodo non si può avere il lusso di comprare un capo, provarlo davanti al proprio specchio, fuori dalla luce spesso fuorviante dei camerini dei negozi, e cambiarlo in un secondo momento. Cambiare taglia o idea a volte non è concesso. Durante i saldi il commerciante può non accettare il cambio, salvo che siano previste condizioni più favorevoli.

Ma in ogni caso, non bisogna mai buttare lo scontrino. Diverso è il caso dei prodotti difettosi, per cui vale la garanzia legale prevista dal Codice del Consumo. Se il capo acquistato presenta un difetto di conformità, il consumatore ha diritto alla riparazione o alla sostituzione o, qualora nessuna di queste due opzioni fosse percorribile, alla riduzione del prezzo oppure al rimborso.

I pagamenti elettronici devono essere accettati

Durante i saldi non cambiano le modalità di pagamento. I negozi sono tenuti ad accettare i pagamenti elettronici, comprese carte di credito e bancomat, esattamente come avviene durante il resto dell’anno.

Attenzione agli sconti troppo elevati

Percentuali di ribasso particolarmente elevate sembrano invitati, ma è sempre opportuno verificare che si tratti di offerte reali. Gli esperti consigliano di diffidare degli sconti superiori al 50% quando non risultano adeguatamente giustificati, controllando sempre il prezzo di partenza e confrontandolo con quello praticato nei giorni precedenti ai saldi.

Anche online valgono le stesse tutele

Per i negozi on-line valgono le stesse regole sulla trasparenza dei punti di vendita fisici. Devono essere messi in evidenza il prezzo precedente, lo sconto applicato e il prezzo finale.

Se è vero che acquistando in un e-commerce sia preclusa all’origine la possibilità di provare un capo. Vale però il diritto di recesso previsto dalla normativa, che consente di restituire il prodotto entro i termini stabiliti dalla legge, salvo alcune eccezioni specifiche:

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