Nel 2025 ben 13.857 studenti hanno ottenuto il massimo dei voti, 110 e lode, all’esame di Maturità, su un totale di 524.415 candidati. La regione in cui sono stati dati più voti di questo tipo in assoluto sono Campania, Sicilia e Puglia, ma si tratta di dati legati anche al numero di studenti che hanno provato a dare l’esame.
Nonostante questo, però, regioni come il Veneto e la Lombardia hanno relativamente pochi studenti diplomati con il massimo dei voti. Si tratta di un dato che si ripete quasi ogni anno e che si correla anche con le poche informazioni ufficiali sui cosiddetti “diplomifici”.
Indice
Le regioni con il maggior numero di 110 e lode alla maturità
In numeri assoluti, la classica delle regioni in cui, nel 2025, più studenti hanno ottenuto 110 e lode alla Maturità recita:
- Campania, 2.898;
- Sicilia, 1.947;
- Puglia, 1891;
- Lazio, 1.288;
- Calabria, 1.053.
Si tratta anche di alcune delle regioni più popolose e quindi con più studenti che accedono all’esame alla fine delle scuole secondarie di secondo grado. Non si tratta però delle regioni più popolose in assoluto. Si nota in particolare l’assenza della Lombardia, che è la regione con più abitanti d’Italia e che è sesta a 782 studenti con il massimo dei voti.
Male anche l’Emilia-Romagna, settima a 618, la Toscana ottava a 491, il Veneto nono a 481. La seconda parte della classifica, invece, non ha forti anomalie, visto che include quasi solo regioni piccole e con il numero minore di studenti.
I dati in percentuale sul numero di candidati
I dati assoluti dicono però poco in sé. Vanno contestualizzati a livello percentuale, sul numero di studenti che partecipano alla Maturità. In questo modo è possibile ottenere una percentuale di studenti che hanno ottenuto il massimo dei voti sul totale di quelli che hanno sostenuto l’esame.
| Regione | Candidati totali | 110 e lode | Percentuale di 110 e lode |
| Lombardia | 77.059 | 782 | 1,01% |
| Campania | 75.654 | 2.898 | 3,83% |
| Lazio | 52.257 | 1.288 | 2,46% |
| Sicilia | 44.370 | 1.947 | 4,39% |
| Veneto | 38.857 | 481 | 1,24% |
| Puglia | 36.683 | 1.891 | 5,15% |
| Emilia-Romagna | 35.882 | 618 | 1,72% |
| Piemonte | 33.253 | 424 | 1,28% |
| Toscana | 30,074 | 491 | 1,63% |
| Calabria | 18.349 | 1053 | 5,74% |
| Marche | 13.724 | 411 | 2,99% |
| Sardegna | 12.378 | 304 | 2,46% |
| Liguria | 11.229 | 185 | 1,65% |
| Abruzzo | 10.457 | 312 | 2,98% |
| Friuli Venezia Giulia | 9.096 | 143 | 1,57% |
| Trentino Alto Adige | 8.684 | 67 | 0,77% |
| Umbria | 7.629 | 318 | 4,17% |
| Basilicata | 5.253 | 163 | 3,10% |
| Molise | 2.577 | 78 | 3,03% |
| Valle d’Aosta | 950 | 3 | 0,32% |
| Totale nazionale | 524.415 | 13.857 | 2,64% |
Come si può notare dalla tabella, con i dati in percentuale cambiano di molto la percezione di quali siano le regioni in cui ci sono più studenti che ottengono il massimo dei voti. La Campania si distingue per un altissimo numero di studenti, con una percentuale di 110 e lode superiore alla media, ma comunque lontana dalla vetta. La classifica quindi cambia:
- Calabria, 5,74%;
- Puglia, 5,15%
- Sicilia, 4,39%;
- Umbria 4,17%;
- Campania, 3,83%.
Sul fondo della classifica si trovano, oltre all’anomalia statistica della Valle d’Aosta, dettata dal bassissimo numero di studenti partecipanti all’esame, Regioni come la Lombardia, il Veneto e il Trentino-Alto Adige.
Il numero di diplomifici e i 110 e lode
L’interpretazione di questi dati è complessa, e spesso è difficile ricavare informazioni sulla qualità dell’insegnamento dai voti della Maturità. Una correlazione è però riscontrabile con un altro dato, quello dei cosiddetti “diplomifici“, le scuole paritarie che permettono di ottenere il diploma molto facilmente. Secondo il Ministero dell’Istruzione, nel 2025 sono stati scoperti decine di istituti di questo tipo tra il 2024 e il 2025. Le regioni in cui sono state revocate la maggior parte delle parità sono:
- Sicilia, 30 revoche;
- Campania, 30 revoche;
- Calabria, 11 revoche.
A partire da quest’anno è entrata in vigore la nuova legge contro i diplomifici. Sarà quindi interessante rilevare un’eventuale variazione dei risultati degli studenti nelle regioni dove questi istituti erano più diffusi.