Quando il caldo diventa difficile da sopportare, la risposta potrebbe arrivare da una tradizione antichissima e tutta italiana.
In Sardegna esiste infatti un sistema costruttivo che da secoli permette alle abitazioni di mantenere temperature più gestibili durante l’estate e di conservare il calore nei mesi più freddi: sono le case realizzate con i ladiri, i mattoni in terra cruda tipici soprattutto del Campidano e del Medio Campidano.
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I ladiri, mattoni di terra che hanno attraversato i secoli
Fango, paglia, acqua ed essiccatura al sole. Sono questi gli elementi alla base di una tecnica costruttiva che oggi sta tornando al centro dell’attenzione, dopo essere stata progressivamente abbandonata con la diffusione del cemento. Una soluzione nata molto prima dell’edilizia moderna che viene oggi riscoperta anche per le sue caratteristiche termiche e per l’impatto ambientale ridotto all’osso.
Il principio è semplicissimo: i ladiri vengono realizzati con un impasto degli elementi sopra citati, inserito in appositi stampi e lasciato poi essiccare all’aria aperta. Non vengono cotti in forno come accade per i normali laterizi.
“Le case in terra cruda arrivano da un processo che è poco industriale e ha pochi inquinanti, ma è altamente competitivo perché altamente prestante a livello termico”, spiega Sara Collu, l’architetta che è autrice del libro Ladiri, citata dal Sole 24 Ore.
La presenza e lo spessore dei mattoni contribuiscono infatti a regolare gli scambi termici dell’edificio. Il risultato è una casa che può rimanere più fresca durante le giornate estive e più calda durante l’inverno.
Tradizione dalla Sardegna
In Sardegna la terra cruda ha una storia molto lunga. Nell’entroterra di Cagliari, e in particolare nel Campidano, è stata per secoli uno dei materiali più utilizzati per costruire le abitazioni. I mattoni sono conosciuti localmente come ladiri o ladirini. Il processo di produzione può richiedere almeno due settimane o anche un mese, a seconda delle condizioni. I ladiri possono essere realizzati manualmente oppure attraverso procedimenti meccanici. In Sardegna esistono ancora realtà artigianali che producono questi mattoni, mantenendo viva una tradizione che sembrava destinata a scomparire. E la posa può avvenire utilizzando malta di terra oppure malta di calce.
Come detto, nella produzione di un mattone di terra cruda non c’è combustione, ma solo essiccazione naturale al sole. Questo comporta un risparmio di risorse e un abbattimento dell’inquinamento. E a questo si aggiunge la possibilità di recuperare la terra utilizzata per i vecchi mattoni: i mattoni in ladiri possono essere infatti riciclati al 100%.
Perché queste case possono essere fresche d’estate
La caratteristica più interessante della terra cruda riguarda proprio il comportamento termico. I mattoni in terra cruda hanno una massa doppia rispetto ai tradizionali mattoni in terra cotta. Una volta raggiunta la temperatura desiderata all’interno dell’abitazione, questa tende quindi a essere mantenuta più a lungo. Il risultato è una maggiore stabilità della temperatura interna.
Le abitazioni in terra cruda presentano inoltre un’elevata capacità traspirante e contribuiscono a regolare naturalmente umidità e temperatura. All’interno di queste case viene indicata normalmente un’oscillazione termica di circa due o tre gradi tra il giorno e la notte, con un’umidità relativa intorno al 50%, come spiega il sito Architettura Ecosostenibile.