Bollette luce, contratti a prezzo fisso per 10 anni: quanto costano e cosa sapere

Nel mercato luce arrivano offerte a prezzo fisso per 10 anni: tariffe tra 10 e 12 centesimi al kWh: come funzionano e cosa sapere

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Nel mercato dell’energia elettrica arrivano offerte a prezzo fisso per 10 anni. Una formula che ricorda, per durata e logica, la scelta tra tasso fisso e variabile nei mutui. I contratti luce a prezzo bloccato per uno o due anni sono ormai diffusi, mentre le offerte decennali restano ancora meno comuni. Al momento risultano disponibili da tre operatori: Dolomiti Energia, A2A e Nen, società che fa parte del gruppo A2A. L’accordo si basa su una promessa: bloccare per un lungo periodo il prezzo dell’energia e ridurre l’esposizione alle oscillazioni del mercato. Prima di scegliere, però, bisogna valutare costi, penali e durata dell’impegno.

Quanto costano le offerte luce a prezzo fisso per 10 anni

Dolomiti Energia propone una tariffa di circa 11 centesimi al kilowattora. Nen arriva a circa 12 centesimi al kilowattora. A2A propone invece una formula mista: prezzo fisso a 10 centesimi al kilowattora per il 70% dei consumi e restante 30% a prezzo indicizzato, con uno spread di 2 centesimi al kilowattora.

Rispetto a un prezzo all’ingrosso indicato intorno a 20 centesimi al kilowattora, queste offerte possono apparire convenienti nel breve periodo. Il punto da valutare è cosa potrebbe accadere se nei prossimi anni il mercato dovesse scendere.

Perché esistono contratti a prezzo fisso

Il mercato dell’energia resta molto volatile, con rialzi e ribassi difficili da prevedere anche a distanza di pochi mesi. Secondo Marco Vignola, responsabile energia e vicepresidente dell’Unione nazionale consumatori, la possibilità di proporre contratti decennali dipende soprattutto dal tipo di produzione.

Le società che producono energia da fonti rinnovabili sono meno esposte alle oscillazioni del gas. Dopo l’investimento iniziale e al netto dei costi di manutenzione, gli impianti possono garantire costi più stabili.

È diverso il caso dei gestori che producono energia usando il gas o dei cosiddetti reseller, cioè operatori che acquistano elettricità all’ingrosso e la rivendono ai clienti finali. Per loro bloccare il prezzo per 10 anni sarebbe più rischioso.

Cosa sapere sulle penali di recesso

Il prezzo fisso decennale offre stabilità, ma può legare il cliente per un periodo molto lungo. Dolomiti Energia e Nen prevedono penali in caso di recesso anticipato. Dolomiti le quantifica fino a un massimo di 8 euro al mese per ogni mese non fornito. Nen prevede invece 2 euro al mese per ogni mese residuo.

In caso di cambio fornitore dopo uno, due o tre anni, questi costi possono diventare rilevanti. A2A non applica oneri di recesso, anche perché la sua offerta comprende una quota variabile pari al 30% dei consumi.

Quando conviene il prezzo fisso decennale

La convenienza dipende dal profilo del cliente e dalla sua propensione al rischio. Un contratto a prezzo fisso per 10 anni può essere adatto a chi preferisce sapere in anticipo quanto pagherà l’energia e vuole proteggersi da possibili nuovi rincari. La scelta è meno adatta a chi vuole poter cambiare spesso offerta per inseguire il prezzo più basso sul mercato.

Se il prezzo dell’energia dovesse tornare a scendere nei prossimi anni, una tariffa bloccata oggi a 10-12 centesimi potrebbe risultare meno conveniente rispetto alle offerte variabili o a nuovi contratti più economici.

Cosa controllare prima di firmare

Prima di sottoscrivere un contratto decennale è utile verificare alcuni elementi: prezzo dell’energia, durata dell’offerta, eventuali penali, quota fissa mensile, condizioni di recesso e presenza di componenti indicizzate. Il confronto va fatto anche sul costo complessivo della bolletta.

Per chi consuma molta energia, anche pochi centesimi di differenza possono pesare in modo significativo nel corso dell’anno. Per chi consuma poco, invece, possono incidere di più i costi fissi e le condizioni accessorie del contratto.

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