Superbollo auto verso il taglio, la promessa di Salvini: soglia oltre i 185 kW

Il governo valuta di innalzare la soglia del superbollo oltre i 185 kW, con l’obiettivo di rilanciare il mercato delle auto potenti

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Dopo l’intervento sul bollo auto, ora il governo vuole mettere mano anche al superbollo, aumentando la soglia di potenza oltre la quale scatta l’addizionale erariale. L’ipotesi è stata rilanciata dal vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha collegato la possibile modifica alla sospensione del bollo auto e moto prevista per il 2027 per i veicoli con potenza fino a 80 kW.

L’idea, ha spiegato Salvini in un’intervista a Rtl 102.5, non sarebbe quella di cancellare immediatamente il superbollo per tutti i proprietari di vetture ad alte prestazioni. Il primo passo potrebbe invece consistere nell’innalzamento della soglia di potenza, oggi fissata a 185 kW, equivalenti a circa 252 cavalli.

L’ipotesi del governo

Secondo Salvini, il superbollo garantisce allo Stato un gettito di circa 250 milioni di euro all’anno. Il ministro ha però sostenuto che una riduzione della platea dei veicoli interessati potrebbe contribuire a rilanciare il mercato delle auto ad alte prestazioni. Nel medio periodo, secondo la sua tesi, la crescita del settore potrebbe produrre maggiori entrate rispetto al costo iniziale della misura.

La mia idea non è subito per tutti quanti, ma di iniziare ad alzare la potenza, la cilindrata per cui si paga il superbollo per incrementare un mercato che porterà allo Stato più soldi di quanto costerebbe un taglio di 50 milioni.

Dopo il bollo auto, l’idea ora è spostare il focus sul superbollo. La proposta, nelle intenzioni del ministro, vorrebbe quindi:

Per questo Salvini ha definito l’ipotesi una misura “win-win”.

Come funziona oggi il superbollo

Il superbollo è un’addizionale erariale alla tassa automobilistica ordinaria. A differenza del bollo auto, che rientra nella fiscalità regionale, il superbollo è un’imposta statale. È dovuto dai proprietari, dagli usufruttuari e dagli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria di autovetture con potenza superiore a 185 kW. La soglia corrisponde a circa 252 cavalli.

L’importo base è di 20 euro per ogni kW eccedente la soglia dei 185 kW. Su una vettura da 220 kW, quindi, il superbollo viene calcolato sui 35 kW eccedenti: 35 moltiplicato per 20 euro, pari a 700 euro all’anno, oltre al normale bollo auto.

L’importo diminuisce progressivamente in base all’età del veicolo. Secondo le regole attualmente in vigore:

Età del veicolo Importo per ogni kW oltre 185
Fino a 5 anni 20 euro
Da 6 a 10 anni 12 euro
Da 11 a 15 anni 6 euro
Da 16 a 20 anni 3 euro
Oltre 20 anni Nessun importo

Il superbollo è stato introdotto nel 2011 con l’obiettivo di applicare una tassazione aggiuntiva alle autovetture caratterizzate da una potenza elevata. L’Agenzia delle Entrate indica una soglia di 185 kW, una tariffa ordinaria di 20 euro per ogni kW eccedente e riduzioni legate all’anzianità del veicolo.

Un’imposta contestata

Il meccanismo è da anni oggetto di critiche da parte di automobilisti, associazioni di settore e operatori del mercato dell’auto. Secondo chi ne ha contestato l’introduzione, il superbollo non avrebbe colpito soltanto i proprietari più facoltosi, ma avrebbe avuto conseguenze anche sul mercato dell’usato.

Una vettura con oltre 185 kW può infatti perdere valore più rapidamente anche a causa dei costi fiscali associati. Il potenziale acquirente, oltre al prezzo dell’auto, deve considerare il bollo ordinario, il superbollo, l’assicurazione, i consumi e la manutenzione. Questi costi possono rendere meno appetibili alcune automobili usate e, secondo le critiche rivolte alla misura, spingere alcuni proprietari a immatricolare il veicolo all’estero o a rinunciare all’acquisto.

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