Rottamazione quinquies, dal 1° agosto scattano gli interessi al 3%: pagare tutto o in 54 rate

Dal 1° agosto chi ha aderito alla definizione agevolata sceglie se saldare tutto o dilazionare il debito residuo fino a 54 rate al 3% annuo

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Si avvicina una scadenza chiave per i contribuenti che hanno scelto di accedere alla Rottamazione quinquies. A partire dal 1° agosto, infatti, sulle quote ancora dovute per la definizione agevolata delle cartelle esattoriali comincerà ad applicarsi il tasso di interesse di dilazione, fissato al 3% annuo.

La misura è nata per offrire un’uscita sostenibile dai debiti fiscali cancellando sanzioni e interessi di mora. Entro due giorni si entrerà nella fase della gestione finanziaria del piano.

Tutti i contribuenti insolventi a partire dal 1° agosto si troveranno davanti a un bivio strategico: estinguere il debito residuo in un’unica soluzione oppure distribuirlo nell’arco temporale massimo consentito, esteso fino a 54 rate.

L’impatto del tasso del 3% dal 1° agosto

L’introduzione degli interessi a partire da agosto risponde alla logica del finanziamento del debito nel tempo. Fino alla scadenza del 31 luglio, se il proprio comune di residenza aderisce alla rottamazione, le somme che dovranno essere versate corrisponderanno esclusivamente al capitale ricalcolato, godendo dei benefici della sanatoria. Gli stessi contribuenti il 1° agosto, sia quelli che hanno già iniziato a pagare che quelli in attesa del verdetto della propria amministrazione comunale, dovranno decidere se dilazionare il debito fino a un massimo di 54 rate con una quota d’interessi pari al 3%.

Anche se il tasso risulta competitivo rispetto a quelli di mercato per i prestiti personali o i fidi bancari, l’effetto cumulativo su un piano dilazionato in 54 rate, nei fatti quasi cinque anni, può incidere in modo non trascurabile sul totale complessivo, soprattutto di fronte a cartelle di importo elevato.

Soluzione unica o piano quinquennale?

Pagare in un’unica soluzione azzera la pendenza con l’Agenzia delle Entrate e neutralizza i costi finanziari legati agli interessi del 3%. Insomma, è la scelta ideale per chi dispone di liquidità immediata e intende chiudere definitivamente ogni rapporto debitorio con il Fisco.

Frazionare il debito fino a un massimo di 54 rate salvaguarda il flusso economico mensile di famiglie e imprese, sempre più in difficoltà per l’aumento del costo della vita dovuto all’inflazione. Però la dilazione del debito comporta un aumento significativo della quota d’interessi durante la durata la piano.

Certo è che il rispetto delle scadenze deve essere rigoroso. Il ritardo di un solo giorno o il mancato versamento anche di una rata determina la decadenza dalla sanatoria, con il ripristino di sanzioni e interessi originari.

Chi può accedere alla rottamazione quinquies

La palla passa agli Enti Locali, che non hanno alcun obbligo di aderire alla sanatoria. Non è affatto raro che grandi città come Milano e Firenze scelgano di non approvare la delibera di rottamazione, con il fine di tutelare la stabilità dei propri bilanci.

Ogni anno più di un migliaio di Comuni su quasi 7.900 esprimono parere negativo sull’esenzione di more sui tributi non riscossi in tempo utile.

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