Irpef, partite Iva e imprenditori pagano il doppio di dipendenti e pensionati

Il rapporto basato sui dati ufficiali fotografa la reale distribuzione del prelievo fiscale tra le diverse categorie di contribuenti

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Imprenditori e lavoratori autonomi versano il doppio dell’Irpef rispetto a lavoratori dipendenti e pensionati. I dati delle dichiarazioni dei redditi, analizzati dalla Cgia di Mestre, portano alla luce questa realtà che si scontra con un pensiero comune. Infatti è molto più diffusa l’idea che siano i dipendenti e i pensionati a “pagare per tutti”, ma non è così.

I numeri riportati dall’Ufficio Studi servono a chiarire questa dinamica. Dalla dichiarazione dei redditi del 2024, infatti, è possibile vedere come l’Irpef media pagata dagli imprenditori e dai lavoratori autonomi si attesti intorno agli 8.331 euro, mentre i lavoratori dipendenti sono fermi a 4.215 euro e i pensionati a 4.006 euro. È letteralmente il doppio.

Chi paga più Irpef?

Non è vero che i dipendenti e i pensionati pagano per tutti. Questo racconta l’ultimo studio condotto dalla Cgia di Mestre che ha preso in esame le dichiarazioni dei redditi del 2024 degli italiani. Questi numeri infatti restituiscono una realtà diversa dal sentito dire, ovvero che in media imprenditori e lavoratori autonomi versano il doppio dell’Irpef rispetto a chi percepisce i redditi da lavoro dipendente o da pensione.

Nel 2024 l’Irpef media pagata è stata di:

In termini percentuali significa, prosegue lo studio nella sua analisi dei dati, che le partite Iva versano il 98% in più rispetto ai dipendenti e addirittura il 108% in più rispetto ai pensionati. La motivazione è che i redditi medi dichiarati da autonomi e imprenditori risultano più elevati rispetto a dipendenti e pensionati.

I più esposti al prelievo fiscale

Le partite Iva sono tra i contribuenti più esposti al prelievo fiscale. Su un totale di contribuenti Irpef di 42,5 milioni, 23,8 sono lavoratori dipendenti (56%), 14,5 sono pensionati (34%) e 3,3 milioni sono imprenditori e lavoratori autonomi (8%).

Su un totale di gettito di 190 miliardi di euro, 100,3 miliardi sono prelevati dai dipendenti, 58,1 miliardi dai pensionati e 27,4 miliardi dalle partite Iva. Quindi, se l’importo versato dai pensionati è di 4.006 euro, mentre gli autonomi pagano il doppio, vuol dire che versano di più, anche considerando il loro numero ridotto rispetto alle altre due categorie.

L’Ufficio Studi aggiunge un ulteriore livello di analisi, riferito alla categoria degli autonomi:

Anche in questo caso, il versamento medio è superiore a quello dei pensionati e dei dipendenti, compresi soggetti che hanno retribuzioni alte come medici, professori universitari, magistrati, dirigenti e manager.

Importi medi Irpef: le differenze territoriali

Anche se a livello regionale non disponiamo degli importi medi dell’Irpef versati da ciascuna categoria, scrive il rapporto, si possono prendere in considerazione i redditi di lavoratori dipendenti, pensionati e imprenditori.

Analizzando questi dati e considerando il dato medio nazionale nel 2024, un confronto territoriale fa emergere i picchi in modo diverso. Questi sono più marcati nella provincia autonoma di Trento, in Liguria e in Friuli-Venezia Giulia.

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