Chi dichiara poco al Fisco, perché il gioielliere guadagna meno del dipendente comunale

Chi dichiara di meno paga poche tasse e incassa pure i bonus, così sulla carta un gioielliere guadagna meno di un dipendente pubblico

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Secondo le dichiarazioni dei redditi, quasi la metà degli italiani non ne possiede e vive a carico di altri cittadini, o contribuisce direttamente o indirettamente all’aumento del debito pubblico. Il 70% degli italiani paga solamente il 20% dell’Irpef e quasi nulla delle restanti imposte, a partire dall’Iva. Poi c’è il 30% di italiani che paga l’80% di tutta l’Irpef (il 65% dell’imposta è versata dal 18,78% dei contribuenti che dichiarano da 35.000 euro in su).

Da quanto emerge dall’ultimo Osservatorio sulle dichiarazioni dei redditi ai fini Irpef, si evidenzia un Paese sempre “più assimilabile a quelli in via di sviluppo piuttosto che a un membro effettivo del G7 o G8”. Parole dell’Osservatorio Itinerari Previdenziali che raccontano un paradosso: su una popolazione di 58.943.464 unità, coloro che dichiarano redditi da 300.000 euro lordi l’anno in su (circa 155.000 persone) pagano il 6,49% di tutta l’Irpef, per un valore di 14,03 miliardi. In pratica, da soli pagano più Irpef di 27,8 milioni di cittadini italiani con redditi fino a 20.000 euro, che in totale versano 10,84 miliardi di euro. Ma che profilo hanno questi contribuenti? Tra loro non ci sono solo lavoratori dipendenti, ma anche autonomi, pensionati e altre categorie.

Meno agevolazioni a chi dichiara di più (e tutto)

I dati, sottolinea l’Osservatorio, sono falsati da agevolazioni, detrazioni e deduzioni fiscali, oltre ai vari bonus introdotti negli ultimi anni dai diversi Governi. Uno dei provvedimenti che alterano l’uguaglianza fiscale è la Flat tax, per esempio. In generale, a causa delle continue norme fiscali, le aliquote Irpef reali variano molto.

Per questo l’Osservatorio sottolinea come sia difficile pensare che:

Siamo davvero così poveri?

La domanda che ci si pone è: siamo davvero così poveri? O meglio, è davvero povero un popolo che spende 177 miliardi nel 2027 nel gioco d’azzardo, che si distingue per abbonamenti alla Pay TV, possesso di smartphone e animali da compagnia, e che è il secondo Paese per interventi di chirurgia estetica? Secondo il Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali la risposta è no, perché siamo ai primi posti della classifica OCSE per evasione fiscale e agli ultimi per tasso di occupazione e produttività.

Quindi la domanda dovrebbe essere un’altra, prosegue critico il Centro Studi:

Siamo evasori? Sì, ma è lo Stato stesso il “promotore” del nero, che ha basato le sue politiche su un falso sogno incentrato sul pericoloso binomio “meno dichiari e più avrai dallo Stato”, il cui asse portante è l’Isee, mentre invece ‘più dichiari, meno agevolazioni e bonus ottieni, e più subisci tasse e controlli”.

Chi dichiara di più? Le categorie professionali

Dall’analisi è possibile estrapolare i redditi medi dichiarati dalle varie categorie professionali per il 2024. Tra gli iscritti all’Inps, i maggiori redditi (250.000 euro lordi l’anno) sono dichiarati dagli sportivi professionisti nelle varie discipline come calcio, ciclismo e altri sport, ma si tratta di un numero esiguo, circa 8.400 contribuenti, rispetto alle altre categorie.

Categoria 2024
Sportivi professionisti 250,83
Sanitari 94,02
Giornalisti dipendenti 70,22
Lavoratori settore volo 40,53
Statali 38,39
Dipendenti, enti locali 35,02
Lavoratori settori trasporti 34,24
Ufficiali giudiziari 34,00
Dipendenti Poste 33,41
Artigiani 29,94
Insegnanti 28,30
Dipendenti privati 26,93
Commercianti 25,11
Lavoratori dello spettacolo 24,81
Parasubordinati 23,58
Coltivatori diretti, Colonie e Mezzadri 12,32

Il dato più interessante è quello dichiarato dai lavoratori autonomi soggetti a ISA (Indicatori Sintetici di Affidabilità fiscale). Tra questi ci sono dei casi particolari, delle “stranezze” secondo quanto evidenziato da Itinerari Previdenziali.

Albergatori, gestori di discoteche e dentisti: dove si piazzano

Tra i più poveri risultano i gestori delle discoteche, mentre gli albergatori dichiarano un reddito medio più basso rispetto a quello di un dipendente comunale di prima fascia. Poi ci sono i dentisti, che risultano guadagnare meno dei commercialisti, e tante altre situazioni che non sembrano tanto delle anomalie, quanto indizi di irregolarità.

L’analisi condotta arriva proprio a questa conclusione: oltre la metà della platea registra un punteggio inferiore a 8, la soglia che in una scala da 1 a 10 rappresenta lo spartiacque per accedere ai benefici fiscali e premiali dell’Agenzia delle Entrate.

Quindi magari non tutti sono evasori totali, ma “sottodichiaranti” sì, e il confine – si legge nel documento – è molto labile.

Categoria 2024
Intermediari del commercio 69,5
Informatici 60,3
Amministratore di condominio 53,7
Tabaccai 50,7
Agenti di mediazione immobiliare 48,9
Commercianti all’ingrosso di medicinali e articoli medicinali 47,0
Servizi di pompe funebri 43,6
Gestori soli da gioco 40,6
Autoscuole 39,2
Ferramenta 34,2
Meccanici 29,2
Panettieri 27,9
Gestori di stabilimenti balneari 27,8
Orologiai e gioiellieri 27,0
Ristoranti, pizzerie, trattorie 26,1
Benzinai 24,3
Bar, gelaterie, pasticcerie 20,5
Fiorai 17,5
Negozi di abbigliamento e calzature 16,7
Gestori discoteche, sale da ballo e scuole di danza 11,7

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