Secondo le dichiarazioni dei redditi, quasi la metà degli italiani non ne possiede e vive a carico di altri cittadini, o contribuisce direttamente o indirettamente all’aumento del debito pubblico. Il 70% degli italiani paga solamente il 20% dell’Irpef e quasi nulla delle restanti imposte, a partire dall’Iva. Poi c’è il 30% di italiani che paga l’80% di tutta l’Irpef (il 65% dell’imposta è versata dal 18,78% dei contribuenti che dichiarano da 35.000 euro in su).
Da quanto emerge dall’ultimo Osservatorio sulle dichiarazioni dei redditi ai fini Irpef, si evidenzia un Paese sempre “più assimilabile a quelli in via di sviluppo piuttosto che a un membro effettivo del G7 o G8”. Parole dell’Osservatorio Itinerari Previdenziali che raccontano un paradosso: su una popolazione di 58.943.464 unità, coloro che dichiarano redditi da 300.000 euro lordi l’anno in su (circa 155.000 persone) pagano il 6,49% di tutta l’Irpef, per un valore di 14,03 miliardi. In pratica, da soli pagano più Irpef di 27,8 milioni di cittadini italiani con redditi fino a 20.000 euro, che in totale versano 10,84 miliardi di euro. Ma che profilo hanno questi contribuenti? Tra loro non ci sono solo lavoratori dipendenti, ma anche autonomi, pensionati e altre categorie.
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Meno agevolazioni a chi dichiara di più (e tutto)
I dati, sottolinea l’Osservatorio, sono falsati da agevolazioni, detrazioni e deduzioni fiscali, oltre ai vari bonus introdotti negli ultimi anni dai diversi Governi. Uno dei provvedimenti che alterano l’uguaglianza fiscale è la Flat tax, per esempio. In generale, a causa delle continue norme fiscali, le aliquote Irpef reali variano molto.
Per questo l’Osservatorio sottolinea come sia difficile pensare che:
- solo il 18% della popolazione dichiari redditi da 35.000 euro in su;
- circa 11 milioni di italiani vivano con redditi da zero a 7.500 euro (una media di circa 312 euro lordi al mese);
- 10 milioni vivano con meno di 1.000 euro lordi al mese.
Siamo davvero così poveri?
La domanda che ci si pone è: siamo davvero così poveri? O meglio, è davvero povero un popolo che spende 177 miliardi nel 2027 nel gioco d’azzardo, che si distingue per abbonamenti alla Pay TV, possesso di smartphone e animali da compagnia, e che è il secondo Paese per interventi di chirurgia estetica? Secondo il Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali la risposta è no, perché siamo ai primi posti della classifica OCSE per evasione fiscale e agli ultimi per tasso di occupazione e produttività.
Quindi la domanda dovrebbe essere un’altra, prosegue critico il Centro Studi:
Siamo evasori? Sì, ma è lo Stato stesso il “promotore” del nero, che ha basato le sue politiche su un falso sogno incentrato sul pericoloso binomio “meno dichiari e più avrai dallo Stato”, il cui asse portante è l’Isee, mentre invece ‘più dichiari, meno agevolazioni e bonus ottieni, e più subisci tasse e controlli”.
Chi dichiara di più? Le categorie professionali
Dall’analisi è possibile estrapolare i redditi medi dichiarati dalle varie categorie professionali per il 2024. Tra gli iscritti all’Inps, i maggiori redditi (250.000 euro lordi l’anno) sono dichiarati dagli sportivi professionisti nelle varie discipline come calcio, ciclismo e altri sport, ma si tratta di un numero esiguo, circa 8.400 contribuenti, rispetto alle altre categorie.
| Categoria | 2024 |
|---|---|
| Sportivi professionisti | 250,83 |
| Sanitari | 94,02 |
| Giornalisti dipendenti | 70,22 |
| Lavoratori settore volo | 40,53 |
| Statali | 38,39 |
| Dipendenti, enti locali | 35,02 |
| Lavoratori settori trasporti | 34,24 |
| Ufficiali giudiziari | 34,00 |
| Dipendenti Poste | 33,41 |
| Artigiani | 29,94 |
| Insegnanti | 28,30 |
| Dipendenti privati | 26,93 |
| Commercianti | 25,11 |
| Lavoratori dello spettacolo | 24,81 |
| Parasubordinati | 23,58 |
| Coltivatori diretti, Colonie e Mezzadri | 12,32 |
Il dato più interessante è quello dichiarato dai lavoratori autonomi soggetti a ISA (Indicatori Sintetici di Affidabilità fiscale). Tra questi ci sono dei casi particolari, delle “stranezze” secondo quanto evidenziato da Itinerari Previdenziali.
Albergatori, gestori di discoteche e dentisti: dove si piazzano
Tra i più poveri risultano i gestori delle discoteche, mentre gli albergatori dichiarano un reddito medio più basso rispetto a quello di un dipendente comunale di prima fascia. Poi ci sono i dentisti, che risultano guadagnare meno dei commercialisti, e tante altre situazioni che non sembrano tanto delle anomalie, quanto indizi di irregolarità.
L’analisi condotta arriva proprio a questa conclusione: oltre la metà della platea registra un punteggio inferiore a 8, la soglia che in una scala da 1 a 10 rappresenta lo spartiacque per accedere ai benefici fiscali e premiali dell’Agenzia delle Entrate.
Quindi magari non tutti sono evasori totali, ma “sottodichiaranti” sì, e il confine – si legge nel documento – è molto labile.
| Categoria | 2024 |
|---|---|
| Intermediari del commercio | 69,5 |
| Informatici | 60,3 |
| Amministratore di condominio | 53,7 |
| Tabaccai | 50,7 |
| Agenti di mediazione immobiliare | 48,9 |
| Commercianti all’ingrosso di medicinali e articoli medicinali | 47,0 |
| Servizi di pompe funebri | 43,6 |
| Gestori soli da gioco | 40,6 |
| Autoscuole | 39,2 |
| Ferramenta | 34,2 |
| Meccanici | 29,2 |
| Panettieri | 27,9 |
| Gestori di stabilimenti balneari | 27,8 |
| Orologiai e gioiellieri | 27,0 |
| Ristoranti, pizzerie, trattorie | 26,1 |
| Benzinai | 24,3 |
| Bar, gelaterie, pasticcerie | 20,5 |
| Fiorai | 17,5 |
| Negozi di abbigliamento e calzature | 16,7 |
| Gestori discoteche, sale da ballo e scuole di danza | 11,7 |