Il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato in via provvisoria un nuovo pacchetto di norme per rafforzare il contrasto alle frodi Iva, con l’obiettivo di migliorare la cooperazione tra gli Stati membri e le autorità europee competenti.
Il provvedimento introduce un cambio di passo: la Procura europea (Eppo) e l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) potranno accedere in modo più diretto ai dati sulle transazioni commerciali transfrontaliere, comprese le informazioni raccolte da Eurofisc, la rete antifrode Iva dell’Ue.
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Ue contro le frodi Iva: quanto vale il fenomeno
Le frodi Iva transfrontaliere, in particolare quelle note come “frodi carosello”, rappresentano una delle principali minacce per i bilanci pubblici europei. Secondo la Commissione europea, queste attività causano perdite comprese tra 12,5 e 32,8 miliardi di euro ogni anno.
Imprese, privati facoltosi e altri contribuenti che non versano la loro giusta quota di imposte riducono le risorse disponibili per i servizi pubblici (assistenza sanitaria, istruzione, infrastrutture, eccetera) e compromettono l’equità e la stabilità economiche in tutta l’Ue.
Si tratta di schemi complessi, spesso gestiti da gruppi della criminalità organizzata, che sfruttano le operazioni tra Paesi diversi per eludere il pagamento dell’imposta.
Più in generale, la frode fiscale così come l’elusione fiscale si verificano quando il soggetto interessato presenta deliberatamente una dichiarazione dei redditi incompleta o errata alle autorità fiscali nazionali oppure nasconde informazioni pertinenti, al fine di evitare il pagamento delle imposte. Queste attività possono assumere varie forme.
Frodi Iva, verso indagini più rapide
Il nuovo quadro normativo contro le frodi Iva consente a Eppo e Olaf di ottenere informazioni di prima mano, facilitando l’avvio e il supporto delle indagini su casi sospetti di frode Iva.
L’obiettivo è migliorare il coordinamento tra le autorità coinvolte, ridurre i tempi delle indagini e aumentare l’efficacia complessiva dei controlli. Un sistema più integrato dovrebbe anche contribuire a garantire condizioni più eque per le imprese che operano nel rispetto delle regole.
Verso la digitalizzazione entro il 2030
Le nuove norme modificano il regolamento Ue n. 904/2010 sulla cooperazione amministrativa in materia di Iva e si inseriscono in un percorso più ampio già avviato dall’Unione.
Nel marzo dello scorso anno è stato infatti raggiunto un accordo per digitalizzare completamente entro il 2030 gli obblighi di dichiarazione Iva per le imprese che operano a livello transfrontaliero.
I prossimi passaggi
Il testo dovrà ora passare al vaglio del Parlamento europeo, il cui parere è atteso per luglio 2026. Successivamente, il Consiglio procederà con l’adozione formale. Una volta pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue, il regolamento entrerà ufficialmente in vigore dopo venti giorni, segnando un passo avanti nella lotta alle frodi fiscali in Europa.
Conseguenze della frode fiscale
La frode fiscale ha diverse conseguenze:
- economiche – riduce le entrate necessarie per finanziare i servizi pubblici essenziali;
- iniquità – comporta un onere iniquo per i contribuenti onesti;
- erosione della fiducia – mina la fiducia dei cittadini nell’ordinamento e nelle istituzioni pubbliche;
- crimine – finanzia attività illegali mettendo in pericolo cittadini, imprese e interi paesi;
- implicazioni globali – distorce la concorrenza, concede vantaggi sleali e contribuisce all’aumento della criminalità transfrontaliera e dell’evasione fiscale.