Frodi Iva, indagini più rapide su evasori e truffatori con le nuove norme Ue

Più armi a chi indaga contro le frodi transfrontaliere sull'Iva: il Consiglio Ue ha approvato le nuove norme, cosa cambia in concreto

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato in via provvisoria un nuovo pacchetto di norme per rafforzare il contrasto alle frodi Iva, con l’obiettivo di migliorare la cooperazione tra gli Stati membri e le autorità europee competenti.

Il provvedimento introduce un cambio di passo: la Procura europea (Eppo) e l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) potranno accedere in modo più diretto ai dati sulle transazioni commerciali transfrontaliere, comprese le informazioni raccolte da Eurofisc, la rete antifrode Iva dell’Ue.

Ue contro le frodi Iva: quanto vale il fenomeno

Le frodi Iva transfrontaliere, in particolare quelle note come “frodi carosello”, rappresentano una delle principali minacce per i bilanci pubblici europei. Secondo la Commissione europea, queste attività causano perdite comprese tra 12,5 e 32,8 miliardi di euro ogni anno.

Imprese, privati facoltosi e altri contribuenti che non versano la loro giusta quota di imposte riducono le risorse disponibili per i servizi pubblici (assistenza sanitaria, istruzione, infrastrutture, eccetera) e compromettono l’equità e la stabilità economiche in tutta l’Ue.

Si tratta di schemi complessi, spesso gestiti da gruppi della criminalità organizzata, che sfruttano le operazioni tra Paesi diversi per eludere il pagamento dell’imposta.

Più in generale, la frode fiscale così come l’elusione fiscale si verificano quando il soggetto interessato presenta deliberatamente una dichiarazione dei redditi incompleta o errata alle autorità fiscali nazionali oppure nasconde informazioni pertinenti, al fine di evitare il pagamento delle imposte. Queste attività possono assumere varie forme.

Frodi Iva, verso indagini più rapide

Il nuovo quadro normativo contro le frodi Iva consente a Eppo e Olaf di ottenere informazioni di prima mano, facilitando l’avvio e il supporto delle indagini su casi sospetti di frode Iva.

L’obiettivo è migliorare il coordinamento tra le autorità coinvolte, ridurre i tempi delle indagini e aumentare l’efficacia complessiva dei controlli. Un sistema più integrato dovrebbe anche contribuire a garantire condizioni più eque per le imprese che operano nel rispetto delle regole.

Verso la digitalizzazione entro il 2030

Le nuove norme modificano il regolamento Ue n. 904/2010 sulla cooperazione amministrativa in materia di Iva e si inseriscono in un percorso più ampio già avviato dall’Unione.

Nel marzo dello scorso anno è stato infatti raggiunto un accordo per digitalizzare completamente entro il 2030 gli obblighi di dichiarazione Iva per le imprese che operano a livello transfrontaliero.

I prossimi passaggi

Il testo dovrà ora passare al vaglio del Parlamento europeo, il cui parere è atteso per luglio 2026. Successivamente, il Consiglio procederà con l’adozione formale. Una volta pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue, il regolamento entrerà ufficialmente in vigore dopo venti giorni, segnando un passo avanti nella lotta alle frodi fiscali in Europa.

Conseguenze della frode fiscale

La frode fiscale ha diverse conseguenze:

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