Concordato preventivo biennale in revisione: cosa cambia per le partite Iva

Dalle nuove aliquote ridotte alle scadenze di pagamento: come funziona il patto con il Fisco e chi possiede i requisiti.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Un luglio che sembra lungo quasi quanto gennaio, se non per il buio prolungato, almeno per il caldo ininterrotto e asfissiante. E per l’aria di incertezza legata alle possibili novità in arrivo dai lavori dell’Esecutivo, che sta mettendo in cantiere una serie di riforme fiscali. Stavolta si parla di correttivi in vista del Concordato Preventivo Biennale relativo alle annualità 2026 e 2027.

Sembra che il Governo, attraverso la proposta presentata dal senatore Massimo Garavaglia, voglia introdurre una serie di incentivi pensati per rendere il patto più appetibile per i lavoratori autonomi e le imprese soggette agli indici Isa (Indice sintetico di affidabilità fiscale, ndr).

Cos’è il “Concordato preventivo biennale”

Chi ha aperto la partita Iva da almeno un anno, può decidere di concordare con il Fisco di cristallizzare per due anni i propri redditi su cui pagare le tasse. Non è un contratto firmato alla cieca, ma sulla base di una stima dell’imponibile elaborata dall’Agenzia delle Entrate. A quel punto:

Come funziona oggi

Gli aderenti ottengono una flat tax agevolata sulle maggiorazioni e lo scudo dai controlli fiscali per l’intero biennio.

In questo contesto, “agevolata” significa due cose molto concrete:

Il “Ravvedimento speciale”

Il nuovo Concordato dovrebbe prevedere un ravvedimento speciale, con cui si dà la possibilità di regolarizzare eventuali posizioni fiscali insolventi relative alla finestra temporale che va dal 2020 al 2024. I nuovi aderenti potranno sanare eventuali debiti versando un’ulteriore imposta sostitutiva, beneficiando di una certa stabilità fiscale nei successivi 48 mesi.

Come funziona il calcolo della sanatoria

La base imponibile per la regolarizzazione viene determinata in modo forfettario, con le aliquote parametrate direttamente sul punteggio Isa:

Indice Isa Maggiorazione della base imponibile
10 5%
da 8 a 10 10%
da 6 a 8 20%
da 4 a 6 30%
da 3 a 4 40%
sotto il 3 50%

Sull’importo rideterminato si applica una flat tax variabile tra il 10% e il 15% per Irpef e Ires, fermo restando un versamento minimo fissato a 1.000 euro per ogni annualità da sanare.

Le novità per l’Irap

Il meccanismo di sanatoria si estende anche all’Irap, con aliquote dedicate:

L’aliquota finale della flat tax specifica per l’Irap si attesta al 3,9%.

Quando scade e come si paga

Per agevolare il versamento delle somme dovute, la normativa prevede un calendario flessibile:

Meno controlli fiscali

Essendo un contratto stipulato direttamente con il Fisco, che in questo modo si assicura di aver già controllato l’imponibile e il gettito che ne consegue, gli aderenti beneficeranno di una limitazione specifica delle attività di accertamento. A meno che non emergano fattispecie di reati tributari o societari di particolare gravità.

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