Bonus trasporti pubblici per figli a carico: quanto spetta ai genitori nel 2026

Requisiti, limiti di spesa e regole per il bonus trasporti che è possibile portare in detrazione anche per i figli a carico

Pubblicato:

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Anche nel 2026 le famiglie possono portare in detrazione le spese sostenute per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Si tratta di un bonus che spetta sotto forma di sconto fiscale Irpef anche ai genitori per gli acquisti effettuati nell’interesse dei figli a carico.

Come funziona il bonus per gli abbonamenti ai trasporti pubblici

La detrazione Irpef per i mezzi di trasporto pubblico è prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-decies del TUIR e consente di recuperare il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto di abbonamenti. Riguarda quindi esclusivamente i titoli di viaggio che consentono un utilizzo continuativo del servizio per un determinato periodo di tempo.

Rientrano infatti nella detrazione gli abbonamenti:

Restano invece esclusi:

In ogni caso, la detrazione è riconosciuta solo se il pagamento dell’abbonamento è stato effettuato con strumenti tracciabili, come:

Un pagamento effettuato esclusivamente in contanti comporta la perdita del diritto alla detrazione.

Quando la detrazione spetta per i figli

La normativa stabilisce che la detrazione può essere richiesta non solo per gli abbonamenti acquistati dal contribuente per sé stesso, ma anche per quelli pagati nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico, compresi i figli.

I genitori possono scontare dalla dichiarazione dei redditi del 2026 il 19% dell’importo sborsato per gli abbonamenti scolastici o universitari dei figli nel 2025, su una spesa massima di 250 euro per ciascun abbonato.

Di conseguenza:

Pertanto, il rimborso massimo ottenibile per ogni abbonamento è pari a 47,50 euro (ovvero 50 euro × 19%).

Come si calcola la detrazione in caso di più figli

Proprio recentemente, riguardo i genitori che sostengono insieme il costo degli abbonamenti dei figli, il Fisco ha fornito un chiarimento importante, specificando che, se due genitori dividono la spesa al 50% e i figli sono fiscalmente a carico di entrambi nella stessa misura, il limite dei 250 euro continua a valere per ciascun figlio.

Ad esempio, se una famiglia ha sostenuto nel 2025:

Fiscalmente, entrambe le spese vengono limitate al tetto massimo previsto dalla legge, quindi:

Ora, poiché i figli sono a carico al 50% di ciascun genitore, ognuno di questi potrà imputarsi:

In totale, ogni genitore avrà una spesa detraibile pari a 250 euro, sulla quale applicare il 19%.

Il risultato finale sarà:

Documenti da conservare

Per quanto riguarda la gestione dei documenti necessari a fruire della detrazione, è fondamentale conservare con cura le attestazioni di acquisto. La documentazione serve infatti a dimostrare sia l’effettiva titolarità dell’abbonamento sia il rispetto dell’obbligo di tracciabilità dei pagamenti imposto dalla legge.

Nello specifico, per attestare la tipologia di servizio acquistato e il relativo importo, è consigliato conservare:

Dove indicare la detrazione nel modello 730/2026

Nel 730/2026 le spese per gli abbonamenti ai trasporti pubblici devono essere inserite nel Quadro E, Sezione I, ai righi E8-E10.

Occorre compilare:

Chi utilizza il modello 730 precompilato troverà spesso questi dati già inseriti. In questo caso, quindi, basterà verificare semplicemente la correttezza. A tal proposito, chi ha già usufruito di contributi pubblici o  altri bonus per i trasporti deve considerare che:

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