Bonus nuovi nati 2026, via alle domande con la circolare Inps: quando scadono

I requisiti e come funziona il Bonus nuovi nati da 1.000 euro: non solo nascite, ma anche adozioni e affidamenti preadozione

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

L’Inps ha dato il via alle domande per il Bonus nuovi nati 2026. Si tratta di un contributo una tantum da 1.000 euro destinato alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo nel corso dell’anno.

La misura si inserisce nel quadro degli interventi previsti dalla Legge di Bilancio 2025 e confermati anche per il 2026, con alcune indicazioni operative aggiornate soprattutto sul fronte Isee e modalità di accesso.

I requisiti del Bonus nuovi nati 2026

Il bonus consiste in un contributo diretto di 1.000 euro per ciascun figlio. Non si tratta di un sostegno continuativo, ma di un importo erogato una sola volta, pensato per alleggerire le spese iniziali legate all’arrivo di un bambino.

La somma non incide sul reddito complessivo: cioè non viene tassata né influisce su altre prestazioni.

Per ottenere il Bonus nuovi nati 2026 non è sufficiente la nascita o l’ingresso del minore in famiglia. Il limite da rispettare è un Isee non superiore a 40.000 euro. Nel conteggio viene esclusa la quota relativa all’Assegno unico universale.

Accanto al requisito economico, è necessario che il genitore richiedente sia residente in Italia e che questa residenza sia mantenuta senza interruzioni dalla data dell’evento fino alla presentazione della domanda.

Sul fronte della cittadinanza, la platea è ampia: possono accedere cittadini italiani, europei ed extra Ue, purché in possesso di un permesso di soggiorno valido. Sono inclusi anche rifugiati e titolari di protezione internazionale.

Le scadenze

La domanda deve essere presentata entro 120 giorni dalla nascita, dall’adozione o dall’affidamento preadottivo. Superata questa finestra, si perde definitivamente il diritto al bonus. C’è però una particolarità per chi ha avuto un figlio prima dell’apertura del servizio: in questi casi i 120 giorni decorrono dalla pubblicazione del messaggio Inps, con una scadenza fissata al 12 agosto 2026.

Quando si parla di adozioni, se c’è un affidamento preadottivo, la data importante da considerare è quella in cui il minore entra nella famiglia adottiva, su decisione del Tribunale per i minorenni. Questa scelta serve a garantire un sostegno fin da subito, cioè dal momento in cui il bambino arriva in famiglia, anche se l’adozione definitiva può avvenire molto tempo dopo.

Chi può presentare la domanda

La richiesta deve essere inoltrata da uno dei genitori. Se i genitori non convivono, il compito spetta a quello che vive con il minore.

Sono previste anche situazioni particolari: ad esempio, se il genitore è minorenne o non in grado di agire, la domanda può essere presentata da chi esercita la responsabilità genitoriale o dal tutore.

La domanda può essere inviata:

Durante la compilazione è necessario inserire i dati del figlio, dichiarare il possesso dei requisiti e indicare un Isee valido oppure dimostrare di aver presentato la Dsu.

Come avviene il pagamento

Il contributo viene accreditato direttamente sul conto indicato dal richiedente oppure tramite bonifico domiciliato.

Il sistema utilizzato dall’Inps consente anche di recuperare eventuali Iban già registrati per altre prestazioni, rendendo più veloce la procedura.

I pagamenti non avvengono automaticamente per tutti nello stesso momento. L’Inps segue infatti l’ordine cronologico di presentazione delle domande accolte. Le risorse disponibili, per il 2026, ammontano a circa 360 milioni di euro.

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