Bonus condizionatori 2026, quali incentivi utilizzare per installarli prima dell’estate

Benché non sia previsto un bonus condizionatori vero e proprio, è possibile accedere a tre diverse misure per prepararsi all'estate

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

Il sistema di incentivi per il clima nel 2026 si presenta con una struttura chiara ma differenziata: l’accesso al cosiddetto bonus condizionatori non avviene tramite un’unica agevolazione, ma si articola attraverso tre distinti percorsi. La scelta della via corretta dipende dalla natura dei lavori e dalla tipologia di immobile, con aliquote che premiano l’abitazione principale rispetto alle seconde case.

Per ottenere il bonus condizionatori quest’anno, è fondamentale conoscere i tre pilastri normativi su cui poggia l’agevolazione:

Il bonus condizionatori attraverso una manutenzione straordinaria

Indubbiamente la strada più semplice per poter accedere alle agevolazioni per cambiare il condizionatore è quella di passare attraverso il bonus ristrutturazioni: è possibile detrarre il condizionatore anche come unico intervento, senza la necessità di aprire un cantiere complesso.

L’installazione di un climatizzatore a pompa di calore – che può essere utilizzato per il caldo e per il freddo – rientra tra gli interventi finalizzati al risparmio energetico: per l’Agenzia delle Entrate questo è sufficiente per classificare l’intervento come manutenzione straordinaria, dando la possibilità di accedere alla detrazione anche senza la necessità di abbattere dei muri o rifare degli impianti.

Aliquote e tetti di spesa

Le famiglie che hanno intenzione di usufruire del bonus condizionatori attraverso la manutenzione straordinaria hanno la possibilità di accedere alle detrazioni con queste aliquote:

Il limite massimo di spesa è stato fissato a 96.000 euro per singola unità immobiliare, mentre lo sconto fiscale può essere recuperato in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi Pf).

Quali requisiti deve avere l’apparecchio

È importante sottolineare che non tutti i condizionatori sono agevolabili. Lo possono essere solo le pompe di calore, che devono garantire sia il raffrescamento che il riscaldamento (sostituendo o integrando l’impianto termico).

Sebbene per il bonus ristrutturazioni non servano i parametri restrittivi dell’Ecobonus, è necessario che il prodotto sia certificato dal produttore per il risparmio energetico.

Obblighi di pagamento e pratiche

Per non perdere il diritto al bonus, è necessario seguire una procedura rigida per effettuare il pagamento. L’unico modo ammesso è il bonifico parlante, che deve contenere:

Anche per il bonus ristrutturazioni, se l’intervento comporta risparmio energetico, va inviata la pratica sul portale Enea (sezione Bonus Casa) entro 90 giorni dal collaudo.

Come sfruttare le potenzialità dell’Ecobonus

L’Ecobonus può essere utilizzato dalle famiglie che effettuano un salto di qualità energetica sostituendo vecchio impianto: a differenza del bonus ristrutturazioni, infatti, questa agevolazione non si applica mai alle nuove installazioni:

Le aliquote per le detrazioni dell’Ecobonus sono le stesse del bonus ristrutturazioni: il 50% per le spese sostenute sull’abitazione principale e il 36% per le spese su altri immobili (seconde case). Il limite massimo di detrazione è pari a 30.000 euro per unità immobiliare, che deve essere divisa in dieci anni nella dichiarazione dei redditi.

Requisiti tecnici stringenti

Per accedere all’Ecobonus, il condizionatore deve rispettare requisiti di efficienza più alti rispetto ai semplici modelli entry level: la pompa di calore ad alta efficienza deve rispettare i valori minimi di Eer (efficienza in raffrescamento) e Cop (efficienza in riscaldamento) stabiliti dall’Allegato F del Decreto Ministeriale del 6 agosto 2020.

Il produttore deve rilasciare una dichiarazione di conformità che attesti il raggiungimento di tali standard.

Pratica Enea: è obbligatoria

Questa è la parte burocratica più critica. Entro 90 giorni dal collaudo, è necessario trasmettere via web all’Enea la Scheda descrittiva dell’intervento. Al suo interno vanno inseriti i dati del tecnico (se necessario), la potenza termica del nuovo impianto e il risparmio energetico stimato.

La ricevuta dell’invio con il codice Cpid è un documento fondamentale da conservare per eventuali controlli.

Pagamento e documenti

Il pagamento deve essere effettuato attraverso un bonifico parlante, al cui interno deve riportare il riferimento normativo specifico per il risparmio energetico (articolo 1, commi 344-347, Legge 296/2006).

È necessaria, inoltre, l’asseverazione: per interventi sotto i 10.000 euro può bastare la dichiarazione del fornitore, ma sopra tale soglia potrebbe servire l’asseverazione di un tecnico abilitato sulla congruità delle spese.

Bonus mobili ed elettrodomestici

Per chi desidera installare un condizionatore senza dover necessariamente configurare un sistema a pompa di calore per il riscaldamento, il bonus mobili è l’opzione ideale. È importante ricordare, però, che l’accesso a questo beneficio è legato a doppio filo all’apertura di un cantiere per manutenzione straordinaria o ristrutturazione.

Il vincolo della ristrutturazione

Non è possibile accedere a questa agevolazione acquistando semplicemente un condizionatore: per sfruttare il bonus mobili è necessario aver iniziato degli interventi di recupero del patrimonio edilizio (manutenzione straordinaria, restauro, risanamento o ristrutturazione) a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto del condizionatore.

Facciamo un esempio, per capire meglio: se un condizionatore viene acquistato quest’anno, i lavori in casa devono essere iniziati tra il 1° gennaio 2025 e il giorno precedente nel quale viene effettuato l’acquisto.

Aliquota e tetto di spesa

Per il bonus mobili sono previste delle aliquote differenti rispetto a quelle che abbiamo visto fino a questo punto:

I requisiti dell’apparecchio

Il condizionatore deve essere un grande elettrodomestico con un’etichetta energetica certificata:

Le modalità di pagamento

A differenza degli altri due bonus, qui le regole sui pagamenti sono meno rigide:

Documentazione da conservare

Oltre alle fatture di acquisto con la descrizione dei beni, è necessario conservare la ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta) o la ricevuta del bonifico. È inoltre fondamentale avere la documentazione che attesti l’inizio dei lavori di ristrutturazione (Cila, Scia o dichiarazione sostitutiva di atto noto).

Sintesi requisiti comuni

Caratteristica Bonus ristrutturazione Ecobonus Bonus mobili
Nuova installazione No (sostituzione)
Ristrutturazione edilizia Non necessaria Non necessaria Obbligatoria
Comunicazione Enea Spesso richiesta Sempre obbligatoria Non necessaria
Pagamento Bonifico parlante Bonifico parlante Bonifico o carta

 

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