Con il bando “Scoperta imprenditoriale II (2026)”, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato oltre 505 milioni di euro a favore della ricerca sostenibile nelle regioni del Mezzogiorno. Dopo aver annunciato la misura a maggio, è stato solo dopo la pubblicazione del decreto direttoriale del 6 agosto 2026, firmato dal ministro Adolfo Urso, che è stato ufficialmente avviato l’iter per la presentazione delle domande.
Indice
Come funziona il bando Scoperta imprenditoriale
Il bando fa parte delle iniziative promosse all’interno della Strategia nazionale di specializzazione intelligente (SNSI), e riconosce alle imprese un finanziamento agevolato associato a un contributo a fondo perduto.
Sono ammessi progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla creazione di nuovi prodotti, processi o servizi, oppure al notevole miglioramento di quelli esistenti.
Come stabilito dal normativa, però, il 60% della dotazione complessiva è destinato ai progetti presentati da Pmi e reti di imprese, mentre all’interno di questa quota è prevista una sottoriserva del 25% destinata alle micro e piccole imprese.
Chi può chiedere gli incentivi
Le risorse sono destinate a progetti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno individuate nell’ambito dei territori meno sviluppati, ovvero in:
- Basilicata;
- Calabria;
- Campania;
- Molise;
- Puglia;
- Sardegna;
- Sicilia.
Possono accedere alle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, purché abbiano:
- almeno due bilanci approvati al momento della presentazione della domanda;
- svolgano attività industriali, agroindustriali, artigiane, legate ai Centri di ricerca.
Possono inoltre partecipare ai progetti congiunti, in qualità di co-proponenti:
- organismi di ricerca;
- imprese agricole;
- imprese di servizi all’industria.
Progetti ammessi
Il progetto deve svilupparsi in un periodo non inferiore a 18 mesi e non superiore a 36 mesi. L’avvio delle attività deve inoltre avvenire dopo la presentazione della domanda e, in ogni caso, entro tre mesi dalla concessione delle agevolazioni.
Sono ammessi anche i progetti sviluppati in forma collaborativa, da parte di un massimo di tre soggetti proponenti, compresa l’impresa capofila. Tra questi, però, deve essere presente almeno una micro, piccola o media impresa e ciascun soggetto deve sostenere almeno il 10% dei costi ammissibili. Inoltre, la collaborazione – per essere valida – deve essere formalizzata attraverso un contratto di rete o altre forme contrattuali di collaborazione.
In caso di progetti realizzati da una micro, piccola o media impresa oppure da una piccola impresa a media capitalizzazione, è prevista in questo caso la partecipazione di soggetti esterni e indipendenti, che contribuiscano attraverso servizi di ricerca, sviluppo e consulenza. Il valore di queste attività deve essere almeno pari al 10% dei costi complessivi ammissibili.
Quanto spetta
Le imprese ammesse hanno accesso a:
- un finanziamento agevolato che copre una percentuale nominale pari al 40% dei costi e delle spese ammissibili. Si tratta di un finanziamento con condizioni agevolate, con un tasso ridotto dell’80% rispetto al riferimento previsto e una durata che può arrivare fino a 8 anni;
- un contributo a fondo perduto (in aggiunta al prestito) la cui intensità varia in funzione della dimensione dell’impresa.
Nel dettaglio:
- per le piccole imprese il contributo può arrivare al 40% dei costi ammissibili;
- per le medie imprese la percentuale scende al 35%;
- per le grandi imprese è pari al 30%.
Solo per gli organismi di ricerca si segue un meccanismo specifico. Questi, infatti, possono ricevere esclusivamente un contributo diretto alla spesa pari:
- al 60% per le attività di ricerca industriale;
- al 40% per quelle di sviluppo sperimentale.
Come e quando presentare domanda
Dal 24 settembre 2026 sarà possibile accedere alla piattaforma informatica dedicata (sul portale del Fondo per la crescita sostenibile gestito da Mediocredito Centrale) e:
- predisporre la documentazione necessaria;
- precompilare la richiesta di accesso alla misura.
La domanda vera e propria potrà essere invitata a partire dalle ore 10 del 7 ottobre 2026, e fino ad esaurimento fondi.
Considerata la dotazione finanziaria e la possibile partecipazione di numerose imprese, arrivare all’apertura dello sportello con già predisposti:
- documentazione;
- progetto;
- partenariato;
- piano finanziario.
Tra l’avvio della prima fase e l’apertura dello sportello ufficiale, è consigliato alle imprese interessate di iniziare per tempo a verificare requisiti, ammissibilità delle spese e struttura del progetto, senza aspettare il 7 ottobre per avviare la preparazione della pratica.