Acquisti online, nuova tassa di 2 euro sui pacchetti: quando scatta e chi la deve pagare

In arrivo la handling fee di 2€ sui piccoli pacchi extra Ue: nuovi costi e impatto sugli acquisti e-commerce dal 2026

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Una nuova commissione di gestione si aggiunge ai costi sulle merci acquistate online e provenienti da Paesi extra-Ue. La novità riguarda la cosiddetta handling fee, che la Commissione europea ha fissato in 2 euro per articolo importato.

La misura europea riguarda i piccoli pacchi dell’e-commerce e, considerando che si aggiunge al dazio forfettario di 3 euro già applicato e alla tassa italiana di 2 euro per le spedizioni extra Ue in vigore dal 1° dicembre 2026, determinerà inevitabilmente un aumento dei prezzi per il consumatore finale.

Quando scatta la nuova tassa di 2 euro sui pacchi extra Ue

La Commissione europea ha formalizzato l’importo della handling fee attraverso un atto delegato e, secondo il calendario riportato nelle informazioni disponibili, è destinata ad applicarsi dal 1° novembre 2026, dopo il completamento dell’iter previsto a livello europeo.

Questo prelievo nasce dalla necessità di gestire il forte aumento dei piccoli pacchi legati all’e-commerce internazionale ed è destinata a coprire i costi sostenuti dalle autorità doganali per la gestione di questo flusso di merci, dalla raccolta e verifica dei dati fino ai controlli e alle attività di analisi del rischio.

La principale differenza quindi con il dazio forfettario di 3 euro già applicato ai piccoli pacchi è proprio questa, hanno cioè delle finalità diverse. Il primo rappresenta un prelievo sulle merci importate, mentre la nuova tassa è collegata ai costi di gestione delle procedure doganali.

Come funziona

Come specificato dalle autorità europee, i 2 euro sono calcolati per articolo e non semplicemente per spedizione. Di conseguenza, l’impatto può cambiare a seconda della composizione del pacco e delle modalità con cui le merci vengono classificate ai fini doganali (si calcola cioè in base alle distinte voci doganali contenute nella spedizione).

Anche in questo caso, come il dazio di 3 euro, non si applica la franchigia di 150 euro prevista in precedenza per tutte le spedizioni di modico valore.

Chi deve pagare la nuova tassa sui pacchi

La norma prevede che il dazio di 2 euro sia versato dai soggetti della catena di importazione (piattaforme di e-commerce, venditori o corrieri).

Nel nuovo quadro europeo, la responsabilità per le vendite online viene progressivamente spostata verso gli operatori che facilitano gli acquisti a distanza. Tuttavia, il costo della nuova commissione potrà essere successivamente trasferito sul prezzo pagato dal consumatore. Sulla ricevuta dell’acquisto non comparirà necessariamente una voce autonoma denominata “tassa sui pacchi”, ma questa potrebbe essere incorporata nel prezzo della merce, nelle spese di spedizione o negli altri oneri applicati dalla piattaforma.

Quali acquisti online sono interessati

La nuova commissione riguarda i prodotti acquistati online e importati da Paesi situati al di fuori dell’Unione europea, attraverso grandi piattaforme internazionali e marketplace ed e-commerce che commercializzano direttamente prodotti provenienti da Paesi terzi.

Si tratta di milioni di piccoli pacchi, la cui gestione implica attività di controllo, verifica dei dati e analisi del rischio che le autorità doganali devono svolgere prima dell’immissione delle merci nel mercato europeo. Secondo i dati riportati nella documentazione alla base della misura, nel 2025 nell’Unione europea sono stati trattati circa 6 miliardi di articoli contenuti nei piccoli invii dell’e-commerce, con una forte prevalenza di prodotti provenienti dalla Cina.

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