Acconto Iva in scadenza il 29 dicembre, come si calcola e chi rischia sanzioni

Ultimo grande appuntamento con le imposte di quest'anno: l'acconto Iva deve essere versato entro e non oltre il 29 dicembre 2025

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

Tempo di passare alla cassa per versare l’acconto Iva: entro il 29 dicembre 2025 i contribuenti titolari di partita Iva devono calcolare l’importo dovuto e utilizzare il Modello F24 per effettuare il pagamento. Questa volta deve essere effettuato il versamento relativo al mese di dicembre per i contribuenti mensili, quello che deve essere effettuato in sede di dichiarazione annuale Iva per i contribuenti trimestrali o quello connesso al quarto trimestre per i contribuenti speciali.

Non è necessario effettuare il versamento nel caso in cui l’importo dovuto dovesse essere inferiore a 103,29 euro.

Quando il calcolo dell’acconto Iva porta a una cifra superiore, è necessario procedere con il pagamento utilizzando un modello F24: non è necessario applicare alcun tipo di maggiorazione a titolo di interessi.

Acconto Iva, di cosa si tratta

Adempimento obbligatorio per tutti gli operatori economici passivi dell’imposta, l’acconto Iva deve essere versato entro e non oltre il 27 dicembre di ogni anno. Per il 2025, però, la deadline slitta di due giorni, dato che la scadenza naturale è di sabato. I contribuenti, quindi, devono effettuare il versamento il 29 dicembre 2025.

Sostanzialmente i contribuenti sono tenuti a versare l’imposta relativa:

Attraverso l’acconto Iva viene versato un anticipo del saldo Iva relativo al periodo d’imposta 2025 e che viene determinato nel momento in cui viene presentata la dichiarazione Iva annuale.

Chi è tenuto a effettuare il versamento

L’acconto Iva deve essere versato dai contribuenti passivi Iva: stiamo parlando, in altre parole, degli imprenditori e dei professionisti. Sono, invece, esonerati dall’obbligo di effettuare il versamento quanti non sono tenuti a effettuare le liquidazioni periodiche Iva.

Ne sono esclusi, tra gli altri, gli agricoltori o quanti abbiano aderito al regime forfettario. Ma anche gli enti pubblici territoriali che esercitano delle attività rilevanti ai fini Iva (un caso in questo senso è costituito dai Comuni che erogano l’acqua e il gas).

Ai sensi del Dpr n. 633/72 sono esonerati dall’obbligo di effettuare il versamento i seguenti soggetti che:

Il metodo di calcolo da adottare

Per il versamento dell’acconto Iva i contribuenti possono adottare tre differenti sistemi di calcolo:

Il contribuente ha la possibilità di utilizzare il metodo di calcolo che risulta essere a lui più favorevole o più semplice da adottare. O può scegliere di non versare alcunché nel caso in cui, in base al metodo scelto, non dovessero risultare delle somme da versare.

Acconto Iva per i soggetti in split payment

A fornire una serie di indicazioni per i soggetti passivi Iva che devono applicare lo split payment è l’articolo 5, comma 2-bis del Decreto Ministeriale del 23 gennaio 2025.

Quanti dovessero optare per effettuare il versamento dell’acconto Iva utilizzando il metodo storico, devono prendere in considerazione l’imposta assolta che è effettivamente dovuta direttamente all’Erario.

Quanti effettuano il versamento diretto all’erario, come previsto dall’ex articolo 5, comma 1 del citato decreto, devono effettuare un ulteriore versamento per tenere conto anche dell’imposta che deriva dall’applicazione dello split payment.

Come deve essere effettuato il versamento

L’acconto Iva deve essere versato utilizzando esclusivamente un Modello F24 in modalità telematica.

I contribuenti hanno la possibilità di compensare liberamente gli importi dovuti a titolo di acconto: è possibile procedere con questa operazione utilizzando eventuali crediti di imposte o contributi di cui il contribuente abbia piena disponibilità.

È importante, comunque vada, che si tratti di crediti derivanti da delle dichiarazioni che sono state validamente presentate.

I contribuenti trimestrali ordinari, a differenza di quanto accade con le liquidazioni periodiche, non devono applicare la maggiorazione degli interessi dell’1%. L’acconto Iva deve essere sottratto dall’imposta che deve essere versata:

Quali codici tributo vanno utilizzati

Per effettuare il versamento con il Modello F24 i contribuenti devono utilizzare i seguenti codici tributo:

L’anno d’imposta da riportare è il 2025, ossia quello per il quale si sta effettuando il versamento. L’acconto non può essere rateizzato.

Quali sanzioni sono previste

Nel caso in cui il versamento dell’acconto Iva venga effettuato in ritardo o non effettuato per niente, è prevista una sanzione amministrativa, che si determina come segue:

Le violazioni possono essere sanate attraverso il ravvedimento operoso, versando, con il Modello F24:

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