Putin potrebbe attaccare la Nato approfittando della scarsità di missili degli Usa, obiettivo testare l’alleanza

Gli Usa prevedono che nei prossimi anni la Russia potrebbe attaccare la Nato per testare la risposta degli Usa, approfittando della carenza di munizioni

Pubblicato:

Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Il Wall Street Journal ha riportato che l’intelligence degli Stati Uniti valuta come possibile un attacco della Russia contro uno o più Paesi Nato nei prossimi anni. Putin sarebbe convinto che gli Usa non risponderebbero, per varie ragioni, e che questo causerebbe una rottura definitiva tra Washington e i suoi alleati.

Questa eventualità era ritenuta molto improbabile, fino agli ultimi mesi. Putin è in estrema difficoltà in Ucraina, dove le truppe russe non riescono ad avanzare e subiscono ingenti perdite ogni giorno. Al contempo, Kyiv sta infliggendo danni sempre più seri alle raffinerie e alla logistica in Russia, con attacchi con droni e missili che Mosca non sembra in grado di fermare.

Putin è pronto ad attaccare la Nato

I servizi di intelligence militare statunitensi sono molto preoccupati, stando a quanto riportato dal Wsj, perché ritengono che il Paese sia in una situazione di debolezza. Questo potrebbe portare la Russia ad attaccare la Nato nei prossimi anni.

I primi segnali si sarebbero già manifestati. Durante gli ultimi attacchi missilistici su larga scala dell’esercito russo contro i civili ucraini, un missile da crociera è caduto in Polonia e un drone si è schiantato in Romania. Le opzioni per Putin sarebbero due:

Cosa vorrebbe ottenere Putin dall’attacco

L’obiettivo dell’attacco non sarebbe iniziare un’altra guerra come quella in Ucraina. Al contrario, si tratterebbe di un’operazione estremamente limitata, anche perché al momento l’esercito russo non sembra potersi permettere di reggere due fronti aperti.

Il fine di questa operazione sarebbe politico. Putin sarebbe convinto che gli Stati Uniti non risponderebbero all’attacco. Questo comporterebbe una frattura nell’alleanza e, nello scenario migliore immaginato dal Cremlino, il discioglimento della Nato.

Le debolezze degli Usa e della Nato

Ci sono due motivi per cui l’intelligence degli Stati Uniti vede il proprio Paese così debole. Uno è politico, l’altro prettamente militare:

Sarebbe quest’ultimo risvolto a preoccupare maggiormente i servizi statunitensi. Gli Stati Uniti erano già in difficoltà per la quantità di missili che hanno fornito all’Ucraina. Hanno poi iniziato una guerra contro l’Iran che sarebbe dovuta durare poche settimane ed è recentemente entrata nel suo sesto mese.

In Medio Oriente, hanno dovuto utilizzare moltissimi missili intercettori, ma anche materiale offensivo, per difendere i Paesi del Golfo, rimasti coinvolti. La Russia è a conoscenza di queste carenze e potrebbe approfittarne.

La guerra in Ucraina sta andando molto male per la Russia

Nel frattempo continuano i problemi in Ucraina per la Russia. Il fronte rimane sostanzialmente fermo, con combattimenti nella cosiddetta zona grigia che costano centinaia di soldati all’esercito russo ogni giorno. Nel Paese, in molti temono una nuova mobilitazione, perché gli arruolamenti volontari non sono più in grado di coprire le perdite.

Nel frattempo, l’Ucraina ha compromesso il settore petrolifero russo, il più importante per l’economia del Paese, attraverso incessanti attacchi con droni e missili alle raffinerie. Mosca è arrivata a dover importare petrolio e interrompere le esportazioni di diesel.

L’industria militare russa è un problema per la Russia

L’economia russa ha però un altro problema con la guerra: l’esercito. Per convincere i cittadini ad arruolarsi, lo Stato offre stipendi molto più alti di quelli del settore privato. Nel settore edilizio mancano 200mila lavoratori, oltre 209mila imprese hanno chiuso nel 2026, un aumento del 9% rispetto all’anno precedente.

L’aumento artificiale dei salari ha aggravato l’inflazione e ora le conseguenze della guerra stanno arrivando anche alla popolazione delle città europee, quelle più benestanti del Paese, come Mosca e San Pietroburgo.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963