Carburanti, dopo lo stop al taglio delle accise risalgono i prezzi di benzina e gasolio

Con la fine dello sconto sulle accise salgono i prezzi di benzina e gasolio: aumenti già visibili sulla rete ordinaria e in autostrada

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

È bastata una giornata dalla fine del taglio delle accise perché il prezzo dei carburanti tornasse a salire.

Dal 4 luglio, concluso il periodo di sconto deciso dal Governo per contenere gli effetti dell’aumento del petrolio, benzina e gasolio hanno ripreso ad aumentare sia nelle città che in autostrada. Lo dimostrano i primi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

I nuovi prezzi di benzina e gasolio

Secondo l’Osservatorio prezzi del Mimit, nella giornata di sabato 4 luglio il prezzo medio in modalità self service sulla rete nazionale è salito a:

Anche in autostrada si registra un aumento:

Per il diesel, il ritorno verso la soglia dei due euro al litro in autostrada appare ormai molto vicino.

Quanto aumenta il costo del pieno

Il taglio delle accise, considerando anche l’Iva, valeva 6,1 centesimi al litro. Secondo le stime diffuse nei giorni scorsi, senza una proroga della misura il prezzo medio del gasolio potrebbe attestarsi intorno a 1,94 euro al litro sulla rete ordinaria e arrivare a 2,02 euro in autostrada.

Per la benzina, invece, il prezzo medio potrebbe raggiungere 1,86 euro al litro sulla rete ordinaria e 1,95 euro lungo la rete autostradale. Per gli automobilisti il maggiore costo previsto per un pieno è di circa 3,05 euro.

Perché il governo non ha prorogato il taglio delle accise

L’esecutivo aveva già annunciato che non avrebbe esteso la misura oltre il 3 luglio, anche in linea con le indicazioni della Commissione europea.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha spiegato:

Abbiamo deciso di non prorogare il taglio delle accise, visto che da ormai oltre 20 giorni cala il costo dei carburanti. Siamo sempre pronti a realizzare ulteriori misure ove il negoziato in corso non dovesse avere conseguenze positive anche per quanto riguarda la navigazione nello stretto di Hormuz, e quindi di conseguenza il rifornimento di carburanti con il calo delle prezzo nei mercati internazionali.

Contro i rincari del petrolio 2 miliardi di euro

La riduzione delle accise era stata introdotta nella primavera del 2026, durante la fase di maggiore tensione sui mercati energetici legata alla crisi dello Stretto di Hormuz. Da marzo il Governo aveva prorogato più volte la misura, adattando lo sconto all’andamento del prezzo del petrolio. Complessivamente i sette interventi sono costati alle finanze pubbliche circa 2 miliardi di euro.

Con il ritorno alla tassazione piena, l’Italia torna in vetta alla classifica europea per il peso fiscale applicato al gasolio. Considerando accise e Iva, il carico fiscale sul diesel supera nuovamente un euro al litro, riportando il nostro Paese al primo posto in Europa secondo i dati della Commissione europea. Situazione simile anche per la benzina.

Intanto i benzinai minacciano lo sciopero: Faib e Fegica hanno annunciato lo stato di mobilitazione, dichiarandosi pronti anche a una chiusura prolungata degli impianti qualora il disegno di legge di riforma del settore non dovesse proseguire.

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