Pil italiano a +0,2% nel primo trimestre 2026, la nostra economia rallenta

Economia italiana in lieve crescita nel 2026: Pil +0,2% nel trimestre. Servizi trainano, ma pesano inflazione e rischi globali

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Nel primo trimestre del 2026 l’economia italiana ha continuato a crescere, ma a un ritmo sempre più debole. Secondo la stima preliminare diffusa dall’Istat, il 30 aprile 2026, il Pil è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,7% su base annua, cioè rispetto allo stesso periodo del 2025. Il segno resta positivo, ma il margine rispetto allo zero si assottiglia.

La crescita acquisita, mezzo punto per tutto il 2026

La crescita acquisita per l’intero 2026 si attesta allo 0,5%. Si tratta del livello di crescita annuale che si registrerebbe se, nei restanti trimestri dell’anno, il Pil non variasse ulteriormente. In altre parole, anche in caso di stagnazione da oggi a dicembre, l’Italia chiuderebbe comunque l’anno con un incremento dello 0,5%. È un risultato modesto, che riflette la fragilità della ripresa avviata dopo la crisi pandemica. Evidenzia inoltre la difficoltà a mantenere slancio in un contesto internazionale sempre più complesso.

Il comparto dei servizi ha registrato un aumento del valore aggiunto, confermandosi il principale motore dell’economia italiana. Al contrario, sia il settore industriale sia quello agricolo hanno segnato una contrazione. Dal lato della domanda, sono state le esportazioni a sostenere il Pil, compensando almeno in parte la debolezza della domanda interna.

Quanto cresce l’economia italiana

I dati Istat mostrano con chiarezza l’evoluzione dell’economia italiana negli ultimi anni. Dopo il rimbalzo post-pandemia del biennio 2021-2022 — quando le variazioni congiunturali avevano raggiunto anche il +1,6% in un singolo trimestre — la crescita ha progressivamente rallentato.

Nel 2024 gli incrementi sono stati quasi nulli, oscillando tra lo 0,0% e lo 0,2% trimestrale. Nel 2025 si è osservata una lieve ripresa, con variazioni comprese tra lo 0,0% e il +0,3%, e un quarto trimestre chiuso a +0,3%. Il primo trimestre del 2026, con un +0,2%, si inserisce in questa fase di espansione molto moderata.

Di seguito, una tabella riepilogativa con i dati dal 2022 ad oggi:

Trimestre Var. % congiunturale
2022 – I +0,7
2022 – II +1,6
2022 – III +0,1
2022 – IV -0,2
2023 – I +0,6
2023 – II +0,1
2023 – III +0,1
2023 – IV +0,3
2024 – I +0,1
2024 – II +0,2
2024 – III 0,0
2024 – IV +0,1
2025 – I +0,3
2025 – II 0,0
2025 – III +0,2
2025 – IV +0,3

Le incognite geopolitiche e l’inflazione

Il quadro macroeconomico resta influenzato da diversi fattori di rischio:

Si tratta di elementi che pesano sulle prospettive dei prossimi trimestri e rendono incerta anche la tenuta della crescita acquisita dello 0,5% per il 2026.

Unc: “Rialzo irrisorio e il peggio deve ancora arrivare”

Un rialzo “irrisorio e preoccupante se si considera che il peggio deve ancora arrivare”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sul Pil. In una nota afferma:

nonostante nel primo trimestre dell’anno la guerra in Medio Oriente non abbia potuto produrre contraccolpi significativi sulle nostre industrie e abbia determinato solo un lieve rialzo dell’inflazione, si cresce appena dello 0,2%, in calo rispetto al +0,3% congiunturale del quarto trimestre 2025. Anche nei dati tendenziali si scende da +0,9% a +0,7%. Ci domandiamo, quindi, cosa potrà accadere nel secondo trimestre 2026, quando ad esempio arriveranno le prime bollette rincarate di luce e gas.

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