Buono fruttifero 4 anni Plus con tasso all’1,5%, rendimenti e come investire

Come funzionano i buoni fruttiferi postali 4 anni Plus, quanto rendono e quali sono le condizioni per investire in modo semplice e sicuro

Pubblicato:

Alessandra Di Bartolomeo

Giornalista di economia

Giornalista esperta di risparmio, ha maturato una vasta esperienza nella divulgazione di questioni economiche.

Se si vogliono depositare i propri risparmi per un breve periodo senza correre rischi, un’ottima soluzione è rappresentata dai buoni fruttiferi postali 4 anni Plus che come si evince dal nome durano solo 4 anni. Questi prodotti sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, distribuiti da Poste Italiane e godono della garanzia dello Stato Italiano. Vediamo come funzionano e quali tassi di interesse offrono.

Durata e rendimento

I buoni fruttiferi postali 4 anni Plus, come detto, durano 4 anni. Riconoscono un rendimento fisso alla scadenza del quarto anno dell’1,50% annuo lordo. Il punto di forza di questi titoli è che possono essere sottoscritti da tutti e non solo da chi apporta ad esempio nuova liquidità, come nel caso dei buoni fruttiferi postali 4 anni Premium, oppure ha chiesto il rimborso di vecchi titoli.

Un esempio di rendimento

Ecco un esempio di rendimento con 4.500 euro.

Supponendo di voler investire 4.500 euro nei buoni fruttiferi postali 4 anni Plus, al termine del quarto anno, come come si evince dal calcolatore messo a disposizione da Poste, si riceverà un rimborso netto di 4.741,82 euro. Da tale calcolo è però esclusa l’imposta di bollo, che si calcola in base alla normativa vigente.

Come sottoscrivere i Bfp

Possono essere cointestati a fino a un massimo di quattro persone fisiche maggiorenni. La cointestazione non è ammessa tra soggetti minorenni e maggiorenni oppure tra minorenni.

Questi buoni fruttiferi postali possono essere acquistati sia in

Nel primo caso si riceve un documento cartaceo che va custodito gelosamente. Il motivo è che servirà poi per chiedere il rimborso.

Nel secondo caso invece non si riceve nulla, in quanto sono rappresentati da una scrittura contabile effettuata su un conto di regolamento che può essere un conto corrente BancoPosta o un libretto di risparmio postale. Se si sceglie la forma dematerializzata, il titolo deve avere  la stessa intestazione del relativo conto di regolamento, che non può essere chiuso fino a che ci sono buoni in essere. Il motivo è che al momento del rimborso, sia a scadenza che in anticipo, il montante maturato viene accreditato su di esso.

Qual è la modalità di rimborso

Nel caso si sottoscrivano dei buoni cartacei, il rimborso avviene per intero in un’unica soluzione in ogni momento purché entro il termine di prescrizione e senza costi in aggiunta. Qualora si abbiano dei buoni dematerializzati, invece, si può decidere in qualsiasi momento se chiedere il rimborso in un’unica soluzione o parziale per importi uguali a 50 euro o multipli.

Se il rimborso viene chiesto prima dei 4 anni, si ottiene però solo il riconoscimento della cifra investita e non degli interessi maturati, per i quali, come già detto, bisogna attendere la fine del quarto anno.

Come avviene l’emissione dei Bfp

I buoni fruttiferi postali vengono emessi quotidianamente in base alla richieste dei risparmiatori. Si tratta quindi del cosiddetto sistema a rubinetto: non c’è un limite fisso prestabilito. Il prezzo di acquisto è sempre uguale al valore nominale e non c’è alcun costo in aggiunta al momento della sottoscrizione.

Possono essere acquistati a partire da 50 euro e multipli fino a un massimo di 1.000.000 euro da un unico soggetto nella medesima giornata lavorativa:

Nel caso si decida di recarsi all’ufficio postale, si potrà prenotare l’appuntamento per risparmiare tempo prezioso mediante la app oppure collegabndosi al sito web alla sezione “prenota un appuntamento in Poste”.

Scadenza e prescrizione

Il buono fruttifero postale 4 anni Plus scade al termine dei 4 anni e da tale data inizia il periodo di prescrizione. Sui titoli cartacei la data di scadenza è riportata solitamente sul davanti dei buoni. Per quanto riguarda i dematerializzati può essere controllata accedendo alla propria area riservata da app o collegandosi alla pagina ufficiale dell’azienda.

In alternativa è possibile chiedere queste informazioni anche agli uffici postali dove gli operatori possono verificare i dati associati al buono.

Dopo 10 anni dalla scadenza, vanno in prescrizione. Se ciò accade si perde il diritto al rimborso del capitale investito e degli interessi. I titoli non riscossi vengono infatti trasferiti al fondo rapporti dormienti gestito dallo Stato.

Quanto costano i buoni postali

Acquistare un buono fruttifero postale, mantenerlo e chiederne il rimborso non costa nulla. Tale aspetto lo rende quindi uno strumento ideale e accessibile per chi vuole investire piccole somme senza spendere nulla all’inizio o alla fine.

L’unico costo che si sostiene riguarda il duplicato nel caso di smarrimento o deterioramento del cartaceo, che è di 1,55 euro per ciascun buono, indipendentemente dall’importo investito.

Quali tasse sono applicate sui Bfp

Per quanto riguarda l’aspetto fiscale, invece, è un buono fruttifero postale è uno dei migliori strumenti di risparmio.

Gli interessi che si maturano, infatti, sono soggetti a un’imposta sostitutiva del 12,50’% prevista dal decreto legislativo 239/1996. Si tratta di un’aliquota più bassa di quella che viene applicata ad altri prodotti finanziari come i conti deposito. Chi non risiede in Italia, però, se ricorrono specifiche condizioni, non paga questa tassa e ciò rende i buoni ancora più vantaggiosi in ambito internazionale.

Un altro punto di forza di questi titoli è che sono esenti dall’imposta di successione. Significa che nel caso vengano trasferiti agli eredi non verrano tassati.

Da pagare però c’è l’imposta di bollo che incide ovviamente sul valore complessivo dell’investimento. Dal 2012 è dello 0,20%, ovvero del 2 per mille annuo sul capitale investito. Si applica in automatico al momento del rimborso solo se il valore complessivo del portafoglio buoni (ovvero tutti quelli che si possiedono) è superiore ai 5.000 euro.

I buoni, infine, insieme ai titoli di Stato e ai libretti postali non vengono considerati integralmente nel patrimonio mobiliare ai fini Isee fino a 50.000 euro per nucleo familiare.

Come verificare l’esistenza di buoni intestati

Qualora si abbia il dubbio di possedere buoni a proprio nome o in cointestazione è possibile verificarne la presenza presentando una richiesta presso qualsiasi ufficio postale.

La ricerca però non è gratuita. Si paga infatti una commissione che varia in base al numero degli uffici postali coinvolti per le verifiche. Più la ricerca è generica, maggiore potrebbe essere il numero di sedi da consultare, per cui l’ideale sarebbe fornire più indicazioni possibili, come la località di sottoscrizione o il periodo indicativo.

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