Nuova Emissione Bot a marzo 2026, quando sono le aste e i rendimenti attesi

Il Mef annuncia l’asta dell’11 marzo per il nuovo Bot a 12 mesi da 8 miliardi. Calendario, come partecipare e perché interessa i risparmiatori

Pubblicato:

Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Prendono il via le aste del mese di marzo. Dopo il grande successo della settima emissione del Btp Valore, che ha raccolto oltre 16 miliardi di euro, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato per l’11 marzo 2026 il collocamento di un Buono Ordinario del Tesoro annuale. L’importo complessivo previsto è di 8 miliardi di euro. Si tratta della prima tranche del nuovo Bot a 364 giorni con codice Isin IT0005699340, che sarà emesso il 13 marzo e scadrà il 12 marzo 2027.

L’operazione coincide con la scadenza, prevista il 13 marzo, di Bot annuali per 9,9 miliardi di euro. Si tratta quindi in larga misura di un rinnovo del debito a breve termine. Il Mef ha precisato che l’11 marzo non verrà offerto il Bot trimestrale, in assenza di specifiche esigenze di cassa.

Il calendario delle operazioni

Il Mef ha comunicato il seguente calendario per le operazioni di sottoscrizione:

I risparmiatori retail possono quindi prenotare il titolo entro il 10 marzo tramite il proprio home banking abilitato alle funzioni di trading, recandosi in filiale bancaria o presso gli uffici postali.

Caratteristiche del Bot 12 mesi

Di seguito le principali caratteristiche tecniche del titolo in emissione:

Voce Valore
Durata (giorni) 364
Codice ISIN IT0005699340
Tranche
Data di emissione 13 marzo 2026
Data di scadenza 12 marzo 2027
Importo offerto 8.000 milioni di euro
Collocamento supplementare (Specialisti) 10% — pari a 800 milioni di euro

Come funziona l’asta

I Bot sono collocati tramite asta competitiva presso la Banca d’Italia, con richieste degli operatori espresse in termini di rendimento. Possono partecipare esclusivamente:

Ciascun operatore può presentare fino a 5 domande di acquisto, con un importo minimo per ciascuna richiesta pari a 1,5 milioni di euro.

Per il collocamento supplementare, fissato al 10% dell’ammontare nominale offerto, sono ammessi solo gli Specialisti che abbiano già partecipato all’asta ordinaria.

L’assegnazione avviene al rendimento medio ponderato dell’asta principale. Per i risparmiatori retail, la sottoscrizione è accessibile tramite banca o ufficio postale con un importo minimo di 1.000 euro. La commissione massima applicabile dagli intermediari per i Bot a 364 giorni è dello 0,15%.

Perché investire nei Bot

I Bot rappresentano una soluzione interessante per chi desidera impiegare la propria liquidità in modo più efficiente, evitando che rimanga parcheggiata su conti correnti con rendimenti pressoché nulli. Con una durata massima di un anno, offrono un profilo di rischio contenuto rispetto ai Btp, che sono più adatti agli investimenti di lungo periodo.

Tra le principali caratteristiche:

Quali sono i rischi

Nonostante i numerosi vantaggi, i Bot non sono completamente esenti da rischi. In caso di vendita anticipata sul mercato secondario, il valore potrebbe risultare inferiore all’investimento iniziale, anche se le eventuali perdite tendono a essere limitate.

Una concentrazione eccessiva su questi strumenti potrebbe ridurre la diversificazione complessiva del portafoglio e limitarne il potenziale di rendimento nel lungo periodo.

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