Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha raggiunto gli 85 punti base in apertura del 5 maggio, tornando a crescere dopo il calo registrato lunedì 4 maggio. La tregua è durata poche ore a causa della ripresa delle ostilità in Medio Oriente, che ha accentuato le preoccupazioni verso una crisi energetica di lungo periodo in Europa.
Anche i rendimenti sono tornati a crescere, con i Btp benchmark a 10 anni oltre il 3,90%, in linea con il resto dei titoli di Stato europei. Quest’ultimo dettaglio è un segnale dai mercati, che non sembrano ritenere probabile uno scostamento di bilancio da parte dell’Italia per affrontare i rincari di petrolio e gas.
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Spread a 85 punti, pesa la crisi energetica
La crisi energetica pesa sui rendimenti dei titoli di Stato europei. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è tornato ad aumentare raggiungendo gli 85 punti in apertura dei mercati il 5 maggio. Il differenziale era calato tra giovedì 30 aprile e lunedì 4 maggio, ma è tornato a crescere a causa della ripresa delle ostilità nello Stretto di Hormuz.
Aumentano anche i rendimenti, sia dei titoli di Stato italiani sia di quelli tedeschi. I Btp decennali benchmark sono tornati oltre quota 3,90%, raggiungendo il 3,92%. Leggera crescita anche per i Bund, che sono arrivati al 3,07%.
I Btp continuano però a essere allineati con gli altri titoli di Stato europei, segnale che i mercati non credono in uno scostamento di bilancio, che porterebbe probabilmente molta pressione sul debito italiano. Recentemente la Commissione europea ha rifiutato una proposta del ministro dell’Economia Giorgetti di utilizzare le clausole di salvaguardia per la Difesa per reperire i fondi in deficit contro la crisi energetica.
Salgono i rendimenti in Europa
Una lieve crescita dei rendimenti si è verificata anche negli altri grandi Paesi europei. I Bonos spagnoli hanno raggiunto il 3,54%, con uno spread stabile a 47 unti base. Allo stesso modo gli Oat francesi hanno visto crescere la cedola al 3,73%, con uno spread di 66 punti.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,07% | – |
| Btp italiani | 3,92% | 85 |
| Oat francesi | 3,73% | 66 |
| Bonos spagnoli | 3,54% | 47 |
In Europa, come sottolineato anche dalla Commissione europea, la crisi energetica per il momento non sta avendo conseguenze simili a quelle della crisi del 2022. Nel continente l’inflazione è limitata e dovrebbe rientrare già nel 2027.
Le prossime aste dei Btp e dei Bot
A partire dalla prossima settimana inizieranno le aste dei titoli di Stato italiani. I primi a essere emessi saranno i Bot, quelli con la durata minore, spesso inferiore a un anno. Si tratta di titoli ideali per investimenti brevi, volti a proteggere il capitale dall’inflazione. Seguiranno i Btp a medio e lungo termine, quelli con i rendimenti più simili ai benchmark che determinano lo spread.
Le date da segnarsi per le prossime aste sono:
- 12 maggio, asta dei Bot;
- 13 maggio, asta dei Btp a medio-lungo termine;
- 26 maggio, asta dei Btp Short Term;
- 27 maggio, asta dei Bot;
- 28 maggio, asta dei Btp a medio-lungo termine.