Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è salito di cinque punti in apertura il 3 novembre, arrivando a 117 punti base. I rendimenti dei titoli di Stato sono tornati quelli dei primi minuti della seduta di ieri, annullando i progressi fatti nelle ultime 24 ore, che avevano riportato il differenziale a 112 punti base.
È l’effetto dell’attacco degli Usa all’isola di Qeshm, la più importante dello Stretto di Hormuz, in Iran. Si tratta di una piccola operazione, che però spaventa i mercati, che fino a ieri si stavano fidando delle apparenti aperture tra Teheran e Washington. Il tutto accade nel giorno delle Midterm.
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Gli Usa attaccano l’Iran, lo spread torna a salire
Nella notte tra il 2 e il 3 novembre gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco con droni su alcune istallazioni militari dell’isola di Qeshm, in Iran, nello Stretto di Hormuz. Un’operazione limitata ma inaspettata, che arriva dopo giorni di avvicinamento tra Usa e Iran. Il risultato è stato che lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha bruciato in apertura tutti i progressi fatti nella giornata di ieri.
Dopo aver aperto a 116 punti base, infatti, il differenziale era arrivato a chiudere a 112 il 2 novembre. Il balzo di 5 punti è stato accompagnato da un ritorno dei rendimenti ai livelli di inizio settimana, appena sotto la soglia del 2,50%.
Perché i rendimenti dei Bund scendono
Sono invece calati i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi. Si tratta di una dinamica piuttosto conosciuta sui mercati internazionali. I Bund sono ritenuti molto sicuri e vengono trattati come beni rifugio nei momenti di crisi. Quando gli investitori si trovano davanti a un periodo di incertezza, comprano Bund, facendone calare i rendimenti. Oltre all’attacco americano, a rendere la giornata di oggi ancora più incerta ci sono le elezioni di Midterm negli Stati Uniti, in cui il Partito Repubblicano di Trump potrebbe perdere la maggioranza al Congresso.
Come hanno reagito gli spread europei
Anche in Spagna la dinamica dei titoli di Stato è stata simile a quella italiana. Dopo un miglioramento nella giornata di ieri, trainato dal prezzo del petrolio in calo, i Bonos sono tornati ai livelli dell’apertura di lunedì.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,32% | – |
| Btp italiani | 4,49% | 117 |
| Oat francesi | 4,96% | 164 |
| Bonos spagnoli | 3,94% | 62 |
Stessa situazione in Francia, dove gli Oat continuano a essere i titoli di Stato europei sotto maggior pressione da parte dei mercati. Il 5% di rendimento fatto registrare nelle scorse settimane, però, rimane lontano.
Le prossime aste dei titoli di Stato italiani
Dopo la tradizionale pausa di inizio mese, le aste dei titoli di Stato italiani riprenderanno a partire dall’11 novembre. Le date da segnarsi in calendario per le prossime emissioni sono:
- 11 novembre per l’asta dei Bot;
- 12 novembre per l’asta dei titoli a medio e lungo termine;
- 25 novembre per l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
- 26 novembre per la seconda asta dei Bot;
- 27 novembre per la seconda asta dei titoli a medio e lungo termine.